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Emergenza Coronavirus e le difficili condizioni di noi medici lavoratori: la lettera aperta delle RSA ANMIRS

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Emergenza Coronavirus e le difficili condizioni di noi medici lavoratori: la lettera aperta delle RSA ANMIRS


 Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta a firma delle rappresentanze sindacali aziendali dell'Anmirs (Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri) indirizzata alla Fondazione Luigi Maria Monti che gestisce l'Ospedale IDI di Roma in merito alla nuova struttura organizzativa dell'Ospedale, la sospensione degli istituti contrattuali, il cambio di CCNL applicato e le misure di prevenzione per la gestione dell'attività Covid-19.



Egregi Signori,

nella nostra qualità di RSA dell’ANMIRS, non avremmo mai immaginato di doverci trovare costretti a scrivere una lettera come la presente e ciò perché mai avremmo potuto immaginare che poteste arrivare al punto in cui ci troviamo ora.

 

In via preliminare e generale, prendiamo atto che Voi, in totale controtendenza con quanto sta facendo tutto il mondo con la categoria dei Medici, avete deciso che proprio questo fosse il momento migliore per sferrare nei loro confronti l’attacco più duro che abbiano mai ricevuto nei vostri Ospedali.

 

Infatti, mentre da un lato avete chiamato i Medici a garantire il loro apporto nella gestione del temporaneo reparto destinato all’emergenza Covid-19 (situazione sulla quale torneremo più diffusamente appresso), auspicando la volontarietà da parte loro ma preannunciando la precettazione come alternativa, dall’altro lato avete proceduto ad una arbitraria, illegittima e dolorosa decurtazione della loro retribuzione, attraverso la mancata erogazione dell’indennità di esclusività e ciò in aperto spregio alle previsioni del CCNL applicato e con grave danno per tutti i Medici esclusivisti (danno che si va ad aggiungere al precedente danno già arrecato quando, arbitrariamente, in parziale contrasto con le recenti disposizioni normative, avete inibito totalmente ai Medici intramenisti la possibilità di proseguire la loro attività libero professionale, anche negli ambiti espressamente autorizzati, con ciò arrecando un danno anche alla Fondazione stessa). Ci avete parlato della necessità di fare dei sacrifici per salvare i nostri Ospedali dal tracolo, in particolare ci avete parlato dei nostri sacrifici e forse può esserci sfuggito, ma non ci pare che ci abbiate parlato dei contestuali sacrifici economici che avete imposto a voi stessi, agli “apicali”, alla Dirigenza Amministrativa, ci chiediamo se sia stata una svista oppure se si tratta di un trattamento “asimmetrico” del tipo “armiamoci e combattete”.

 

Non contenti, avete revocato, ad nutum e senza motivazione alcuna, tutti gli incarichi di struttura semplice e complessa (ad eccezione di tre), così “degradando” senza colpo ferire numerosi colleghi che, con l’impegno profuso nel corso di lunghi anni di dedizione ai vostri ospedali, se li erano guadagnati sul campo, richiamandoli però, subito dopo, da degradati, a continuare ad occuparsi delle gestione dei reparti che avevano diretto sino ad un minuto prima, ad esempio organizzando i turni di servizio; la cosa è talmente meschina che si commenta da sola.

 

