Home > Cultura > Andrea Zambelli: Da diversi anni considero il Passatore la 100km più bella

Andrea Zambelli: Da diversi anni considero il Passatore la 100km più bella

scritto da: Matteo Simone | segnala un abuso

Andrea Zambelli: Da diversi anni considero il Passatore la 100km più bella

La 100km del passatore da Firenze a Faenza non l’ha vinta Andrea ma l’ha vinta il Re Giorgio Calcaterra, ma Andrea è arrivato al secondo posto a ridosso di Calcaterra, a qualche minuto, una gara internazionale, la 100km più importante al mondo forse con quasi 3.000 partecipanti.


Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net/

 

La 100km del passatore da Firenze a Faenza non l’ha vinta Andrea ma l’ha vinta il Re Giorgio Calcaterra, ma Andrea è arrivato al secondo posto a ridosso di Calcaterra, a qualche minuto, una gara internazionale, la 100km più importante al mondo forse con quasi 3.000 partecipanti.

Di seguito possiamo leggere le impressioni di Andrea attraverso risposte ad alcune mie domande.

Ciao Andrea, gara di 100km del Passatore, cosa significa per te?Credo sia la 100km più bella, da diversi anni considero il Passatore ‘la gara’.”

 

In effetti il Passatore è una signora gara, tutti la vogliiono, tutti ci vogliono provare, non tutti arrivano alla partenza, non tutti arrivano alla fine dei 100km, molti si fermano per strada, molti non riescono a gestirsi, bisogna considerare l’alimentazione, le crisi. E’ una lotta nelle prime posizioni, chi atttacca da subito, chi aspetta la salita, chi aspetta i 3 quarti di gara, ognuno la sua strategie in base alle proprie caratteristiche conosciute e studiate nel tempo da solo o attraverso persone esperte.

Hai avuto particolari problemi, difficoltà, momenti critici?Quest'anno è stata la terza volta che partecipavo al Passatore e rispetto alle precedenti edizioni, forse grazie a un po' più di esperienza e ad allenamenti più accurati, non ho avuto problemi o momenti difficili.”

 

Ogni volta si cerca di far meglio, un anno è lungo per affrontare ancora una volta il passatore, ci si prepara, ci si allena in salita, e poi alla partenza si cerca di fare del proprio meglio, a volte ci si riesce, a volte ci sono imprevisti, ansie e tenzioni, cattive giornate.

Come decidi obiettivi e strategie di gara, team, famiglia, amici, figure professionali?Negli ultimi due anni gli obiettivi principali sono stati i mondiali, Olanda 2015 e Spagna 2016. Dopo aver recuperato dal mondiale spagnolo ho deciso, insieme al mio coach Riccitelli, di preparare nel migliore dei modi il Passatore. La famiglia mi aiuta molto, assecondandomi in tutto...poi mia figlia Francesca mi da una carica e una motivazione in più, visto che è appassionata di questo sport. Inoltre ho degli amici unici che quando possono mi seguono sempre.

 

Sembra essere in una botte di ferro Andrea, di suo ha il talento e poi ha una rete di persone che si preoccupano e si occupano di lui, questo è importantissimo potersi confrontarsi con altri, fidarsi e affidarsi a persone esperte, avere dalla parte sua la famiglia diventa importantissimo, l’affetto e il calore degli altri centuplica le energie soprattutto nei momenti difficili, le paroleper andare avanti e superare momenti bui ti vengono dal cuore sottovoce e silenziosamente e l’effetto è potente. Gli amici diventao una marcia in più senti le loro energie che spingono da dietro ti fanno diventare più veloce e più leggero. Davvero una bella storia, benessere e performance, una tira l’altra, e poi si aggiungono convocazioni e maglie azzurre, presenze in nazionale e gare internazionali confronto con i più forti atleti italiani , europei e del mondo, l’esperienza che accresce consoapevolezza, autoefficacia e resilienza.

Con l’esperienza è cambiato  il tuo modo di allenarti?Si, con l'esperienza ho imparato ad ascoltare il mio corpo e le mie sensazioni, se sento di essere stanco magari mi alleno meno intensamente, poi non faccio moltissime gare, questo per usurare il meno possibile il mio fisico.”

 

Con l’espereinza si ha più cura di se stessi, del proprio corpo, si vuol durare di più e al meglio, aumenta la sicurezza in se stessi e diminuisce l’allenamento quantitativo, i muscoli e la mente memorizzaono gli allenamenti precedenti che restano in memoria.

Curi la preparazione mentale?A volte svolgo sedute di allenamento di 25km in un circuito da 1km, in modo da trovarmi in una condizione psicologica difficile. E' l'unica cosa che faccio per allenamere la mente.

 

Simulare il più possibile una gara, una situazione, un’esperienza è un buon allenamento mentale.

Quali sono le sensazioni sperimentate prima, durante e dopo la gara?Fino ad un anno fa il pregara era tremendo, già 3/4 giorni prima della gara sentivo la tensione; ultimamente ho migliorato anche questo aspetto e sono abbastanza tranquillo, quindi arrivo al giorno della gara molto più riposato. Durante la gara cerco solo di stare concentrato e di divertirmi.”

 

Si apprende su tutti gli apsetti della gara ma anche del pregara e del post gara, si apprende a considerare che la gara non finisce all’arrivo ma bisogna occuparsi di se stesso anche dopo la gara, bisogna capire cosa serve dopo tanta fatica, riposo, cibo, affetto, incotri, così come bisogna capire cosa poter fare prima della gara, respirare, visualizzare, stare in silenzio, pensare alla figlia.

