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Omaggio alla poesia. Dieci poeti contemporanei nel primo numero "Sussurri" della raccolta "I Canti"

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Omaggio alla poesia. Dieci poeti contemporanei nel primo numero

Dieci sillogi di altrettanti poeti contemporanei, racchiusi nel primo numero de "I Canti", Sussurri


Omaggio alla poesia

La collana "I Canti" della Nulla die celebra la regina della letteratura in ogni epoca: la poesia. L’editore vi presenta dieci volumi alla volta. Il primo numero, Sussurri, ospita i libri di dieci poeti
contemporanei: Lucrezia Lombardo, Emilio Misani, Stefan Mocanu, Gaetano Pepe, Antonella Santarelli, Andrea Sponticcia, Antonio Tarallo, Massimo Triolo, Alessandro Vitali, Gian Maria Zapelli


Lucrezia Lombardo, In un metro quadro.

Sesta raccolta poetica di Lucrezia Lombardo, la silloge In un metro quadro si articola in due “poemi”. Il primo di essi, intitolato Canti d’argilla, tesse un’articolata riflessione attorno al tema della fragilità umana ed elabora un confronto tra il nostro modo di vivere e quello che era, un tempo, “il mondo contadino” dell’universo preindustriale. Il secondo poema, intitolato Diario di una quarantena, intende invece raccontare la tragedia della recente pandemia. Come si evince dal titolo, i versi descrivono la vita negli spazi chiusi di un appartamento in cui ciascuno si è ritrovato a guardare dentro sé stesso, pur non volendo. In questo secondo poema, i versi divengono perciò narrazione del presente e riflessione sulla condizione umana e sulla necessità di ritrovare “la nostra vera natura” e un’alternativa alla vita di superficie che la quotidianità postmoderna c’impone.

Dopo la laurea magistrale e varie specializzazioni, Lucrezia Lombardo lavora come giornalista, come curatrice e come docente. Ha pubblicato sette libri, ottenendo importanti premi e riconoscimenti letterari.


Emilio Misani, Ed è ancora giorno

Le poesie che l’autore propone in questa raccolta sono il frutto di un lavoro che dura da anni. Ogni componimento nasce da un’emozione o da un vissuto personale.

La raccolta è divisa in cinque sezioni nelle quali le composizioni affrontano diversi temi: il vissuto del poeta, l’amore, il tempo con le stagioni e gli amici. C’è poi una parte finale che è costituita da un insieme variegato di poesie.

Il linguaggio è semplice, ispirato e talvolta si alimenta del contributo di grandi autori come Alda Merini, Riccardo Bacchelli, Giuseppe Ungaretti.

Ogni poesia permette al lettore di immergersi in sentimenti universali, in colori e profumi: si apre immediatamente a delle suggestioni, tocca corde nascoste, a volte dolorose, del cuore e lascia la libertà di farsi proprietà di chi la legge.

Emilio Misani, nato a Milano nel 1979, è laureato in Lettere moderne all’Università Statale di Milano e lavora come educatore in una scuola dell’Infanzia del Comune di Milano.


Stefan Mocanu, Disincanto Programmato

Con queste liriche l’autore sembra collocare all’interno di una cornice onirica, personaggi e oggetti concretamente intesi, per il verso di un incessante mascheramento dei primi in presenze che rasentano l’astrazione e dei secondi in qualcosa di vitale ed estraneo al loro valore d’uso o collocazione nel repertorio del consueto.  Se la sua poetica fosse un quadro, sarebbe un quadro surrealista. 

Stefan Mocanu (Romania, Râmnicu Sărat , 30 gennaio 1967) compie studi nell’istituto tecnico “Stefan Cel Mare” con spiccate doti per le materie umanistiche. È poi membro della AZR (Associazione Giornalisti Rumeni) nella quale compie apprendistato al giornalismo; segretario di redazione e cofondatore della Società Culturale Doina, legata alla rivista omonima. Pubblica nel 1991 Il secolo delle allucinazioni. Trasferitosi in Italia da anni, torna alla poesia con Ossa di luce, Transeuropa. Dopo aver ottenuto pubblicazioni prestigiose in riviste letterarie, pubblica il presente volume.


Gaetano Pepe, Insanabili divergenze emotive

Alla sua prima opera in versi, Gaetano Pepe (Caserta, 1987) dà forma a una contemporaneità sfigurata dai suoi abitanti più inquieti.

Già linguista e musicista, in Insanabili divergenze emotive, l’autore propone versi decomposti dallo scorrere irrequieto e confuso delle nostre vite.

Antonella Santarelli, Forbici e lame

Questa raccolta ospita brevi componimenti estemporanei. Le parole cambiano ritmo. 

È la speranza vivida dell’autrice.


Andrea Sponticcia, Poesie dell'indaco

Andrea Sponticcia è nato ad Ancona il 9 febbraio 1992. Ha pubblicato le raccolte poetiche Lo spettrografo della Immaginazione (2011), Danzando con i fantasmi (2013) e, con Nulla die,  L’altrove è qui (2018). Vive ad Apecchio, in provincia di Pesaro e Urbino.

