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PIER GIORGIO DOIMO, ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE, IL COLLAGE, L’ASSEMBLAGGIO, FONDENDO ESTETICA ANTICA CON TECNICA CONTEMPORANEA, INDAGA LE POSSIBILITA’ COMUNICATIVE DELLA MATERIA.

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PIER GIORGIO DOIMO, ATTRAVERSO LA SPERIMENTAZIONE, IL COLLAGE, L’ASSEMBLAGGIO, FONDENDO ESTETICA ANTICA CON TECNICA CONTEMPORANEA, INDAGA LE POSSIBILITA’ COMUNICATIVE DELLA MATERIA.

Sicurezza del tratto, gestualità dinamica e grande senso del colore svelano un’indiscutibile maturità pittorica; la sperimentazione, il collage, l’assemblaggio, fondendo estetica antica con tecnica contemporanea, pongono Pier Giorgio Doimo, con i suoi lavori più recenti, in sintonia con il linguaggio informale, offrendo allo spettatore una forma espressiva aliena da riferimenti realistici o citazioni di maniera.


E’ possibile leggere le vicende dell’arte del novecento secondo due linee parallele: in arte come in natura istinto e razionalità si incontrano e si scontrano, determinando i comportamenti. Questa sorta di dualismo affonda le sue radici nel mondo classico che collegava questi due diversi modi di espressione all’influsso di Apollo e Dionisio: il primo, Apollo, simbolo di perfezione, che si affida all’idea e alla ragione pura, l’altro Dionisio, che si abbandona all’ebbrezza, all’istinto e alla volontà. Un esempio mirabile della capacità di intrecciare e fondere questi due aspetti dell’intervento creativo è ben rappresentato nei lavori di Pier Giorgio Doimo. Questo eclettico artista ha da sempre dimostrato vivo interesse per la pittura di paesaggio: la natura è costantemente al centro delle sue riflessioni artistiche e gli offre la possibilità di fornire interpretazioni personali sfruttando la sua grande sensibilità e la sua padronanza tecnica. Il risultato di tutto ciò è una rappresentazione “leggibile” della realtà, anche se fortemente condizionata dal carattere dell’artista che agisce a fondo sull’opera rimarcando punti e spunti di visione nuovi, prospettive ardite, ricercate cromie e guizzi di gestualità, in perfetto equilibrio tra forma e sostanza. Idea e rappresentazione quindi, e la capacità dell’artista di mediare il reale e di riformulare una sua interpretazione immediatamente fruibile, seguendo un percorso simbolico che, come abbiamo visto, attiene alla sfera di influsso di Apollo. Ma non può essere soltanto la razionalità a muovere l’ispirazione dell’artista, e Doimo ricerca moduli espressivi nuovi e più appaganti; non intende però stravolgere la sostanza della sua maniera di fare arte e rinnegare le sue radici: la natura e il paesaggio continuano a innervare la sua opera perdendo però gran parte della loro leggibilità, a favore della componente più “intellegibile” che fa assumere alla rappresentazione una validità universale, lasciando all’osservatore totale libertà di lettura ed interpretazione. Nel compiere questa operazione, Pier Giorgio Doimo cede all’influsso Dionisiaco e, affidandosi all’istinto, intravede in brandelli di carta stampata lo strumento per dare concretezza alle sue pulsioni artistiche. Parole smozzicate, frammenti scoloriti e brani di immagini, ormai esausti ed inutili testimoni del tempo, assurgono a nuova e ben più grande dignità diventando l’argomento della narrazione artistica. La carta ricopre allora un duplice ruolo: è “soggetto”, con uno sguardo alle tecniche del collage, sezionata e ricomposta con forma e colore propri oppure stratificata nella sua matericità, ma è anche “oggetto” su cui l’artista agisce col segno e col colore operando una sorta di metamorfosi rivitalizzante. Doimo guarda alle tendenze moderne e post-moderne del nostro secolo, ma con occhio distaccato e rifiutandone gli eccessi, senza stravolgere la sua natura e senza allontanarsi troppo dalla strada fin qui seguita, in una ulteriore dimostrazione di grande maturità ed equilibrio compiacendosi nello sviscerare e approfondire la narrazione figurativa, incollando, colorando, graffiando, lucidando, seguendo una spinta creativa dinamica, che costituisce una continua, fluida corrente di comunicazione tra il soggetto e l’oggetto fino a farne un tutto unico, indivisibile. Sicurezza del tratto, gestualità dinamica e grande senso del colore svelano un’indiscutibile maturità pittorica; la sperimentazione, il collage, l’assemblaggio, fondendo estetica antica con tecnica contemporanea, pongono Pier Giorgio Doimo, con i suoi lavori più recenti, in sintonia con il linguaggio informale, offrendo allo spettatore una forma espressiva aliena da riferimenti realistici o citazioni di maniera. I lavori di questo Artista rappresentano una analisi profonda, a volte bonariamente compiaciuta, altre aspramente critica, della realtà; una analisi che si affida al divenire della materia, manipolando e trasformando materiali poveri, privi di pregio, che non nascono con una vocazione artistica, usati e logorati e che paiono rappresentare quello che resta dell’esistenza umana. Un più radicale e aggressivo intervento creativo enfatizza il carattere drammatico delle opere: il sovrapporsi degli strati, la natura eterogena dei materiali, determina un effetto tridimensionale e suggerisce una percezione spaziale. Il colore (o il “non-colore”) poi, non rappresenta più un’entità statica, ma un flusso lirico e vibrante che anima e agita l’opera giungendo ad un risultato finale sorprendente: l’elogio del sogno che si contrappone alla concretezza della materia. Doimo è ispirato dalla volontà di attrarre e stupire, utilizzando un colore denso, materico, un magma cromatico che contrasta ed accentua il nero profondo degli accumuli drammatici di catrame, degli impasti di sabbie e mastici, sapientemente disciplinati dall’uso attento della spatola, che pare guizzare viva nelle sue mani, e invita, o meglio, quasi costringe l’osservatore a indagare, cercare di comprendere, immedesimarsi nell’opera, cristallizzando in un attimo irripetibile il fluire del tempo e superando i limiti imposti dallo spazio per proiettarsi in una dimensione sconosciuta nella quale l’intuizione ha il sopravvento sulla logica e l’emozione sulla ragione. Il segno, il colore e la materia diventano lo specchio dell’esistenza umana, cogliendone lo smarrimento, le nevrosi, l’accettazione consapevole dell’angoscia e il suo superamento che, proprio per questo, conduce alla percezione dell’eterno. Pier Giorgio Doimo si presenta come una personalità spiccata e schietta, dotato di una sensibilità innata e sincera, un artista capace di suscitare emozioni, di assecondare una grande passione sostenuto dalla sua creatività, da sempre impegnato in una ricerca inesausta mai compiutamente appagata, che riesce a coniugare, con grande equilibrio, classicità e modernità alla ricerca di qualcosa di nuovo e di diverso, comunicando la sua realtà interiore attraverso l’esaltazione del gesto, del segno, del colore e, soprattutto, del coraggio di osare … così nasce l’Artista. Michele Catalano – Marzo 2021

PIER GIORGIO DOIMO | VERCELLI | ARTE MATERICA | COLLAGE |



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