Home > Altro > VERCELLI: Pio Mario Arini festeggia i suoi 75 anni di attività artistica tra poesia e pittura con un nuovo atelier e una mostra virtuale

VERCELLI: Pio Mario Arini festeggia i suoi 75 anni di attività artistica tra poesia e pittura con un nuovo atelier e una mostra virtuale

scritto da: MIKATA | segnala un abuso

VERCELLI: Pio Mario Arini festeggia i suoi 75 anni di attività artistica tra poesia e pittura con un nuovo atelier e una mostra virtuale

Oltre settanta anni di attività artistica, una produzione vastissima che esplora tendenze e stili, tecniche e materiali, dal figurativo all’astratto, dall’impressionismo all’espressionismo fino all’informale: ritratti, nature morte, paesaggi soprattutto, evocati da memorie remote, immersi in un’atmosfera di sognante malinconia che impregna le opere di luminosa trasparenza, resi con una emotività tale da renderli unici ed inimitabili, poiché il senso profondo della sua arte è il reale, vissuto intensamente nelle sue espressioni di gioia, dolore, estasi o pace.


L'UOMO:Nato nel 1926 ad Ancona, Pio Mario Arini dimostra da subito vivace intelligenza e grande curiosità per tutto ciò che lo circonda. Naturalmente portato per l'espressione artistica comincia giovanissimo a disegnare e poi a dipingere e comporre versi. Le drammatiche e concitate vicende belliche segneranno la sua adolescenza e faranno crescere il suo desiderio di libertà, la capacità di apprezzare le bellezze della natura e il desiderio di scavare a fondo nei sentimenti umani. Al termine del conflitto si stabilisce con la famiglia a Lecce dove riprende gli studi mentre cresce suo impegno civile che lo avvicina agli ambienti culturali e artistici romani. In quel periodo Arini si cimenta con successo in concorsi di pittura e poesia, entrando in contatto e frequentando personaggi come Renato Guttuso, Domenico Purificato e Carlo Levi.


In quegli anni Pio Mario Arini comincia ad esporre le sue opere in una serie di mostre collettive segnalandosi all'attenzione del pubblico e della critica per l'originalità e la novità del suo messaggio artistico.

Dopo la laurea in giurisprudenza entra in magistratura e, all'inizio degli anni '50 del secolo scorso, viene assegnato a Vercelli. Qui conosce Gigi Mossotti, raffinato critico e gallerista, Francesco Leale, pittore affermato e lo scultore Guido de Bianchi, che lo introducono nel "Gruppo di via dei mercati", sodalizio artistico molto attivo in quegli anni in città e di cui diventa in breve elemento di spicco. Dopo alcuni anni trascorsi a Bologna a cavallo degli anni '80, al raggiungimento della pensione, Arini si è definitivamente trasferito a Vercelli dove tuttora vive e opera. Nel corso di una carriera artistica lunghissima e ricca di soddisfazioni Arini ha presentato i suoi lavori in decine di mostre personali e collettive in numerose città italiane e all'estero, ha ottenuto premi e riconoscimenti prestigiosi, ha saputo innovare di volta in volta la sua ispirazione e la sua maniera di fare arte, seguendo il suo desiderio di libertà e il suo irrefrenabile desiderio di creare. Attivo più che mai, di recente ha rinnovato il suo studio, trasformandolo in un vero e proprio atelier artistico, crogiuolo di incontri e discussione, punto di osservazione privilegiato sul lavoro del pittore, che offre al visitatore una antologia permanente delle opere, in un fantastico viaggio attraverso oltre 75 anni di ispirazione artistica intensamente vissuta. La testata giornalistica on line "Primavercelli" gli ha di recente dedicato una mostra antologica virtuale significativamnet intitolata "Pio Mario Arini: omaggio a un ragazzo di 94 anni" che è possibile visitare cliccando: https://primavercelli.it/cultura/pio-mario-arini-omaggio-a-un-ragazzo-di-94-anni/

L'ARTISTA: Personalità artistica di grande rilievo, varcata ormai la soglia dei novant’anni, Arini continua la sua ricerca artistica nello studio di via Pietro Micca a Vercelli tra poesia e pittura, rendendo concrete con le parole immagini e sensazioni e “raccontando” sulla tela, con il linguaggio della figurazione, ciò che muove la sua ispirazione poetica focalizzando il suo lavoro sul rapporto natura-vita.

Le emozioni sono veicolate dall’acqua e dalle trasparenze, dall’affermarsi della luce tra giochi precisi di scorrevoli pennellate, i colori appaiono densi di tonalità, pregni di forza interiore e rimandano a emozioni e sentimenti che creano relazioni complesse con la realtà di chi crea e di chi osserva. Un paesaggio straordinario e ricco di simbolismi che nasce dall'infinito confronto tra cielo, acqua e terra mentre stupefacenti effetti luminosi creano innumerevoli luci ed ombre di grande effetto.

