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La rivoluzione nel festival di Sanremo

scritto da: FabioTaurone | segnala un abuso

La rivoluzione nel festival di Sanremo

Ariston, artisti e addetti ai lavori, tante le novità in questo festival, andiamo a vederle assieme.


È stato un Sanremo atipico.
Atipico per il momento storico che viviamo, un Sanremo vissuto con la distanza sociale e non solo, fatto di mascherine, tamponi su tamponi, di un Ariston senza pubblico e di un backstage mai cosi vuoto.
Tutti gli aneddoti che di solito si possono vivere nel dietro quinta, sono venuti a mancare.
Ma ormai tutto ciò da più di un anno a questa parte è la normalità, ci siamo quasi adattati a vivere questa vita piena di preclusioni, che stona tanto con il mondo dell'intrattenimento, che però ci sta facendo capire quanto anche i piccoli gesti e la nostra normalità sia molto più importante di ciò che pensavamo prima.
Questo Sanremo di sicuro può e deve essere un punto di partenza per il mondo degli eventi che è stato troppo tempo li fermo nel dimenticatoio.
Le luci dei palchi italiani si sono spente ormai un anno fa e dietro tutto ciò esiste un intero settore in deficit e centinaia di migliaia di lavoratori senza nessuno aiuto.
In un Sanremo così strano non potevano non vincere i Maneskin.
Hanno rivoluzionato il modo di vedere il festival della musica italiana, hanno vinto i meno normali dei partecipanti, ma d'altronde ci sta quest'anno.
Hanno vinto con una potenza assurda nel loro live, con una canzone senza troppi giri di parole, con i loro outfit pazzeschi .
Dietro di loro uno staff incredibile ha vinto assieme a loro.
La loro partecipazione, le loro interviste, gli shooting fatti, la comunicazione digitale fornita, è stato tutto un lavoro scrupoloso e curato in ogni dettaglio e non si può non fare i complimenti alla Donà e alla sua agenzia che li segue.
È stato anche il Sanremo delle novità nei personaggi che ruotano attorno ai cantanti.
La bella Daniela Collu, il divertentissimo Francesco Arienzo, per citarne alcuni, hanno colorato il festival con i loro programmi radio o tv, intrattenendo con grande divertimento.
La consacrazione di alcune figure come Vincenzo Sorrentino che ho conosciuto in sala stampa personalmente, si è presentato in radio, studi televisivi e sale prove come fosse uno squalo che naviga da anni questi palchi.
Per tornare al festival come non menzionare i due conduttori Amadeus e Fiorello.
L'idea comune è che l'assenza di pubblico non abbia aiutato nella prima puntata alla tanta improvvisazione fatta, ma dalla seconda in poi hanno tolto il freno a mano e condotto per il secondo anno consecutivo un festival riuscitissimo.
Peccato per alcuni artisti, come Madame ad esempio, che meritavano di ritrovarsi qualche posto più in su in classifica.
Ma sicuramente in questo anno, anche se non con la classica canzone da Sanremo, hanno vinto i più bravi.
Lunga vita ai Maneskin. 



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