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Al Teatro Arciliuto i Salotti Culturali di e con Sasa' Calabrese (Roma, 14-15 Ottobre)

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Al Teatro Arciliuto i Salotti Culturali di e con Sasa' Calabrese (Roma, 14-15 Ottobre)

Mercoledì 14 e Giovedì 15 ottobre 2020 al Teatro Arciliuto di Roma al via i "Salotti Culturali" di e con Sasà Calabrese.


Si parte Mercoledì 14 ottobre con “Genova per noi“, l’occasione per parlare di  Genova e dei suoi luoghi cantati e vissuti dai massimi interpreti della “scuola genovese”, della canzone e della poesia.

Sarà poi la volta del secondo appuntamento previsto per Giovedì 15 ottobre con “Intorno a Lucio Dalla” ovvero un viaggio nella forma canzone del “genietto” bolognese e la trasformazione che ha portato da musicista e cantautore.

Dalle ore 20,30 aperitivo cena al salotto musicale,euro 10,00 light dinner & drink

Ore 21,30 spettacolo nella sala teatro, ingresso spettacolo,intero euro 15,00

Si ricorda che il numero dei posti è limitato ed è consigliabile la prenotazione

Info e prenotazioni: Teatro ARCILIUTO - Piazza Montevecchio, 5 – 00186 Roma (Italy) - Tel. +39 06 6879419 (dalle ore 16,00 in poi) mobile 333 8568464

Sasà Calabrese

è un Bassista che ha progressivamente integrato la crescita teorica e strumentale venendo a contatto con molteplici figure di rilievo, partecipando a vari stage, seminari e master class.  Ha suonato e collaborato con Davide Santorsola, Pietro Condorelli, Marco Tamburini, Giuseppe Bassi, Joe Amoruso, Max Ionata, Marco Sannini , Dan kinzelman ed altri.

Per quanto riguarda la musica pop, invece, ha collaborato con Federico Zampaglione, Linda Valori, Jenny B, Simona Bencini, Mario Venuti, Rossana Casale, Pierdavide Carone, Enrico Ruggeri, Fausto Mesolella, Amedeo Minghi, Roy Paci, solo per fare alcuni nomi.

Suona stabilmente nella formazione della bravissima cantautrice Mariella Nava ed è ancora in corso la collaborazione con la mitica “Signorina Silvani” di Fantozzi: la meravigliosa Anna Mazzamauro con la quale ha un rapporto lavorativo consolidato, tanto che Calabrese ha scritto per lei le musiche originali per ben due commedie portate già in tournée: “Divina” e “Belvedere”.  Figlio di un “polilavoratore” (nel senso più ampio del termine appena coniato), Sasà racconta spesso degli alti e bassi lavorativi che ha dovuto affrontare il padre di origini campane, il quale assieme alla mamma cuoca (a cui dice deve le maniglie dell’amore per i suoi manicaretti), ha cresciuto quattro figli senza fargli mancare mai niente, sia in termini di sostentamento economico che culturale. Con la tesi che meglio un figlio felice che realizzato, i genitori di Sasà hanno supportato e sostenuto i propri figli verso il raggiungimento dei propri sogni.  Al padre deve l’amore per la musica, insieme al quale durante il lockdown si è esibito in salotti culturali sfoggiando voce ed esperienza. Sempre nei giorni della pandemia, Calabrese ha tenuto su Facebook un diario giornaliero in cui ha fatto conoscere meglio la sua musica, la sua sensibilità e anche la sua vita privata. Coinvolgendo anche i genitori: la mamma soprannominata “La Divanaia” e il papà soprannominato “Il Dinamico”, attirando curiosità e ammirazione da parte degli utenti del social. Appunti e aneddoti che hanno fatto compagnia in quei giorni interminabili, scanditi dalle conferenze stampa della Protezione Civile. Sasà è una persona passionale, se semina pomodori o sfoglia un libro non fa differenza, si dona senza riserve e questo particolare arriva diritto al mittente.

Non lascia niente al caso. “La felicità è una rapina a viso scoperto” ammette. Nonostante le tante collaborazioni e incisioni, il lavoro discografico che più lo rappresenta è sicuramente “Conserve”: boccacci pieni di parole, di canzoni, di profumi, di sensazioni che ha voluto chiudere in questo lavoro che, nel 2018, lo ha portato anche ad essere finalista della Targa Tenco come migliore opera prima. Un disco che va ascoltato tutto di seguito perché ha un unico filo conduttore: un racconto orizzontale dove la memoria è protagonista assoluta. Un Cd bello dentro e fuori, partendo dai testi agli arrangiamenti fino alla grafica della copertina realizzata da Manolito Cortese, un altro figlio della Calabria. Sasà Calabrese viaggia tanto ed è spesso in tournée all’estero. Non ama molto i motori perciò ama viaggiare in treno “lato finestrino” (titolo della traccia n. 5 all’interno di “Conserve”), in modo tale da osservare tutte le persone che salgono immaginando le loro storie e magari scriverle.

Teatro Arciliuto | Roma | Salotti Culturali | Sasa Calabrese | musica | cultura | concerto |



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