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Tre gli appuntamenti in programma per il percorso “Tra Storia dell’Arte e Restauro e tra Arte e Psicoanalisi”

scritto da: Francesca Ghezzani Ufficio Stampa | segnala un abuso

Tre gli appuntamenti in programma per il percorso “Tra Storia dell’Arte e Restauro e tra Arte e Psicoanalisi”


L’Associazione degli Amici dei Monumenti, dei Musei e del Paesaggio per la Città e Provincia di Vicenza, è nata nell’anno 1949.

L’Associazione fa parte della FIDAM (Federazione Italiana Amici dei Musei) che rappresenta l’Italia al WFFM. Importanti iniziative sono state intraprese e portate a termine dai vari benemeriti Presidenti insieme con i loro Consigli e Soci per salvare le testimonianze architettoniche ed artistiche del passato, nel segno di un credo etico nei valori dell’arte.

 Il ciclo di lezioni proposto tra ottobre 2020 e marzo 2021 dall’Associazione Amici dei Musei di Vicenza è programmato su tematiche eterogenee, che spaziano non solo dalla storia dell’arte al restauro, ma si estendono anche al rapporto arte e psicoanalisi, per la migliore comprensione dell’arte tout court

 “Tra Storia dell’Arte e Restauro e tra Arte e Psicoanalisi” si configura, quindi, come un percorso originale, un filo rosso che lega indissolubilmente l’arte nelle sue varie declinazioni, presentandosi sempre come un tema aperto a nuove connessioni, scoperte e interpretazioni. L’intento è di iniziare una sinergia anche con altre aree di studio, con modalità sia interdisciplinari che transdisciplinari, nella convinzione che le ricerche in tal senso siano sempre stimolanti, affascinanti, di notevole interesse e ricche di novità.

 Da uno stimolo connettivo e da un invito di Katia Brugnolo raccolto da Davide Pagnoncelli e seguito da dialoghi e condivisioni di sensibilità reciproche, ha preso corpo una collaborazione reciproca e il seguente progetto pilota al fine di evidenziare il rapporto stretto tra opere d’arte e individualità dell’artista con il relativo stile di vita.

All’interno del percorso formativo, quindi, Katia Brugnolo, Docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Verona e Vicepresidente dell’Associazione e Davide Pagnoncelli, Psicoanalista e Psicoterapeuta, intervengono congiuntamente in tre incontri di seguito specificati.

 

NB: A causa delle limitazioni per il covid19 gli incontri non si svolgeranno in presenza ma tramite la piattaforma Zoom e successivamente la registrazione sarà inserita su You Tube.  La partecipazione è gratuita.

 

Associazione degli Amici dei Monumenti, dei Musei e del Paesaggio per la città di Vicenza e provincia di Vicenza Via Arzignano, 1/7 36100 Vicenza Tel. 0444701466 - Cell: 3274124008

Email: info@amicimuseivicenza.it

 

19 gennaio 2021

Joan Mirò e la Terra. La natura motivo di felicità interiore, 

al centro della vita e dell'espressione artistica.

 

Fin da giovanissimo Joan Mirò aspirò a diventare artista, ma la scelta inizialmente  venne ostacolata dai genitori. Dopo un breve periodo di malattia, finalmente la sua ‘vocazione’ venne accettata in famiglia e prese il via la sua incessante e straordinaria produzione  artistica, sempre fervida e originale. 

Il motivo di ispirazione principale che fin dall’inizio della carriera artistica gli diede  uno stimolo profondo fu, come scrive l’artista stesso, la natura sentita in tutta la sua vitalità  ed energia: “Tutti cercano e dipingono solo le grandi masse di alberi o di montagne, senza  udire la musica delle erbette e dei piccoli fiori e senza far caso ai sassolini di un dirupo,  pieni di grazia.” L’amore per la sua terra, la solare Catalogna, emerge anche nelle soluzione astrattive dell’età matura. 

La natura colora la personalità dell’artista e la personalità dell’artista colora la natura in un incessante caleidoscopio di connessioni reciproche. 

Sono le connessioni che definiscono le qualità umane. Tutto si collega: è la qualità  dei legami con persone, idee, oggetti che definisce l’essenza della qualità in sé.  Come entrare in connessione col cosmo? 

 

16 febbraio 2021

Salvador Dalì e il paesaggio dell'Ampurdan.

Il paesaggio come identificazione inconscia, specchio dell'essere.

 

Salvador Dalì, celebre artista teso costantemente alla sperimentazione, è stato  “formato”, anche come “creatore”, dal suo paesaggio d’origine, quello dell’Ampurdan con  cui fin dalla più giovane età avviò un dialogo profondo. A tale proposito Dalì riferì allo  scrittore Andrè Parinaud: “Sono convinto di essere Cabo de Creus, e di incarnare il nucleo  vivo di questo paesaggio.” 

Il paesaggio natìo costituì motivo di identificazione e di ispirazione per tutta la vita,  fino agli ultimi e più tragici momenti della sua esistenza, come nell’opera “Eco geologica La Pietà.”

I “fantasmi” ispirano l’artista che esplora l’irrazionale, ma che rapporto c’è col  razionale e con i sogni? L’irrazionale è provocazione o vocazione? 

Dalì applica le teorie psicoanalitiche di Freud all’arte e definisce i suoi quadri “fotografie oniriche dipinte a mano.” 

Inoltre egli rivoluziona il ruolo dell’artista: l’opera d’arte non va solo contemplata…

 

16 marzo 2021

René Magritte e la pittura come specchio dell'inconscio. 

La morte della madre, il raffreddamento dei colori e il congelamento della forma.

 

La vita del celebre artista René Magritte fu segnata in tenera età dalla morte della  madre. Tale lutto emerge in alcune opere che danno prova di un interessante e originale  percorso che Magritte così esprime: “C’è un interesse in ciò che è nascosto e ciò che il  visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere le forme di un sentimento  decisamente intenso, una sorta di conflitto, direi, tra visibile nascosto e visibile apparente.” 

L’analisi della visione, l’esplorazione del sogno, l’uso dello “spaesamento” come  strategia compositiva uniti al raffreddamento dei toni cromatici e alla definizione della  forma entro contorni netti, creano un linguaggio originale all’interno del Surrealismo. 

Il mistero è evocato dall’arte: per scoprirlo bisogna andare oltre il visibile e scoprire  ciò che è nascosto rispetto a quanto di vede. Ogni oggetto che vediamo nasconde altro…  Cosa c’è dietro ciò che vediamo? Come avventurarsi oltre il visibile?



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