Pio Mario Arini è artista che dimostra di conoscere profondamente i colori e le loro innumerevoli possibilità espressive, date dall’accostamento delle diverse tonalità, dalle vibrazioni della luce, da quel suo sottile, delicato, eppure incisivo e intenso gioco di sfumature luministiche; nei suoi quadri, insomma, emerge l’itinerario interiore dell’uomo e del pittore che aspira, oltre il quotidiano, a più trascendenti mete.

L'artista riesce a cogliere l’attimo fuggente degli eventi e invita l’osservatore ad allargare la sua visione verso le prospettive di un orizzonte più lontano: con grande padronanza del linguaggio pittorico consegna messaggi nitidi e racconta l’intimo segreto che la natura custodisce.

Pio Mario Arini esamina ed indaga le potenzialità che si creano tra il paesaggio e la natura in una visione del reale che coinvolge intimamente l’essere umano e intende comporre un dialogo preciso tra le sue molteplici sensazioni e la bellezza dei luoghi che la rappresentazione trasfigura e proietta in una nuova dimensione.

L' espressività di Arini, naturale ed elegante, si caratterizza per le divagazioni tra suggestive campiture tonali racchiuse in una trama di linee armoniose e formalmente compiute. In questo contesto hanno qualcosa di magico e di antico le sue ricerche sulla figura femminile, sulla natura morta, sul cielo e il mare; opere pervase a tratti da una languida malinconia che sgorga dall'intimo del cuore e che si risolvono spesso in chiave squisitamente astratto – espressionistica. A colpire soprattutto i paesaggi, "luoghi della memoria" più che veri e propri paesaggi, sempre più indeterminati e ambigui, marcati da una sigla gestuale scarnificata, che trasforma il reale in una visione astratta e insieme sanguigna e carnale della natura.

L’artista offre così il suo mondo espressivo nel quale fissa l’intensità del paesaggio, a volte soffuso da un velo di tristezza, a volte ravvivato da effetti cromatici più marcati, per celebrare il suo amore profondo per la natura e la vita. Una pittura, che coinvolge emotivamente, una sorta di diario intimista appena accennato e raccontato da note cromatiche, a volte accentuate nei timbri per rendere stati particolari del sentimento, con passaggi tonali che bene interpretano momenti introspettivi d’alto contenuto lirico.

Cosi l’artista si accosta alla natura, per cogliere gli aspetti dei suoi eventi, i loro rumori, le loro metamorfosi stagionali espresse dal variare dei colori, delle luci, delle atmosfere: Arini ci fa sentire il vento che spira forte, piega le cime degli alberi e agita le acque del mare, traducendo soggettivamente sulla tela non tanto la realtà mimetica che si offre al suo sguardo, ma ciò che il paesaggio diviene rispetto al più congeniale vedere del pittore: non il conosciuto, convenzionale e scontato, ma qualcosa d’altro: la loro memoria filtrata da un’ottica che desume, senza mai rivelarle del tutto, parvenze, sembianze, apparizioni sospese nella profondità del quadro, alla ricerca delle radici, reinventando i suoi ricordi e i suoi sogni, stemperando sulle tele, con rara sensibilità, luci e colori, tonalità e fantasie, poesia e pittura.

 (M.C. 2020)

Pio Mario Arini | arte | Vercelli |



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA "LA MIA TERRA


Serenissima Ristorazione, a Vercelli il nuovo sito testato contro il Covid-19


Napoli, presentazione del libro "Il Pio Monte della Misericordia di Napoli quattro secoli di pietas" di Maria Grazia Leonetti Rodinò


Intervista di Alessia Mocci ad Emanuele Martinuzzi: vi presentiamo “Notturna gloria”


Intervista di Alessia Mocci a Laure Gauthier: vi presentiamo kaspar di pietra


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

CON L'ARTE SI RIPARTE: AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DELLA "BIENNALE D'ARTE CITTA' DI VERCELLI"

CON L'ARTE SI RIPARTE: AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DELLA
CON L'ARTE SI RIPARTE - A Vercelli presso lo Studio d’Arte 256 del pittore Ezio Balliano prende via la prima edizione della “Biennale d’Arte Città di Vercelli” 2021/2022. Il ProgettoUn’idea nata quasi per gioco, complici le possibilità di comunicazione che offre il WEB, per esorcizzare l’incubo sanitario dal quale, seppure a fatica, stiamo faticosamente uscendo: la formula è semplice: uno spazio espositivo, una mostra collettiva che presenta ogni due settimane una selezione di opere di un gruppo di artisti sempre diverso, che permetta loro di presentare i pr (continua)

ANNA CALLEGARI: CREATIVITA’ COMPOSITIVA E RAZIONALITA’ TRA FIGURAZIONE E ASTRAZIONE IN SINTESI PERFETTA CON L’ARMONIA E LA RICERCA DEL BELLO E DEL VERO, ALL’AFFASCINATE CONFINE TRA REALTA’ E SOGNO.