Come se ciò non bastasse, avete anche comunicato che con decorrenza dal 16 aprile 2020 procederete al cambio del CCNL applicato alla Dirigenza Medica, sostituendo il Contratto dei Medici dipendenti degli Ospedali Religiosi Classificati con quello della Sanità Privata “profit”, con ciò rinnegando in maniera inaccettabile la natura stessa dei nostri Ospedali oltre che pregiudicando irrimediabilmente il diritto alla libera mobilità da e per il SSN dei Medici. Stendiamo un velo pietoso sulla vostra interpretazione di comodo circa la natura della Fondazione, interpretazione figlia di una errata pronuncia del TAR che, infatti, voi stessi censurate avendola impugnata dinanzi al Consiglio di Stato. Come si possa sostenere che una Fondazione nata da una join venture  tra una Congregazione Religiosa e la Santa Sede non sia religiosa lo sapete solo voi; bizzarro che in una istituzione laica i Presidenti che si sono succeduti abbiano ricevuto il benservito o gli encomi direttamente dalla Segreteria di Stato del Vaticano; non meno bizzarro che una istituzione che si professa laica abbia nel proprio statuto un Cardinale Patrono e l’obbligo di un certo numero di religiosi nel proprio Consiglio di Amministrazione. Se vogliamo aggiungere al danno anche la beffa, riteniamo che sia chiaro ed evidente che, siffatta vostra impostazione, quando il momento emergenziale sarà terminato e il Servizio Sanitario Nazionale sarà ripensato e riorganizzato, come lo stesso Governo ripete ormai da diversi giorni, Voi non potrete più reclamare il vostro diritto di appartenenza agli Ospedali Religiosi Classificati “no profit”, essendovi ormai auto relegati nella selva della sanità privata con la quale dividerete il destino. Destino che, a nostro avviso, sarà molto diverso da quello che invece sarà riservato all’Ospedalità Religiosa, con ciò arrecando un evidente danno agli Ospedali e quindi anche a tutte le persone che ci lavorano, Medici compresi. Anche in questo caso, per decenza, omettiamo ogni ulteriore commento su questo miope ed autolesionistico atteggiamento. Ci chiediamo solo come possano gli Organi Religiosi che Vi hanno nominati e che gestiscono la Fondazione aver prima speso tante energie e denaro per cercare di salvare i nostri Ospedali e per mantenerne la proprietà religiosa e quindi la classificazione per poi avallare decisioni che vanificano tali sforzi e li trasformano in poco più di una casa di cura privata. 

 

Non meno censurabile è come si stia gestendo l’organizzazione del Reparto Covid-19.

 

In via preliminare troviamo discriminatorio ed ingiusto che abbiate aprioristicamente stabilito che, al termine dell’emergenza in atto, verranno “premiati” (non si sa bene come) i Medici che si saranno impegnati nella gestione dei pazienti Covid-19, cosa che in valore assoluto è positiva ma che, per converso, conferma la contestuale volontà di nulla voler riconoscere agli altri medici che hanno continuato ininterrottamente ed indefessamente ad erogare le prestazioni sanitarie istituzionali, anche nei momenti più “caldi”, privi di concrete protezioni personali esponendosi così, tutti i giorni, al rischio di essere contagiati da un paziente venuto da loro per altra patologia ma che ben potrebbe essere infetto dal Covid-19 (si pensi solo ai medici che trattano pazienti oncologici che come sapete sono immunodepressi e quindi ad elevata probabilità di contagio); evidentemente loro non li ritenete meritevoli di alcunché. Evitiamo ogni commento etico e morale su tale tipo di atteggiamento. 

 

Durante gli incontri sindacali avvenuti nei giorni scorsi ci avete detto che i medici impegnati nella gestione del reparto Covid-19 non sarebbero in nessun caso stati impegnati nella gestione degli altri pazienti. Dobbiamo tristemente invece prendere atto che, non appena effettuati i primi ricoveri di pazienti Covid-19, dalla lettura dei turni di lavoro dobbiamo rilevare che, contrariamente a quanto da voi detto, ad esempio gli anestesisti vengono utilizzati in maniera promiscua per i pazienti Covid-19 e per quelli non Codiv-19 (e ciò dapprima nei turni giornalieri ed ora solo nei turni notturni), analogo discorso vale per i Cardiologi.

 

Sempre durante gli incontri Sindacali di pochi giorni fa ci era stato detto che i Medici impegnati nella gestione dei pazienti Covid-19 avrebbero avuto dei percorsi dedicati per la vestizione e svestizione e che non sarebbero comunque entrati in contatto con i Medici non impegnati nel loro reparto. Ebbene, da una prima odierna osservazione empirica, abbiamo dovuto rilevare che più di un Medico del reparto Covid-19 oggi si aggirava negli spogliatoio dedicato ai Medici che svolgono attività non Covid-19 come se nulla fosse.

