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Influenza e infezioni: ancora bassa la copertura vaccinale nei malati diabetici

scritto da: Motore sanita | segnala un abuso

Gli esperti: «Maggiore coinvolgimento di scuola, associazioni, strutture pubbliche e un’azione di prossimità svolgono un ruolo fondamentale»


Società scientifiche, associazioni di pazienti, medici di medicina generale e pediatri si appellano

perché i malati diabetici si sottopongano ai vaccini in quanto pazienti particolarmente fragili che

presentano un’aumentata mortalità rispetto alla popolazione generale, cosa purtroppo che è stata

ben evidenziata anche dalla recente pandemia. Le cause di questo sono dovute principalmente

a problemi correlati all’aumentato rischio di malattie cardiovascolari e cancro, ma anche alla

maggiore incidenza di complicanze infettive che contribuiscono in maniera decisiva alla ridotta

aspettativa di vita. Epidemiologicamente i dati riportano che i soggetti con diabete tipo 1 (DT1)

hanno il quadruplo di probabilità di ricoveri ospedalieri per infezioni, mentre nel diabete tipo

2 (DT2) si ha il doppio del rischio rispetto ai soggetti non diabetici. Questo sembra sia legato

al fatto che nei malati di diabete si riscontrano alterazioni sia dell’immunità umorale sia dell’immunità

cellulo-mediata. Per questi motivi proteggere il paziente diabetico con una massiccia campagna di

vaccinazione antinfluenzale ed antipneumococcica è estremamente importante, e i pazienti con

diabete di tipo 1 e di tipo 2 devono essere inseriti nella categoria di pazienti più a rischio. Si aggiunge

la necessità degli stessi ammalati diabetici di ricevere risposte chiare sulla vaccinazione anti

CovidIl tema è stato approfondito durante il webinar “Diabete e vaccini: una necessità ancora

più stringente nel periodo Covid” organizzato da Diabete Italia Onlus e Motore Sanità e con il

contributo incondizionato di Sanofi.

 

In Italia la copertura vaccinale nei soggetti di età 18-64 anni con diabete è del 28,8%

(Progetto Passi 2014-1017). Secondo le evidenze scientifiche, nel malato di diabete la

vaccinazione antinfluenzale riduce il rischio di ospedalizzazione per ictus, scompenso cardiaco,

influenza, polmonite e mortalità per tutte le cause. La vaccinazione antipneumococcica è

associata a minor rischio relativo di polmonite, insufficienza respiratoria e degenza ospedaliera.

Tuttavia le attuali coperture in Italia sono al di sotto del target ministeriale del 75%. Per quanto

riguarda la vaccinazione anti Herpes Zoster (HZ) previene il peggioramento del controllo

glicemico e aumento dei costi sanitari collegati causato dalla malattia.

 

Per aumentare la risposta alle vaccinazioni, secondo Paolo Pandolfi, Direttore Dipartimento

Sanità Pubblica e Direttore UOC Epidemiologia, Promozione della Salute e Comunicazione a rischio

AUSL Bologna “è importante trovare modelli organizzativi, proprio per restare vicini a questi pazienti,

non solo attraverso altri specialisti ma anche in ambienti diversi dall’ospedale. Pertanto scuola,

associazioni, comunità attiva, cultura, professionisti, strutture pubbliche, intervento, organizzazione e

orientamento e molta azione di prossimità dove è possibile, svolgono un ruolo fondamentale”.  

 

Il tema vaccini è da sempre molto dibattuto, per questo cerchiamo di fare luce sugli aspetti rilevanti

per tutte le persone con diabete tipo 1 e tipo 2 di ogni età in modo da chiarire ogni dubbio sull'argomento

– spiega Stefano Nervo, Presidente Diabete Italia –. Le invitiamo sul sito istituzionale www.diabeteitalia.it

perché potranno trovare alcune risposte: vengono infatti elencati tutti i vaccini consigliati e gratuiti per le

persone con diabete e ricordiamo che anche i conviventi di persone con diabete hanno accesso alla

vaccinazione antinfluenzale in forma gratuita”.

 

“Come pediatri ci battiamo perché tutti i bambini vengano vaccinati, ma a maggior ragione quelli che

hanno delle necessità assistenziali complesse, tra questi sicuramente i bambini con diabete, e ci

battiamo per diffondere sempre di più la cultura della necessità delle vaccinazioni, in particolare nei soggetti

con patologie – ha spiegato Alberto Villani, Direttore della UOC di Pediatria Generale dell'Ospedale

Pediatrico Bambino Gesù Roma -. La vaccinazione è sicura e lo è ancora di più sicura e indispensabile nei

bambini che hanno patologie croniche, e quindi anche nel diabete. La vaccinazione non solo è consigliata

ma deve essere fatta perché è una protezione indispensabile, come devono essere fatte in piena sicurezza

tutte le altre vaccinazioni”.

 

Dobbiamo lavorare insieme per risolvere i problemi culturali per raggiungere una mentalità diversa sul

tema delle vaccinazioni” ha puntualizzato Rita Lidia Stara, Presidente Fe.D.ER Federazione Diabete

Emilia Romagna.

 

Se da una parte durante il lockdown si è registrato un ritardo generalizzato da parte dei malati, di tutte

le fasce di età e di tutte le categorie, a sottoporsi a vaccinazione, dall’altra la pandemia ha anche acuito

l’attenzione sulle malattie infettive e sull’importanza della vaccinazione in generale.

“La campagna antinfluenzale ha dato un grosso segnale e ora, in epoca Covid, le persone sono convinte di

vaccinarsi e c’è grande richiesta, ma ci sono delle priorità e quella dei pazienti diabetici e cronici è una delle

prime – ha ammesso Gennaro Volpe, Presidente CARD Italia -. La parte decisiva sarà quando verranno

autorizzati i vaccini dell’AstraZeneca e sarà fondamentale avere una aggregazione funzionale territoriale della

medicina generale”.

 

“Grazie alle strutture e potenzialità preesistenti, che generalmente si attivano per effettuare la campagna

vaccinale antinfluenzale, possiamo sperare di vaccinare contro il Covid gran parte dei soggetti a rischio, per

età e per patologia e in poco tempo, ma potrebbe porsi il problema di una carenza reale di vaccini, quindi delle

priorità. Come medici di medicina generale sentiamo il bisogno di proteggere i soggetti a rischio il più rapidamente

possibile” ha messo in evidenza Gerardo Medea, Responsabile nazionale della ricerca SIMG, MMG. “Di certo, con

la medicina generale la capillarizzazione della vaccinazione potrebbe essere garantita, ma il territorio deve essere

tutelato per poterlo fare. C’è bisogno di un aiuto organizzativo, come personale di studio o istituzione di Centri Hub

in cui i medici turnano per fare le vaccinazioni. Si tratta di una sfida epocale”.

 

In attesa della fase 2 della campagna vaccinale anti Covid, in Regione Puglia abbiamo ipotizzato una campagna

vaccinale in parallelo creando diversi canali di accesso alla vaccinazione per evitare l’antipatica classificazione di

chi ha più diritto alla vaccinazione – ha spiegato Pier Luigi Lopalco, Assessore Sanità Regione Puglia –. Pensiamo

anche di istituire “vaccinazioni aperte”, stile palazzetto dello sport, per coinvolgere il maggior numero di persone

possibile. È chiara la preoccupazione dei pazienti diabetici, ma chi sarà a chiamarlo per la vaccinazione e quale sarà

anche il livello di priorità all'interno di queste fasi resta una prerogativa delle regioni”.



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