C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci ed impegnarti?Penso non ci sia una frase o parola detta che possa aiutare, ci vuole tanta passione, grinta e determinazione.”

 

Queste sembrano parole appropriate, possono essere un mantra che anche se non si ripete resta impresso nella mente e nel cuore.

Ringrazio il celebre e noto fotografo marchigiano Sandro Marconi “Scrotofoto”.

 

Interviste di atleti mi hanno permesso di scrivere i libri

Ultramaratoneti e gare estreme

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

 

Matteo SIMONE

380-4337230 - 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta

www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html


Fonte notizia: http://www.psicologiadellosport.net/




Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

Il Passatore è nella testa di tanti runner


Lupo Francesco convocato ai Campionati Mondiali 100 km in Croazia


Achille Gianluca, 100km: Una sfida, non solo atletica, soprattutto mentale


Andrea Zambelli vince la prestigiosa 100km del Passatore da Firenze a Faenza


A Los Alcazares, in Spagna, il Campionato Mondiale IAU della 100 km


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Cosa spinge le persone a fare sport?

Cosa spinge le persone a fare sport?
Tra le risposte più gettonata e frequenti vi è il senso di libertà, in effetti lo sport permette di evadere dalle incombenze e preoccupazioni quotidiane, prendendosi un tempo proprio da soli o con amici per dedicarsi a sé stessi curando corpo e mente, di seguito alcune risposte. Matteo SIMONEhttp://www.psicologiadellosport.net Tra le risposte più gettonata e frequenti vi è il senso di libertà, in effetti lo sport permette di evadere dalle incombenze e preoccupazioni quotidiane, prendendosi un tempo proprio da soli o con amici per dedicarsi a sé stessi curando corpo e mente, di seguito alcune risposte.Nunzio Improta: “Il senso di libertà”.Giampiera Farre Chanel: (continua)

Cosa c’è nella mente dei ciclisti?

Cosa c’è nella mente dei ciclisti?
Tanta passione, allenamenti, incontri, salite e fatica, aggregazione, selfie e caffè, tanti chilometri di curve, tante decisioni, equilibrio, presenza, attenzione, focalizzazione. Squadre, gruppi, associazioni, camere d’aria, banane e barrette. Matteo SIMONEhttp://www.psicologiadellosport.net Tanta passione, allenamenti, incontri, salite e fatica, aggregazione, selfie e caffè, tanti chilometri di curve, tante decisioni, equilibrio, presenza, attenzione, focalizzazione. Squadre, gruppi, associazioni, camere d’aria, banane e barrette.Daje con la bici! Per assaporare la ciclicità dello Sport come nella vita, fatta di partenze e arr (continua)

Maratoneti e ultrarunner, ritornare ancora più forti

Maratoneti e ultrarunner, ritornare ancora più forti
Nelle corse di lunghe distanze è importante trovare un giusto equilibrio, sapere quanto e come si può faticare senza esagerare, consapevoli dei propri limiti, dell’età anagrafica, dei segnali corporei Matteo SIMONEhttp://www.psicologiadellosport.net Nelle corse di lunghe distanze è importante trovare un giusto equilibrio, sapere quanto e come si può faticare senza esagerare, consapevoli dei propri limiti, dell’età anagrafica, dei segnali corporei come è il caso di Vincenzo Luciani: «Fortunatamente non ho mai subito infortuni seri. Non ho mai corso, salvo in rare eccezioni, in presenza (continua)

Una volontà che solo chi ha resilienza vince ad ogni partenza

Una volontà che solo chi ha resilienza vince ad ogni partenza
Chi fa sport aumenta la propria forza di volontà e aumenta la propria autostima, si diventa più forti mentalmente non solo fisicamente.Per chi è amante della montagna, attraversare giorni e giorni di sentieri e percorsi impervi, scalare montagne, diventa un’avventura stimolante ed eccitante; più vai avanti e più scavi dentro di te per cercare le energie necessarie fisiche e mentali per andare avanti, per arrivare, per concludere un viaggio pianificato, programmato, preparato con allenamenti, studio di cartine e mappe, alimentazione necessaria provata e sperimentata. Matteo SIMONEhttp://www.psicologiadellosport.net Chi fa sport aumenta la propria forza di volontà e aumenta la propria autostima, si diventa più forti mentalmente non solo fisicamente.Per chi è amante della montagna, attraversare giorni e giorni di sentieri e percorsi impervi, scalare montagne, diventa un’avventura stimolante ed eccitante; più vai avanti e più scavi dentro di te per cerc (continua)

Davide Romanazzi, calcio: Ogni limite può essere superato con impegno

Davide Romanazzi, calcio: Ogni limite può essere superato con impegno
Se si vuole ottenere qualcosa di importante nello sport o nella vita, bisogna essere convinti e impegnarsi con fiducia e determinazione, senza porsi limiti. Di seguito Davide racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. Se non sei il primo a credere in te stesso nessuno lo farà per te!Matteo SIMONEhttp://www.psicologiadellosport.net Se si vuole ottenere qualcosa di importante nello sport o nella vita, bisogna essere convinti e impegnarsi con fiducia e determinazione, senza porsi limiti.Di seguito Davide racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.Qual è stato il tuo percorso nella prati (continua)