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Tumore del polmone NSCLC ALK +: “Necessario disporre di nuove opzioni terapeutiche per gli oltre 2.500 pazienti l’anno in Italia”

scritto da: Motore sanita | segnala un abuso

22 gennaio 2021 – In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, buona parte dell’altro 50% si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. Tra i cosiddetti big killer il carcinoma polmonare rappresenta oggi la prima causa di morte per neoplasia negli uomini e la terza nelle donne.


22 gennaio 2021 – In Italia ogni anno circa 270 mila cittadini sono colpiti dal cancro.

Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, buona parte dell’altro 50% si cronicizza,

riuscendo a vivere più o meno a lungo. Tra i cosiddetti big killer il carcinoma polmonare

rappresenta oggi la prima causa di morte per neoplasia negli uomini e la terza nelle donne.

L’incidenza stimata è di 41.500 nuovi casi/anno e il NSCLC rappresenta complessivamente

l’85-90% dei casi. Il tumore del polmone non a piccole cellule ALK + è una delle forme più

rare e colpisce pazienti di solito giovani, di età inferiore ai 55 anni, non fumatori, il cui

processo tumorale è molto rapido, perché questa mutazione genetica è altamente proliferativa.

Resta quindi la necessità di poter disporre di ulteriori opzioni di trattamento in seconda e prima

linea per gli oltre 2.500 pazienti con NSCLC ALK + che vivono in Italia. Per approfondire il tema

con clinici, istituzioni e pazienti, MOTORE SANITÀ ha organizzato in Emilia-Romagna il

Webinar “Organizzazione dei percorsi e accesso alle cure nel tumore del polmone NSCLC ALK +”,

realizzato grazie al contributo incondizionato di TAKEDA e SHIONOGI.

 

“La profilazione genica, una delle più importanti innovazioni nelle conoscenze e nella terapia dei tumori,

sta vivendo oggi una terza fase che presenta tematiche ancora aperte sia di ordine clinico, che di ordine

tecnologico e organizzativo. Un’evoluzione che si traduce in un progresso nelle conoscenze e

nell’evoluzione dei test biomolecolari, come nello sviluppo della ricerca traslazionale e clinica. Tutto questo

con implicazioni rilevanti per l’intero processo assistenziale, che riguardano gli iter decisionali condivisi,

l’organizzazione dei laboratori e l’accesso ai test e ai farmaci. La profilazione genica è particolarmente

rilevante nei pazienti con carcinoma del polmone in fase avanzata, per i quali in oltre 35% dei casi è

possibile rilevare un’alterazione molecolare che li rende suscettibili a terapie target estremamente efficaci.

I campioni tumorali di questi pazienti, come recentemente raccomandato dalla Società Europea di Oncologia

(ESMO), andrebbero testati con tecnologie di profilazione molecolare estesa quale la Next Generation

Sequencing (NGS). In questa direzione va l’approvazione di un Emendamento alla Legge di Bilancio che

ha previsto uno specifico Fondo per l’impiego dell’NGS nei pazienti oncologici” ha dichiarato Carmine Pinto, Direttore UO di Oncologia Medica del Dipartimento Oncologico e Tecnologie Avanzate, IRCCS Istituto in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia Reggio Emilia



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