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Cosa spinge le persone a fare sport?

scritto da: Matteo Simone | segnala un abuso

Cosa spinge le persone a fare sport?

Ho approfondito gli aspetti che riguardano la motivazione a fare sport per il benessere e per raggiungere obiettivi nello sport e nella vita e riporto nel testo alcune interviste ad atleti di diverse discipline sportive individuali o di squadra. Non solo la performance ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare, per condividere momenti di pre-gara fatti di viaggi e incontri, per superarsi. È importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio.


Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

Descrizione dell’opera “Cosa spinge persone a fare sport?” Aracne editrice.

https://www.libreriauniversitaria.it/cosa-spinge-persone-fare-sport/libro/9788825528275

Ho approfondito gli aspetti che riguardano la motivazione a fare sport per il benessere e per raggiungere obiettivi nello sport e nella vita e riporto nel testo alcune interviste ad atleti di diverse discipline sportive individuali o di squadra.

Non solo la performance ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare, per condividere momenti di pre-gara fatti di viaggi e incontri, per superarsi.

È importante lavorare su obiettivi, sul superare errori e sconfitte, si impara da tutto ciò che succede e si può fare meglio in futuro come individui e come squadra conoscendosi meglio. Si impara sempre dall'esperienza, solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio.

Questo è lo sport che vogliamo che incrementa consapevolezza, autoefficacia, resilienza e spirito di squadra e appartenenza. Chiamateli pure masochisti o incoscienti, ma in realtà quello che emerge dalle varie storie e testimonianze è che si tratta di un mondo fantastico e sorprendente, affascinante e protettivo.

Ringrazio la casa editrice “Aracne” e i suoi collaboratori per la fiducia e per il grande lavoro che richiede la pubblicazione e la distribuzione del libro.

Ringrazio tutti gli atleti che hanno avuto la cortesia, la gentilezza e la disponibilità a raccontare le loro esperienze legate allo sport.

Ringrazio le amiche e colleghe Rita Tancredi e Francesca Vannucchi per la loro cortesia, generosità, gentilezza, disponibilità nel contribuire alle correzioni della bozza.

Ringrazio Isa Magli per la sua gradita Premessa:

Il lavoro è ammaliante e, per questo, invitante alla lettura e alla elucubrazione.

A guisa di una spiaggia si presenta la gamma degli sport (calcio, triathlon, running, pallavolo, ultra maratona, rugby, boxe etc.), distesa davanti ad un mare, a volte, blu, inneggiante alla tranquillità, alla prosperità corporale ed alla pace dei sensi; altre volte, melmoso, burrascoso a prima vista, ma poi accogliente panacea ai problemi esistenziali quotidiani.

Emerge la piena dimostrazione della personale presenza dell’autore: infatti lo sport appare come il cardine del suo vivere e, la perfetta sintomatologia dei fonemi riportati, è un riverbero dello sport nella persona umana come invito dell’attività psico-somatica per la rivalorizzazione intellegibile e per la risoluzione spicciola dei dilemmi giornalieri.

La trattazione è sotto forma di quesito a personaggi che hanno vissuto e vivono, e hanno praticato e praticano attività sportiva con conseguenti responsi epistolari o tecnologici.

I periodi un po’ prolissi con concetti ripetuti e, alcune volte con la limitata punteggiatura, propalano di primo acchito una certa ambiguità che sembra di allontanare dal senso vero dell’argomentazione.

Proseguendo, poi, e informati sulle varie opinioni di sensazioni ed emozioni, positive e negative che siano, provate, si riscontra un momento peculiare da vivere e da sperimentare con strati di dogmatismo e di didattica.

Seguono consigli vari come: ‘Se non ci si vuole faticare, competere e gareggiare, almeno mettersi in posa’ cioè ‘far parte di un gruppo per incontrare gente, aderire all’esercito del Selfie con telefono per memorizzare episodi che serviranno a ricordare il passato e rivedersi in divenire’.

Invita i ragazzi con i familiari a prendere il treno dello Sport per salire per strade, monti e parchi: insomma tutto ciò che la natura comprende.

Sport uguale solidarietà, sviluppo sensoriale, autoefficacia, ed incremento della Resilienza.

Sport uguale solidarietà, integrazione, consapevolezza del corpo entro i limiti ossia essere ardimentosi ma non strafare, sperimentare, ma non affaticarsi.

Fa riferimento ad uno acronimo C.A.R. (Consapevolezza, Autoefficacia, Resilienza) per evidenziare la conquista del benessere e il successo.

Per il raggiungimento di obiettivi positivi necessitano: 1) l’esperienza di visionare paradigmi; 2) la persuasione come mezzo e impegno, a parte il talento per la riuscita; 3) l’umore che favorisce l’agire e offre consigli per recuperare energie.

Sintomatico è un paragone riportato di un ultramaratoneta che considera lo Sport “un orto da coltivare con passione e dispendio di forze per dare la giusta rendita senza trascurare altri orti: la famiglia e il lavoro.

E’ da mettere in conto il valore che attribuisce alle donne, ponendole sullo stesso livello di quelli dell’altro sesso come ad esempio: Maria Chiara Parigi (ultratrailer); Lara La Pera (campionessa di pallavolo e corsa); la schermidora Silvia Tombolini (campionessa con disabilità ipovedente), la quale incita alla tenacia, alla lealtà e anche se con rischi e fatiche di non mollare mai neppure dopo una sconfitta, perché perdere, dopo aver analizzato gli errori, si rafforza la resilienza, che consente di riprendersi e di riportare risultati accettabili.

Seguono consigli per una retta alimentazione che rappresenta un punto fondamentale per le varie esercitazioni e per un buon risultato finale.

Tutti gli intervistati sono favorevoli alla figura dello psicologo che risulta indispensabile non solo per la salute del corpo del singolo, ma ancor più, del gruppo-squadra, affinché non sia demotivato e subisca crisi, difficoltà, sconfitte.

Con O.R.A. (Obiettivi, Risorse, Autoefficacia) si migliora la capacità di organizzazione e di concentrazione, per cui i giovani dovrebbero prendere come massima: “Vinci nello Studio – Vinci nello Sport” per crescere e maturare. Bando al DOPING perché arreca sviluppo negativo al fair-play”.

 

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Dott. Matteo SIMONE380-4337230 - 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

Sito web: www.psicologiadellosport.net

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

Libri: http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html


Fonte notizia: https://www.libreriauniversitaria.it/cosa-spinge-persone-fare-sport/libro/9788825528275




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