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La Veneranda Arca di S. Antonio si racconta

scritto da: Giuseppebettiol | segnala un abuso

La Veneranda Arca di S. Antonio si racconta

Martedì 15 dicembre 2020 alle 20.45 la pagina Facebook della Veneranda Arca di S. Antonio e la pagina Facebook dell’Archivio ospiteranno il racconto delle attività svolte e sostenute nel corso nel 2020 dalla Veneranda Arca di S. Antonio nell’assolvimento di quello che è il suo scopo fondativo a partire dal 1396: la tutela e la valorizzazione del patrimonio architettonico, storico e culturale del complesso antoniano.


Anche in un anno così difficile, come è stato per tutti questo 2020, non si sono fermate le attività portate avanti e sostenute dalla Veneranda Arca di S. Antonio volte alla valorizzazione del patrimonio architettonico, storico e culturale del complesso antoniano. Risultati che l’ente, la cui fondazione risale al 1396, racconterà sulla propria pagina Facebook e su quella del proprio Archivio, martedì 15 dicembre alle 20.45.

Numerosi sono stati i restauri portati avanti di cui alcuni giunti a compimento. 

In previsione del riconoscimento UNESCO per i cicli di affresco del Trecento della città, di cui la basilica, con i suoi quattro cicli ad affresco, costituisce un punto fondamentale,  sono in via di conclusione i lavori nell’oratorio di San Giorgio, che è stato dotato di un nuovo sistema illuminotecnico avanzato, simile a quello installato nella cappella degli Scrovegni, e tale da costituire, attraverso la luce, una sorta di restauro percettivo delle pitture. Questo sistema è il frutto del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della partecipazione di iGuzzini, che hanno donato il progetto illuminotecnico e agevolato la messa in opera dello stesso.

È stato ultimato da Valentina Piovan l’intervento sul Sant’Antonio del pilastro sud della controfacciata, probabilmente la più antica raffigurazione del Santo nella basilica, grazie a un progetto di crowdfunding con Loveitaly. È giunto a conclusione anche il restauro del Cristo deriso, sostenuto dal Lions Club Palladium di Vedelago ed effettuato da Giordano Passarella. JTP informatica di Andrea Paquola ha sostenuto il restauro delle due splendide acquasantiere rinascimentali poste all’ingresso della basilica, con l’intervento della restauratrice Lisa Tordini; Monica Vial ha restaurato le due sculture seicentesche raffiguranti Sant’Antonio e San Benedetto, poste a fianco del secondo altare a sinistra, e il busto ottocentesco di Natale Sanavio in memoria di padre Antonio Stenghel.

Di forte impatto è stato l’intervento, totalmente finanziato con fondi ministeriali, organizzato e sorvegliato dalla Soprintendenza ed effettuato da ARCA srl, di 17 importanti monumenti funerari nel chiostro della Magnolia con opere trecentesche di cui talvolta è stato possibile recuperare parti della policromia originaria.

Il Museo Antoniano ha avuto importanti richieste di prestito che, di prassi, per la loro concessione, hanno richiesto preliminarmente il controllo dello stato dell’opera, la sua manutenzione e il suo eventuale restauro. La lunetta di Andrea Mantegna è stata esposta alla mostra di Palazzo Madama a Torino Andrea Mantegna. Rivivere l’Antico, costruire il moderno, in una spettacolare soluzione espositiva che l’ha valorizzata al meglio. È stato chiesto il prestito anche della pala di Vittore Carpaccio del 1518 per la mostra veneziana sul pittore, rinviata a causa del COVID-19. In entrambi i casi l’intervento di controllo e manutenzione è stato effettuato da Arte Restauro di Giorgio Socrate.

Non meno importante è stato il restauro, finanziato dall’Orchestra di Padova e del Veneto di un manoscritto del primo Settecento, con le delibere del Collegio di Presidenza della Veneranda Arca contenente i provvedimenti relativi agli incarichi di Giuseppe Tartini. L’ intervento, effettuato dal Laboratorio di restauro del libro e delle opere su carta dell’Abbazia di Praglia è stato finalizzato all’esposizione del manoscritto alla mostra Giuseppe Tartini e la cultura musicale dell’Illuminismo nelle sale del Museo Diocesano, curata da Sergio Durante.

