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Come calcolare i tassi usura di mutui e prestiti?

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Come calcolare i tassi usura di mutui e prestiti?

Come possiamo capire se il nostro prestito, il nostro finanziamento o il nostro mutuo sono viziati da dei tassi eccessivamente elevati e che possono essere oggetto di contestazione? Innanzitutto qualora avessimo un dubbio o delle forti perplessità sui tassi applicati al nostro prodotto, è bene rivolgersi a un professionista affinché questo non solo lo esamini ma effettui una valutazione tecnico analitica atta a valutare quali tassi siano stati applicati al nostro prodotto e se questi possano addirittura essere considerati usura.


Come possiamo capire se il nostro prestito, il nostro finanziamento o il nostro mutuo sono viziati da dei tassi eccessivamente elevati e che possono essere oggetto di contestazione? 

Innanzitutto qualora avessimo un dubbio o delle forti perplessità sui tassi applicati al nostro prodotto, è bene rivolgersi a un professionista affinché questo non solo lo esamini ma effettui una valutazione tecnico analitica atta a valutare quali tassi siano stati applicati al nostro prodotto e se questi possano addirittura essere considerati usura. 

E’ bene quindi conoscere alcuni elementi indicativi: 

La banca d'Italia ogni tre mesi fissa dei tassi medi per ogni prodotto di riferimento bancario/finanziario e cioè dei tassi di riferimento per i mutui a tasso fisso, a tasso variabile per i prestiti personali, cessioni del quinto dello stipendio o pensione, per le carte revolving e così via..  

Fino al 2011 per poter identificare se il nostro prodotto fosse viziato da un’eccessiva onerosità (se non addirittura da usura) si faceva questo calcolo: 

Si prendeva il tasso medio fissato dalla banca d'Italia e si aumentava del 50% 

Esempio: se il tasso di un mutuo a tasso fisso appunto era del 4% gli interessi che dovevano essere applicati al nostro mutuo non dovevano superare il 6%; 

quindi 4% + 50% = 6% 

Se appunto gli interessi applicati avessero superato la soglia, questa sarebbe stata considerata una eccessiva onerosità. 

  

  

Successivamente al 2011, sono cambiate le modalità di calcolo ed è possibile considerare quanto segue: 

  

Si prende sempre come riferimento il tasso medio fissato dalla banca d'Italia, si aumenta di un quarto, più quattro punti percentuali; la somma poi di questo calcolo analitico ci dà dei tassi che non devono essere superati dal nostro prodotto, pena appunto eccessiva onerosità. 

  

Altri due elementi che vanno valutati sono: 

- TAN, il tasso annuale nominale (quindi un tasso nominale sugli interessi) 

- TAEG il tasso effettivo globale 

Quest’ultimo non deve superare i tassi soglia che sono fissati dalla banca d’Italia 

  

Il TAEG ad oggi è costituito dal tasso medio della banca d'Italia maggiorato di un quarto più quattro punti percentuali. 

Mentre in passato molti istituti ritenevano che il tasso effettivo globale fosse solamente comprensivo del tasso nominale generale maggiorato di pochissime voci, la giurisprudenza intervenuta ritiene invece che il tasso effettivo globale debba comprendere tutte le voci che vengono considerate nel nostro prodotto. 

Le spese di gestione pratica, le spese assicurative, gli interessi di mora. 

Seppur non debbano essere mai applicati devono far parte di questo calcolo analitico ed applicare al nostro prodotto, pena appunto eccessiva onerosità. 

Ritieni che i tassi applicati al tuo prodotto siano troppo onerosi e desideri un’analisi approfondita? Contattaci e ti sapremo aiutare: https://www.outliersitalia.it/analisi-conto-corrente 

 

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