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Digitalizzazione e Covid: l'istinto di sopravvivenza delle PMI

scritto da: FedericaZ | segnala un abuso

Digitalizzazione e Covid: l'istinto di sopravvivenza delle PMI

La digitalizzazione è ormai fondamentale per continuare a fatturare: non c'è dubbio sulla più grande consapevolezza acquisita tirando le somme di questo 2020 così turbolento.


Non è un bisogno di cui discutono solo gli imprenditori, è un dato di fatto che ormai quotidianamente viene sensibilizzato dai grandi colossi del commercio digitale (primi fra tutti Ebay e Amazon).

A tal proposito, proprio Ebay lancia da pochissimo un'iniziativa in collaborazione con Confcommercio per sostenere i piccoli imprenditori dei borghi italiani verso la digitalizzazione delle proprie attività.

Sicuramente l'iniziativa è nobile, c'è poco da dire. E tutta la pubblicità che ne fa da cornice diventa fondamentale per prendere coscienza su un dato di fatto ormai per niente trascurabile: la globalizzazione dell'imprenditoria è inevitabile.

E pensare che quando Al Ries - l'esperto per eccellenza di Brand positioning - iniziò a parlarne, la pandemia non era nemmeno lontanamente nei piani dell'universo.

E già in quel momento qualcosa stava cambiando e ce ne stavamo accorgendo, figuriamoci.

Sono passati almeno 30 anni da quel momento e oggi non possiamo più rimandare l'inevitabile.

So che è difficile discuterne, non per niente l'economia del nostro Paese regge interamente sulle spalle delle PMI, ancora prevalentemente a conduzione familiare. Ma la tendenza è destinata a fallire.

Non fraintendetemi, in fondo l'imprenditore italiano per eccellenza resta mr. Ferrero (che con la sua "conduzione familiare" ha fatto un'arte ormai affermata nel mondo).

Il segreto della Ferrero resta proprio questo: in tempi inaspettati si sono globalizzati. E loro hanno esordito senza l'aiuto dei social media e del marketing !!!

Figuriamoci oggi le cose che abbiamo la possibilità di fare, le opportunità che non siamo in grado di cogliere...

Una cosa possiamo dirla: la pandemia ci ha tolto tanto, ma allo stesso tempo ci ha resi consapevoli che l'avanzamento tecnologico è ormai inevitabile.

Anche le realtà di quartiere hanno sentito la forte esigenza di digitalizzarsi: aprire il proprio e-commerce o anche semplicemente un account WhatsApp Business per raccogliere nella maniera più efficiente gli ordini.

Anche il pasticciere di paese ha saputo improvvisarsi social media manager e continuare a sopravvivere alle conseguenze delle asfissianti restrizioni.

E domani credete che qualcuno di loro potrà farne a meno?

Per anni ci siamo detti "troppo difficile, ho troppo da fare per pensare adesso di mettermi on-line" oppure "sai quanto costa aprire un sito web... per non parlare delle campagne di marketing".

Beh, oggi abbiamo dovuto rallentare e non ci sono state più scuse: l'opportunità è diventata un bisogno di sopravvivenza.

Tutti coloro che hanno "preso la palla al balzo" e hanno approfittato del momento per digitalizzare il proprio lavoro, non solo hanno continuato a fatturare, bensì finalmente hanno cominciato a navigare in ottica d'espansione.

Il contratto con il corriere - che prima si rimandava giorno dopo giorno, anno dopo anno - oggi è diventato essenziale.

E dal paese gli ordini sono cominciati ad arrivare dai comuni vicini, poi dall'intera regione, fino a raggiungere una discreta notorietà nazionale.

Chi ha cominciato a lavorare in quest'ottica e continuerà a farlo anche dopo la pandemia, non potrà più farne a meno e vedrà dei grandissimi miglioramenti nel proprio business.

Anche se qualcosa mi dice che nessuno regredirà, non è più possibile tirarsi indietro ormai.

O si va avanti, o è finita. Sta volta il cambiamento è definitivo.

E non lo è solo per gli imprenditori, perché le conseguenze le hanno vissute inevitabilmente anche i consumatori che hanno modificato le proprie abitudini d'acquisto.

Anche da questo non si tornerà indietro, posso assicurartelo.

Ebay lo ha capito molto bene e cavalca l'onda con un pizzico di sentimentalismo che non guasta: il suo ultimo spot ne fa da testimone.

L'azienda ci mostra due generazioni che si incontrano: il vecchio artigiano (dai metodi tradizionali) e la giovane figlia (dipendente dal cellulare). Un'abitudine, quella della presenza e persistenza sul web, che fino a pochissimo tempo fa era considerata denigratoria e associata solo al mondo dei più giovani (che non hanno nulla a cui pensare e si estraniano dal mondo reale).

Oggi viene totalmente rivalutata e diventa indispensabile anche per le vecchie generazioni che - proprio grazie ai più giovani - imparano a farne tesoro e conferiscono un nuovo equilibrio all'economia.

Questo è il tipo di comunicazione pubblicitaria che piace a me: quando si mostra il poetico paradosso dell'umanità impazzisco! :)

Vai all'articolo originale di Federica Zingarelli


Fonte notizia: https://www.linkedin.com/pulse/digitalizzazione-e-covid-listinto-di-sopravvivenza-delle-zingarelli/?trackingId=lNY3b421Qw2WAK6tdqDZ6Q%3D%3D


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