Nel 2010, un polpo di nome Paul diventò una star mondiale, non per la sua abilità di nuotare o cacciare, ma per qualcosa di molto più strano: sembrava capace di prevedere il futuro. Durante i Mondiali di calcio in Sudafrica, questo cefalopode dell’acquario di Oberhausen, in Germania, azzeccò il risultato di tutte le partite della nazionale tedesca e persino della finale. Un caso? Forse. Ma la storia di Paul è così incredibile da sembrare uscita da un film.
Paul, un polpo comune di due anni, fu messo davanti a due contenitori trasparenti, ciascuno con del cibo e la bandiera di una squadra. Ogni volta, sceglieva uno, e la squadra associata vinceva. Predisse correttamente tutte e sette le partite della Germania, inclusa la sconfitta contro la Spagna, e l’esito della finale Spagna-Olanda. La sua “carriera” da oracolo attirò l’attenzione di milioni di tifosi: i media lo adoravano, i bookmaker lo temevano, e i social esplosero di meme. La BBC calcolò che Paul aveva un tasso di successo dell’85,7%, molto oltre il caso.
Gli scienziati, però, non credono alla magia. Secondo biologi marini, come quelli intervistati da National Geographic nel 2010, i polpi sono creature intelligenti, capaci di riconoscere colori e forme. Paul probabilmente sceglieva in base a preferenze visive o casuali, non a visioni mistiche. Eppure, il suo “talento” fece impazzire il mondo, tanto che dopo la sua morte, nell’ottobre 2010, l’acquario ricevette lettere di condoglianze da ogni angolo del pianeta.
Paul non era solo un fenomeno mediatico: era un promemoria di quanto gli animali possano sorprenderci. Oggi, il suo ricordo vive in statue, documentari e persino in un trofeo a lui dedicato in Germania. La prossima volta che guardi una partita, pensa a quel polpo che, per un’estate, ha fatto credere a tutti che l’oceano avesse i suoi profeti. Non male per un mollusco, vero?