Nel corso dell’anno la Veneranda Arca ha ospitato e patrocinato due esposizioni negli spazi della basilica. La mostra On my Shoulders, nella Sala dello Studio Teologico, con le fotografie di scena realizzate da Claudio Mainardi durante le riprese dell’omonimo film di Antonello Belluco, organizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e con il contributo di Alì S.p.A. E La voce e il miracolo, ospitata nelle Salette del Museo Antoniano, luogo istituzionalmente deputato alle esposizioni temporanee. Nella mostra, curata da Maria Gloria Riva e organizzata dall’Associazione culturale artistica “Di.Segno”, un gruppo di artisti della nostra contemporaneità ha ripensato le figure di Francesco e Antonio, sollecitata anche dalla ricorrenza degli 800 anni della presenza di Francesco in Terrasanta e dell’ingresso di Antonio nell’Ordine Francescano.

La mostra Una luce dirada l’oscurità, promossa dalla Comunità Ebraica di Padova, realizzata nella sede del Museo Ebraico e in luoghi significativi della città, ha portato, inoltre, nel Chiostro della Biblioteca della basilica la Chanukka di Guy de Rougemont, una struttura in cui l’acciaio verniciato sale verso l’alto componendo forme a triangolo che generano un rombo centrale. In coincidenza della festa di Chanukka ci sarà anche l’accensione di questo candelabro, alla presenza di padre Oliviero Svanera, rettore della basilica e del rabbino di Padova Adolfo Locci.

La volontà di valorizzare l’intero patrimonio antoniano ha portato tra la fine del 20129 e l’inizio del 2020 alla realizzazione, in collaborazione con il Mattino di Padova, di un ciclo di visite e di itinerari particolari nella basilica, nell’oratorio di San Giorgio, nella Scoletta del Santo e nel Museo Antoniano. Un ultimo appuntamento a cui la Veneranda Arca ha dato il proprio contributo è stata la realizzazione della visita virtuale nel presbiterio del Santo, evento programmato nel corso del Giugno Antoniano, grazie alla collaborazione con Rete Veneta, la comunità dei frati e il Messaggero di Sant'Antonio.

La Veneranda Arca di S. Antonio ha, inoltre, patrocinato, sostenuto, partecipato a iniziative culturali rilevanti, che si sono tradotte nella stampa di volumi e atti di convegni. Manlio Leo Mezzacasa, curatore delle raccolte artistiche dipendenti dalla Veneranda Arca ha pubblicato un libro sull’oreficeria gotica, Divine Splendour, che oggi costituisce un riferimento ineludibile negli studi del settore e dove diverse opere del Tesoro della basilica del Santo sono prese in considerazione. Tre convegni importanti hanno visto il coinvolgimento e la partecipazione diretta della Veneranda Arca: uno dedicato al notaio umanista del Quattrocento Sicco Polenton; Il simposio Cultura, Arte e committenza nella basilica di Sant’Antonio a Padova tra Ottocento e Novecento. Infine, la pubblicazione del volume che raccoglie gli interventi dei due convegni di studio dedicati al Santuario di Sant’Antonio a Anzino, in Val d’Ossola e ai piedi del Monte Rosa.

Gli studiosi Barbara e Miroslav Lenart hanno curato un grande progetto di censimento e descrizione delle diverse testimonianze storiche e artistiche polacche presenti nel complesso antoniano. I volumi dati alle stampe verranno pubblicati anche in lingua italiana e la mappatura di queste testimonianze è ora disponibile online.

La dimensione e le opportunità offerte dalla tecnologia digitale sono state e verranno sempre più sfruttate per progetti culturali di inventariazione digitalizzazione. Centro di questa attività è l’Archivio storico della Veneranda Arca, sede di un patrimonio di documenti ma anche di disegni, modelli, progetti di opere d’arte che nel corso dei secoli hanno arricchito la basilica. L’archivio quest’anno ha ottenuto dalla Regione del Veneto il Riconoscimento di interesse locale. Ha ospitato sessioni di studi dell’Autunno Paleografico, potendo sempre contare sulla preziosa consulenza della prof.ssa Giorgetta Bonfiglio Dosio. Tre le diverse iniziative avviate si segnalano la ricerca e la digitalizzazione delle fotografie storiche della basilica e delle sue opere d’arte, che sono un sussidio prezioso per ricostruire la facies antica e perduta di siti che nell’Ottocento sono stati interessati al rifacimento progettato da Camillo Boito, come le cappelle radiali. Si è portata avanti, inoltre, la digitalizzazione, la trascrizione e l’edizione online di tutti i documenti che riguardano l’attività di Donatello nella basilica, allo scopo non solo di mettere a disposizione di tutti le fonti primarie per l’attività antoniana del grande scultore, ma anche di tutelare il patrimonio documentario.

Per informazioniwww.arcadelsanto.org


Fonte notizia: https://www.facebook.com/Venerandarcapadova


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