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Brain Friday di Giulio Marchetti: una provocazione per il Black Friday

scritto da: Alessia Mocci | segnala un abuso

Brain Friday di Giulio Marchetti: una provocazione per il Black Friday

“Brain Friday”, così come le altre opere di Marchetti, colpisce con ironia ma esilia il sorriso in uno stato di profonda inquietudine. Mentre la maggioranza della popolazione aspetta una giornata di sconti per acquistare prodotti che il più delle volte sono inutili – semplici accessori il cui scopo pare sia colmare il vuoto che si sente nel profondo – l’artista, nel suo angolo di mondo, rimugina e crea, guarda il presente con occhio lucido e traccia in modo preciso ciò che accade: il cervello che si acquista con i saldi nella giornata del venerdì nero.


“Tu sei il consumista perfetto. Il sogno di ogni gerarca o funzionario della presente dittatura, che per tenere in piedi le sue mura deliranti ha bisogno che ognuno bruci più di quanto lo scalda, mangi più di quanto lo nutre, illumini più di quanto può vedere, fumi più di quanto può fumare, compri più di quanto lo soddisfa.” – Michele Serra

Lo scrittore e giornalista romano Michele Serra nel suo libro “Gli sdraiati” (Feltrinelli, 2013) ci racconta con l’ironia che lo contraddistingue una società nella quale il conflitto fra vecchi e giovani non esiste. La citazione tratta in apertura tratteggia il “consumista perfetto”: uno che compie più azioni rispetto a quelle necessarie.

Ed è con queste parole che si vuole presentare la nuova opera di digital art di Giulio Marchetti: “Brain Friday” dedicata alla ricorrenza di origine americana del Black Friday. Una sorta di celebrazione che seppur diventata celebre a livello mondiale negli ultimi anni ha le sue origini nel 1924 quando i grandi magazzini Macy’s, per dare avvio allo shopping di Natale, pensarono ad una giornata (l’ultimo venerdì di novembre) con sconti elevati che riuscì a convogliare l’interesse di migliaia di persone. Ci fu l’emulazione successivamente anche da parte di altri magazzini e negozi ma fu solo negli anni ’60 che il fenomeno ebbe un buon successo prima della completa affermazione come evento nazionale americano nel 1980.

Perché venerdì nero? Le ipotesi sono svariate, qualcuno lo associa alla tendenza dei dipendenti di fingere di essere malati per poter accedere agli sconti, oppure al traffico che si creava nelle strade, oppure alle file interminabili di persone davanti ai magazzini, od anche alle frequenti e violente liti per accaparrarsi i prodotti scontati.

“Brain Friday”, così come le altre opere di Marchetti, colpisce con ironia ma esilia il sorriso in uno stato di profonda inquietudine. Mentre la maggioranza della popolazione aspetta una giornata di sconti per acquistare prodotti che il più delle volte sono inutili – semplici accessori il cui scopo pare sia colmare il vuoto che si sente nel profondo – l’artista, nel suo angolo di mondo, rimugina e crea, guarda il presente con occhio lucido e traccia in modo preciso ciò che accade: il cervello che si acquista con i saldi nella giornata del venerdì nero.

Giulio Marchetti, oltre ad artista visivo, è anche poeta e questa sua passione per il verso si palesa nelle didascalie che accompagnano ogni sua opera. Ed anche “Brain Friday” non fa eccezione:

“Produci, consuma, crepa.

C’è una crepa in questo detto.

C’è una crepa in questo cielo.

È il venerdì nero.

Distingui il falso dal vero!”

Un’esortazione breve che vuole spostare l’attenzione dell’altro nella distinzione tra il falso ed il vero, tra ciò che ci rende realmente “felici” e ciò che invece ci illude di esserlo.

L’artista Giulio Marchetti descrive la sua opera:

“L’opera Brain Friday intende sottolineare la nostra tendenza a celebrare supinamente tutte le festività del calendario, in maniera quasi acefala, secondo un flusso consumistico e mediatico che ci impone di mangiare il panettone a Natale e l’uovo di cioccolata a Pasqua, svuotando di significato le feste religiose, o ci impone altresì di mascherarci ad Halloween imparando tali usanze direttamente ad Hollywood.

Nella fattispecie, il Black Friday ci costringe a rincorrere pedissequamente gli sconti, al di là della loro veridicità e al di là dei nostri reali bisogni.

L’opera quindi ci invita a riacquisire il proprio senso critico (cervello), per vivere più consapevolmente i nostri tempi.”

 

L’autore, Giulio Marchetti, nasce nel 1982 a Roma, ha esordito con “Il sogno della vita” nel 2008. Con Puntoacapo pubblica nel 2010 “Energia del vuoto” con prefazione di Paolo Ruffilli, nel 2012 “La notte oscura”, nel 2014 “Apologia del sublime”. Con Giuliano Ladolfi editore pubblica nel 2015 la raccolta “Ghiaccio nero”.

 

Con la poesia “A metà”, è stato inoltre selezionato per “Il fiore della poesia italiana” (tomo II – i contemporanei), un ambizioso progetto antologico che raccoglie il meglio della poesia italiana sotto la curatela di autorevoli esperti (Puntoacapo, 2016). Nel 2020 pubblica con la casa editrice Puntoacapo la raccolta “Specchi ciechi” con prefazione di Maria Grazia Calandone, postfazione di Vincenzo Guarracino ed una nota di Riccardo Sinigallia. Diverse sue poesie sono edite in antologie collettive. Della sua poesia si è occupato, fra gli altri, il Prof. Gabriele La Porta, storico conduttore e direttore Rai.

 

A Natale 2020, Giulio Marchetti pubblica su la Repubblica la prima opera della sua trilogia “Dramazon”, segue per San Valentino 2021 “Modern Heart” ed “Easteria” dedicata alla Pasqua.

 

 

Info

Profilo Instagram

https://www.instagram.com/giuliomarchetti_art/

Landing Page Giulio Marchetti

http://giulio-marchettiart.it

 

Fonte

https://oubliettemagazine.com/2021/11/26/brain-friday-di-giulio-marchetti-una-provocazione-per-il-black-friday/

giulio marchetti | brain friday |



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