 

Più in generale, dobbiamo ricordarvi che durante gli incontri sindacali avete sempre battuto l’accento sulla massima sicurezza posta in atto a tutela del personale sanitario in questo delicato momento ed avete ribadito più volte che i nostri Ospedali sono assolutamente sicuri e ciò anche al di là delle previsioni normative attualmente vigenti. Ebbene, osservando quello che state facendo per proteggere voi stessi, dobbiamo confessare di non essere poi così certi della vostra onestà intellettuale quando affermate che gli Ospedali sono sicuri.

 

Sul punto dobbiamo infatti segnalare che troviamo molto grave che tutti gli “apicali” abbiano eretto dei muri davanti ai loro uffici, rendendoli sostanzialmente inaccessibili al restante personale e pretendendo di essere contattati solo telefonicamente, dando con ciò l’impressione di non credere più di tanto nella reale sicurezza dell’Ospedale nella gestione dei pazienti Covid-19 e che Vi siate invece voluti proteggere da una situazione insicura mentre il restante personale sanitario può benissimo essere “sacrificato” esponendolo a rischi diversi da quelli ai quali siete disposti ad esporre voi stessi. Solo un velo pietoso può essere calato su questa incommentabile iniziativa.

 

Non possiamo inoltre tacere un aspetto che reputiamo non meno importante ossia che, per la gestione del reparto Covid-19, abbiate ritenuto di avvalervi anche di Medici dipendenti dell’Ospedale che hanno specializzazioni molto distanti dalla gestione di patologie virali epidemiologiche con complicazioni polmonari come è quella del Covid-19, medici che, seppure con tutti i giusti timori di avventurarsi in un campo che non gli è certamente congeniale, con il rischio concreto di dover fronteggiare urgenze ed emergenze in ambiti nei quali non si muovono con dimestichezza e con la vita dei pazienti nelle loro mani, non si sono comunque sottratti ed hanno risposto e stanno rispondendo anche in questo momento alla chiamata. Dal nostro punto di vista di tratta di una disponibilità a dir poco eroica che non può e non deve essere ripagata con tutti i provvedimenti “punitivi” che abbiamo sopra richiamato.

 

Infine, dobbiamo sottolineare un ulteriore gravissimo aspetto che connota tutti le vostre recenti dannose iniziative a carico dei Medici. Non ci sembra casuale che abbiate voluto porre in essere tutti i trattamenti peggiorativi ed illegittimi in un momento in cui, a causa delle temporanea normativa vigente per la gestione dell’epidemia in atto, ci è preclusa sia la possibilità di dar corso a scioperi che quella di poter adire alla magistratura competente.

 

Se ci è consentita una similitudine, in sostanza ci state prendendo a schiaffi con le mani legate dietro la schiena nel momento in cui, male armati, a mezza paga, ci spedite al fronte, con gli ufficiali tutti degradati, a fronteggiare il mortale nemico.

 

Analizzando i comportamenti da voi posti in atto negli ultimi giorni, ci chiediamo se conosciate i valori dell’etica, della lealtà e della buona fede, ci chiediamo anche se conosciate i sentimenti della vergogna, della riconoscenza e della continenza.

 

In ogni caso, in attesa di poter tutelare nelle opportune sedi le nostre legittime ragioni, con la presente Vi intimiamo e diffidiamo a ripristinare immediatamente l’indennità di esclusività; ad autorizzare immediatamente, negli ambiti in cui ciò è consentito, la ripresa dell’attività libero professionale; a ripristinare immediatamente tutti gli incarichi revocati; a desistere dal cambio di CCNL applicato; a rendere immediatamente effettiva la netta separazione tra Medici dedicati esclusivamente all’attività Covid-19 e Medici impegnati nelle attività istituzionali ordinarie; a garantire immediatamente la massima sicurezza a tutto il personale sanitario, Covid-19 e non, onde scongiurare contagi che potevano essere evitati con l’ordinaria diligenza.

 

Vi avvisiamo che, in difetto, Verrete ritenuti direttamente personalmente responsabili delle conseguenze che l’omissione di quanto sopra avrà creato.

 

In attesa di un Vostro immediato riscontro, Vi inviamo i nostri Saluti senza l’ipocrisia della cordialità.



Le RSA ANMIRS 


 

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