Home > Arte e restauro > PAOLO MASI. Pittura, vibrazione e segno. 60 anni di ordinata casualità

PAOLO MASI. Pittura, vibrazione e segno. 60 anni di ordinata casualità

scritto da: CSArt | segnala un abuso

PAOLO MASI. Pittura, vibrazione e segno. 60 anni di ordinata casualità

"Pittura, vibrazione e segno": un nuovo approfondimento dedicato all'artista fiorentino Paolo Massi proposto dalla Galleria FerrarinArte di Legnago (VR). Curata da Matteo Galbiati, la mostra racconta sessant'anni di ordinata casualità.


Dopo la mostra di Paolo Masi allestita al Palazzo del Monferrato di Alessandria (III evento collaterale della Biennale d’Arte di Alessandria OMNIA III Edizione 2020) e il tour virtuale proposto nel periodo del lockdown (www.ferrarinarte.it/vgallery/Paolo_Masi/index.html), FerrarinArte presenta, nella sua sede di Legnago (VR), un ulteriore approfondimento dedicato alla ricerca dell’artista fiorentino, maestro indiscusso nel panorama italiano, capace di consegnare all’attualità del presente il senso di una liricità in cui il binomio segno-colore oltrepassa il limite confinato del quadro.

Curata da Matteo Galbiati, l’esposizione “Pittura, vibrazione e segno. 60 anni di ordinata casualità” si configura come una concisa antologica, che attraverso opere selezionate riassume l’intero percorso dell’artista, a partire dalla fine degli anni Cinquanta sino alle più recenti ricerche, documentate grazie alla presenza di alcuni lavori inediti.

«L'esperienza di Paolo Masi – scrive Matteo Galbiati – costituisce un’importante testimonianza che lo colloca nel pieno del dibattito artistico che ha connotato il panorama italiano, e non solo, a partire dalla fine degli anni Cinquanta e che ha messo in forte discussione, se non vera e propria crisi fondante, la pittura. Masi ricorre, senza mai tradirlo, al mezzo pittorico come strumento ancora efficace nel pronunciamento originario e perdurante nella sua attualità rinnovata e rinnovabile, essenziale nel definire un complesso meccanismo di relazioni con chi osserva. Masi dipinge con quel senso di orgogliosa e sentita responsabilità che itera la pittura nel tempo e nello spazio del vivere; la sua astrazione non è speculazione artefatta, ma sempre presenza di memorie ed è, per questo, capace di far affiorare deduzioni e intuizioni che consolidano il patto tra nuova conoscenza ed esperienza vissuta, tra immaginazione creativa e sensazioni pregresse. L’esercizio cromatico viene esperito con un rinnovamento costante di tecniche, gestualità e modalità risolutive, in cui il fare, per questa prolificità concettuale e concreta, si determina ed esplicita nella forma di un’inestricabile matassa di relazioni le quali, acquisite dalle prolifiche manifestazioni della sua essenza diffusa, sanno naturalmente trasferirsi all’altro. Masi, in definitiva, salva la pittura modificandola continuamente; lasciandosi stupire accetta il senso di una libertà d’azione che diviene salvifica. Nell’opera dell’artista fiorentino comprendiamo che la radice e l’essenza del suo rinnovamento e della sua messa in discussione costante è il cercare la verità del reale, nel coglierne le indicazioni come metafore di una possibile trasfigurazione dell'immagine del dipinto semplicemente respirando appieno il vivere del mondo».

Le opere esposte, individuate tra le maggiormente iconiche del pensiero di Paolo Masi, percorrono sessant’anni di ricerca e sperimentazione, portando all’attenzione del pubblico uno spaccato riassuntivo della sua lunga scrittura pittorica che, ininterrotta, arriva all’oggi ancora forte del suo originario accento emotivo.

La mostra, che sarà inaugurata sabato 17 ottobre alle ore 18.00 alla presenza dell’artista, sarà visitabile fino al 5 dicembre 2020, lunedì ore 15.30-19.00, da martedì a sabato ore 9.00-12.30 e 15.19.30, oppure su appuntamento. L’accesso alla sala espositiva sarà contingentato nel rispetto della normativa vigente.

Per informazioni: T. +39 0442 20741, info@ferrarinarte.it, www.ferrarinarte.it, www.facebook.com/FerrarinArteVR, www.instagram.com/ferrarinarte,  www.youtube.com/user/ferrarinarte.

Paolo Masi nasce a Firenze nel 1933, dove vive e lavora. Dopo aver elaborato negli anni Cinquanta e Sessanta un’attività articolata, complessa e diversificata, si avvicina alle contestuali esperienze analitico-riduttive, scomponendo e riorganizzando sul pavimento e contro le pareti aste di alluminio, specchi, fili o piccole stecche di plexiglas colorato, che estendono anche alla terza dimensione la ritmicità dello “spazio-colore”. La fase successiva coincide con il ritorno alla bidimensionalità attraverso il progetto “Rilevamenti esterni - conferme interne” (1974-76), elaborazione che egli sviluppa all'esterno e all’interno del suo studio con le “Tessiture” (tela grezza cucita) e i “Cartoni” da imballaggio, dove utilizza per la prima volta adesivi trasparenti e coprenti, facendo emergere la struttura interna del materiale. Partecipa alla Biennale di Venezia (1978); alla XI Quadriennale romana (1986); alle mostre “Kunstlerbücher” di Francoforte e “Erweiterte Fotographie Wiener Secession” di Vienna (1980); alla mostra parigina sul libro d’artista (Centre Georges Pompidou, 1985), ad “Arte in Toscana 1945-2000” (Palazzo Strozzi, Firenze, Palazzo Fabroni, Pistoia, 2002) e alla mostra “Pittura Analitica. I percorsi italiani 1970-1980” (Museo della Permanente, Milano, 2007). Le opere successive sono i “Contenitori di forma colore”, le “Serialità” e nuovamente i “Cartoni” (superfici di vario tipo: legno, tela, carta), sulle quali l’artista interviene con una complessa operazione pittorica. La serie di plexiglas “Trasparenze”, iniziata nel 2000, dipinta con la tecnica della vernice spray, permette all’artista di operare una nuova definizione dello spazio attraverso “sollecitazioni cinetico-cromatiche” di luci e ombre.


