Quanto paghereste per un fungo? Dieci euro? Venti? Provate con 330.000 dollari. Trecentotrentamila. Per un tartufo.
È successo davvero nel novembre 2007, quando un tartufo bianco d'Alba da 1,5 chili è stato battuto all'asta per una cifra che farebbe impallidire il prezzo di un appartamento. L'acquirente era Stanley Ho, magnate di Macau e re indiscusso dei casinò asiatici, uno degli uomini più ricchi del mondo all'epoca.
Il tartufo era stato trovato da Luciano Savini e dal suo cane Rocco (sì, anche il cane ha un nome famoso in questa storia) nelle colline del Piemonte. Un esemplare enorme: 1,5 chili di tartufo bianco, una dimensione rarissima. I tartufai esperti lo avevano subito capito che quella era una bestia da record.
L'asta si è svolta contemporaneamente in tre città - Alba, Hong Kong e Macau - collegata via satellite. C'era mezzo mondo ricco a fare offerte. Ma Ho ha stracciato tutti, comprando il tartufo per sé e per due suoi soci, uno degli Hong Kong e uno di Las Vegas.
E qui arriva la parte assurda: Stanley Ho non l'ha mai mangiato. Ha detto che era "troppo bello per essere mangiato" e lo ha messo in mostra. Un tartufo. In mostra. Come un quadro.
Il problema è che i tartufi bianchi durano pochissimo. Parliamo di giorni, al massimo un paio di settimane se conservati benissimo. Dopo iniziano a perdere aroma, a seccarsi, a diventare praticamente inutili. Sono l'opposto di un investimento: sono il cibo con la data di scadenza più stringente che esista.
Ma evidentemente quando hai qualche miliardo in banca, sprecare 330.000 dollari per non mangiare un fungo gigante è un lusso che ti puoi permettere.
La cosa buffa è che quello non è nemmeno l'unico caso. Nel 2010, sempre Stanley Ho (che evidentemente non aveva imparato la lezione) ha comprato un altro tartufo record per 330.000 dollari. Anche quello finito in mostra invece che in un piatto di tagliolini.
Ma perché i tartufi bianchi costano così tanto? Primo, perché sono rarissimi e crescono solo in certe zone del mondo, principalmente in Piemonte. Secondo, perché non si possono coltivare: vanno cercati a mano con i cani addestrati. Terzo, perché il loro periodo di raccolta è brevissimo, da ottobre a dicembre. E quarto, perché la gente ricca ha deciso che sono il simbolo del lusso culinario e quindi il prezzo si è impennato.
Un tartufo bianco normale - e quando dico normale intendo comunque un prodotto di lusso - costa tra i 3.000 e i 5.000 euro al chilo. Quelli giganti, quelli perfetti, quelli da record vanno all'asta e raggiungono cifre folli.
I ristoratori che li usano ti grattugiano sopra al piatto magari cinque grammi di tartufo e te li fanno pagare 50-100 euro. E tu annusi, assaggi, dici "mmm che buono" e in tre secondi hai finito. È letteralmente il cibo più effimero che esista: costa una fortuna e sparisce in un attimo.
Ma almeno i ristoratori e i clienti dei ristoranti il tartufo lo mangiano. Stanley Ho ha battuto tutti: ha speso 330.000 dollari per guardare un fungo marcire.
C'è da dire che parte dei soldi raccolti nelle aste di tartufi di Alba vanno in beneficenza, quindi almeno qualcosa di buono questi eventi lo fanno. Ma resta il fatto che stiamo parlando di cifre completamente scollegate dalla realtà per un ingrediente che, per quanto pregiato, rimane un condimento.
Luciano Savini, il tartufaio che ha trovato il tartufo record, ha detto che quando l'ha scovato non credeva ai suoi occhi. "Rocco ha iniziato a scavare e io pensavo 'dai, sarà il solito tartufo'. Poi ho visto la dimensione e mi è venuto un colpo".
Il cane Rocco, va detto, è stato probabilmente il cane più sottopagato della storia. Immagina trovare un tartufo da 330.000 dollari e venire ricompensato con qualche biscottino.
La storia dei tartufi milionari ci dice molto su quanto il lusso sia ormai scollegato dal valore reale delle cose. Ma anche su quanto gli esseri umani siano disposti a spendere per sentirsi speciali, unici, diversi. Anche se questo significa comprare un fungo destinato a marcire per metterlo in una teca di vetro.