Antonio Tarallo, Acquari per uccelli

Una fuga dagli abissi per arrivare al cielo, evitando l’Olimpo come illuso compimento di uniformata gratificazione. Un cammino narrato su diagrammi emozionali, in un ritmo che tocca voragine e altura, per fare appiglio nella luce razionale fuori dall’attesa tradita dell’eterno. Il percorso sintagmatico di Acquari per Uccelli si infrange sugli scogli del senso di libertà, si avviluppa nelle valutazioni delle possibilità avute o negate, affonda, appesantito, nella resa dello stato delle cose presenti, sino alla cognizione riconciliante che solo nell’arte, in generale, e nei versi, in particolare, è la via per il cielo. 

Antonio Tarallo è nato il 25 maggio del 1988 e vive a Contursi Terme (Sa). Presente in diverse raccolte antologiche di poesia e narrativa, ha vinto decine di premi letterari su tutto il territorio italiano. Oltre Acquari per Uccelli ha pubblicato, nel maggio 2017, la silloge poetica Reiterazione.

Massimo Triolo, Le forme del visibile

La poesia di Massimo Triolo si fa qui lucidissima e fortemente evocatrice, vessillifera di luce anche quando l’ombra sembra prevalere su tutto. 

Il titolo rimanda a una cristallina forma di evidenza non conseguita attraverso lo scavo e l’interiorizzazione, ma figlia di uno spontaneismo creativo che la riconduce all’urgenza concreta di più di una vita, ovvero di tutte le vite che l’autore chiama a testimonianza per descriversi narrandole. 

Massimo Triolo nasce ad Arezzo il 18/08/1977. Pubblica le sillogi poetiche: Due chiacchiere con il diavolo, Zona; In ritardo sulla scena, Akkuaria; Acini di sangue, Ensemble; Occhio e assenza, Raffaelli; Trilogia dell’estasi, Transeuropa (scritto a quattro mani con G. Tocci); Due ali di fiamma, Nulla Die. Sono di recente uscita un suo romanzo dal titolo Innocenza e altre deviazioni, Nulla Die; e la raccolta di racconti Raso rosso, Eretica.


Alessandro Vitali, File in ombra

Tra mitologia e realtà ordinarie della contemporaneità, tra violenza e redenzione, tra disinganno e malafede, tra il sangue e le cose, la silloge si propone di superare il connubio tra vita e opera d’arte o, se non altro, di riscoprirlo in chiave moderna. La distanza che ora si pone tra lo slancio artistico e creativo e la vita occidentale per come oggi è intesa – tra burocratizzazione, spersonalizzazione, omologazione – è tale da imporre un nuovo ruolo all’immaginazione creatrice, alla quale viene richiesto di plasmare ogni realtà quotidiana per enfatizzarne gli aspetti più reconditi e primordiali, che non cessano di esercitare attraverso di noi e le nostre pratiche quotidiane.

Il libro presenta tre nuclei principali (La Tacita Bestia, Cemento e Ansia dello Spettro) che studiano l’essenzialità dell’essere umano in un contesto storico-occidentale senza precedenti quale il nostro.

Alessandro Vitali, nato e residente a Macerata, si è laureato in Antropologia e Ricerca Sociale all’Università di Siena. E ha studiato Lettere Moderne all’Università di Macerata. Attualmente, scrive poesie, drammaturgie e racconti. È stato redattore del blog “L’eredità delle donne”.


Gian Maria Zapelli, Il silenzio tra le parole

Le parole cercano ciò che si sottrae e si custodisce nel silenzio: le sorprese dei dettagli, le pieghe che rimangono nei sentimenti, lo scarto, il residuo nel quale l’esperienza rivela la sua intimità. 

La poesia è allora particella, frammento: non trama che si dilunga, ma episodio del sentire. Il costrutto poetico non cerca durata, ma si esaurisce in poche righe. Perché il silenzio ha bisogno di respiro e discrezione, senza mostrare, ma solo ospitare. 

La ricerca scava nell’esperienza introspettiva dell’io e del tu, che diventa il noi del tempo condiviso, dell’amore. La vita che si rivela non è piena, completa, dai perimetri intensi delle emozioni forti. È scorcio di consapevolezze, di riconoscimenti, che compongono con discrezione le occasioni nelle quali si scorge un senso. 

Gian Maria Zapelli (1960) vive a Lecco. Ha pubblicato Senza Rammarico (Manni, 2011), Prosodie dell’anima (Manni 2015). E numerosi libri dedicati allo sviluppo emotivo e relazionale: Penelope, don Chisciotte & co. (Etas 2003), Esercizi di coraggio (Etas 2005) Cambiamenti incantevoli (Raffaello Cortina 2010), Diamoci del noi (Egea 2013), Dizionario sentimentale (Vita Activa 2019).


Fonte notizia: http://nulladie.com/201-i-canti-sussurri


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