Fonte notizia: http://www.ferrarinarte.it/


Paolo Masi | Matteo Galbiati | FerrarinArte | arte | pittura | galleria d arte | mostra |



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

Intervista di Alessia Mocci a Luc Vancheri: la pubblicazione italiana del saggio francese “Cinema e Pittura”


"Domenica In " - Mara Venier e Gianni Boncompagni i più amati della fortunata trasmissione. Lo dice il Web!


In libreria “Cinema e Pittura: condivisioni, presenze, contaminazioni” di Luc Vancheri edito da Negretto Editore


I nuovi timorati di Dio nelle nostre future sinagoghe


Il Sogno Verde sbarca a Napoli, 30 artisti nel rapporto uomo-natura tra due esclusive location


Contatti magnetici e rilevatori a vibrazione per implementare l'allarme casa


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Arte Fiera arriva in Galleria. Uomo, natura e ambiente nella storia dell’arte

Arte Fiera arriva in Galleria. Uomo, natura e ambiente nella storia dell’arte
La Galleria de' Bonis di Reggio Emilia propone, dal 30 gennaio al 27 febbraio 2021, "Arte Fiera arriva in Galleria. Uomo, natura e ambiente nella storia dell'arte", con opere di Renato Guttuso, Antonio Ligabue e Fausto Pirandello. Per garantire la possibilità di visionare i dipinti anche a distanza, la Galleria ha studiato alcune nuove forme e modalità di fruizione, online e offline. Dopo la partecipazione a “Playlist”, vetrina digitale di Arte Fiera Bologna (online fino al 28 febbraio 2021), la Galleria de’ Bonis propone nei propri spazi in Viale dei Mille 44/D a Reggio Emilia, “Arte Fiera arriva in Galleria. Uomo, natura e ambiente nella storia dell’arte”, un progetto espositivo che nasce dalle opere raccolte per Arte Fiera, la principale fiera d’arte moderna e contemp (continua)

Per la collana "Luminous phenomena” di NFC Edizioni, il volume firmato Aleksey D’Havlcyon

Per la collana
Un progetto editoriale dedicato alla fotografia internazionale che si compone di volumi di piccolo formato, prodotti in basse tirature con materiali e lavorazioni di pregio. “Luminous phenomena”, la collana NFC Edizioni dedicata alla fotografia internazionale, si arricchisce di un nuovo volume dedicato ad Aleksey D’Havlcyon, allieva e musa del maestro Lucien Clergue. Il libro è corredato dal testo critico di Valerio Dehò e da alcuni pensieri di Lucien Clergue tratti dalla corrispondenza privata con la giovane fotografa, nata in Provenza nel 1993.Le opere di Ale (continua)

Indizi Contemporanei

Indizi Contemporanei
Kromya Art Gallery di Verona promuove, dal 23 dicembre al 30 gennaio, un'esposizione collettiva con opere di Marco Casentini, Fabrizio Corneli, Federico Ferrarini, Emanuela Fiorelli, Paola Pezzi, Alex Pinna, Paolo Radi e Paolo Scirpa. Dopo l’interesse riscosso con la mostra personale di Giorgio Griffa, che ha inaugurato la sede veronese di Kromya Art Gallery, dal 23 dicembre 2020 al 30 gennaio 2021, negli spazi di via Oberdan n. 11c, sarà allestita la collettiva “Indizi contemporanei”, con opere di Marco Casentini, Fabrizio Corneli, Federico Ferrarini, Emanuela Fiorelli, Paola Pezzi, Alex Pinna, Paolo Radi e Paolo Scirpa. (continua)

L'Arte in Vetrina

L'Arte in Vetrina
Un percorso nel centro storico alla scoperta di luoghi, arti, artisti Con il progetto “L’Arte in Vetrina”, 7 associazioni culturali con sede a Reggio Emilia (ArtYou, Ateliers via due gobbi tre, FlagNoFlags Contemporary Art, Mestieri d’Arte, Spazio Fotografia San Zenone, Via Roma Zero, 1.1_ZENONEcontemporanea) propongono, fino al 6 gennaio 2021, un percorso nel centro storico della città, alla scoperta di luoghi, arti e artisti. Sono 38 le vetrine sede di (continua)

Giorgio Griffa. Anni ’70 – 2000

Giorgio Griffa. Anni ’70 – 2000
La nuova sede di Kromya Art Gallery a Verona è aperta al pubblico per visite individuali. Nel rispetto del Dpcm del 3 novembre 2020, i collezionisti potranno accedere ai locali della galleria di via Oberdan n. 11c, a poca distanza dall’Arena e da Porta Borsari, per ammirare, fino al 12 dicembre 2020, le opere di Giorgio Griffa, uno dei principali esponenti italiani della ricerca pittorica internazionale. La nuova sede di Kromya Art Gallery a Verona è aperta al pubblico per visite individuali. Nel rispetto del Dpcm del 3 novembre 2020, i collezionisti potranno accedere ai locali della galleria di via Oberdan n. 11c, a poca distanza dall’Arena e da Porta Borsari, per ammirare, fino al 12 dicembre 2020, le opere di Giorgio Griffa, uno dei principali esponenti italiani della ricerca pittorica inte (continua)