ANNA CALLEGARI: CREATIVITA’ COMPOSITIVA E RAZIONALITA’ TRA FIGURAZIONE E ASTRAZIONE IN SINTESI PERFETTA CON L’ARMONIA E LA RICERCA DEL BELLO E DEL VERO, ALL’AFFASCINATE CONFINE TRA REALTA’ E SOGNO.
Creatività compositiva e razionalità in sintesi perfetta con l’armonia e la ricerca del bello e del vero sono alla base della produzione artistica di Anna Callegari. Il tratto e la pennellata risultano istintive, la mano felice e leggera, Anna ha il dono dell'equilibrio e delle proporzioni, e ciò rende le opere di piacevole godimento, con forme geometriche semplici, zone piatte di colore delimitate da contorni scuri, volumi sovrapposti e compenetrati fra loro, esaltazione della memoria e dell’immaginazione; opere lontane da ogni accademismo e mai banali. In ogni creazione di Anna è possibile ritrovare traccia della sua personale ricerca di un ideale di bellezza; Ciascuna opera svela il costante tentativo di realizzare un equilibrio tra la tradizione e la modernità in una concezione soggettiva dello spazio con l’utilizzo dei moduli espressivi - forma e contenuto, volume e colore - in maniera più congeniale al suo temperamento, elaborati in una sua (continua)

PIER GIORGIO DOIMO, ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE, IL COLLAGE, L’ASSEMBLAGGIO, FONDENDO ESTETICA ANTICA CON TECNICA CONTEMPORANEA, INDAGA LE POSSIBILITA’ COMUNICATIVE DELLA MATERIA.

PIER GIORGIO DOIMO, ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE, IL COLLAGE, L’ASSEMBLAGGIO, FONDENDO ESTETICA ANTICA CON TECNICA CONTEMPORANEA, INDAGA LE POSSIBILITA’ COMUNICATIVE DELLA MATERIA.
Sicurezza del tratto, gestualità dinamica e grande senso del colore svelano un’indiscutibile maturità pittorica; la sperimentazione, il collage, l’assemblaggio, fondendo estetica antica con tecnica contemporanea, pongono Pier Giorgio Doimo, con i suoi lavori più recenti, in sintonia con il linguaggio informale, offrendo allo spettatore una forma espressiva aliena da riferimenti realistici o citazioni di maniera. E’ possibile leggere le vicende dell’arte del novecento secondo due linee parallele: in arte come in natura istinto e razionalità si incontrano e si scontrano, determinando i comportamenti. Questa sorta di dualismo affonda le sue radici nel mondo classico che collegava questi due diversi modi di espressione all’influsso di Apollo e Dionisio: il primo, Apollo, simbolo di perfezione, che si affida a (continua)

DOPO IL LOCKDOWN RIPRENDE L’ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “LA VOCE” CON LA MOSTRA DI PAOLO SALVARANI PRESSO LA GALLERIA CIVICA JACOPO DURANDI DI SANTHIA’ (VC).

DOPO IL LOCKDOWN RIPRENDE L’ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “LA VOCE” CON LA MOSTRA DI PAOLO SALVARANI PRESSO LA GALLERIA CIVICA JACOPO DURANDI DI SANTHIA’ (VC).
Dopo la lunga pausa causata dal lockdown e dall’emergenza sanitaria purtroppo ancora in atto, riprendono gradualmente le iniziative presso la Galleria Civica Jacopo Durandi di Santhià, in provincia di Vercelli. L’Associazione Culturale La Voce, grazie al patrocinio concesso dall’Amministrazione Comunale di Santhià e all’attiva collaborazione dell’Assessore alla Cultura Renzo Bellardone, apre il nuovo ciclo espositivo con la mostra d’arte contemporanea di Paolo Salvarani. Nato nel 1962 Paolo Salvarani, in arte “Otto”, dimostra presto il suo talento nel disegno, autodidatta e “bricoleur”, (prepara da se’ le tele utilizzando vecchie lenzuola trattate con ricette segrete), si appassiona al lavoro dei maestri dell'impressionismo e animato da un innato desiderio di creare arte procede nel suo cammino attraverso vari stili, dall'espressionismo alla Pop Art, fino all’info (continua)

LUTTO NEL MONDO DELLA CULTURA VERCELLESE: A 79 ANNI CI HA LASCIATI ROBERTO ALBELTARO, PITTORE GALANTUOMO E GRANDE SPORTIVO.

LUTTO NEL MONDO DELLA CULTURA VERCELLESE: A 79 ANNI CI HA LASCIATI ROBERTO ALBELTARO, PITTORE GALANTUOMO E GRANDE SPORTIVO.
a 79 anni, dopo una lunga malattia, si è spento Roberto Albeltaro, raffinato pittore, instancabile cantore della sua terra, autore d: paesaggi straordinari e poetici che nascono dall'infinito confronto tra cielo, acqua e terra, opere solari e dai cromatismi intensi, che inducono a riflettere su un mondo rurale che si sta perdendo, su una natura nuova, vista con gli occhi dell’artista. Il mondo della cultura vercellese è in lutto per la scomparsa di Roberto Albeltaro. Nato a Vercelli nel 1940, è stato allievo di Cesare Libano e ha iniziato la sua attività artistica facendo parte del “Piccolo Cenacolo degli artisti” di Vercelli e della “Società Promotrice delle Belle Arti” di Torino. Protagonista della scena artistica per oltre mezzo secolo Albeltaro, da vercellese appassionato, (continua)