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SAN VENDEMIANO (TV)- UN TRIPUDIO DI EMOZIONI PER IL GRAN CONCERTO DI FINE ANNO

SAN VENDEMIANO (TV)- UN TRIPUDIO DI EMOZIONI PER IL GRAN CONCERTO DI FINE ANNO
Di tutti i tipi di eventi a cui si può partecipare durante l'anno, il concerto di musica classica, forse, è quello che mette più timore. C'è la paura di accostarsi ad un'arte che si crede, a torto, patrimonio di pochi eletti e, insieme, il severo dubbio di non comprendere ciò che viene proposto. Ma la musica si deve capire o piuttosto percepire? Il Gran Concerto di Fine Anno, di venerdì 29 dicembre 2017, presso la Palestra Polivalente di San Vendemiano (Tv), ha proprio cercato di rispondere a questa domanda, proponendo una manifestazione musicale a portata di tutti, ma senza cadere nel banale. Per aver sostenuto questa – insieme a molte altre iniziative culturali - , è necessario ringraziare l'Amministrazione Comunale di San Vendemiano, rappresentata dal Vicesindaco Renzo Zanchetta. Durante la serata, tutto è stato assolutamente ben dosato e calibrato: infatti, prima di ogni intermezzo musicale, la presentatrice Elisa Nadai ha dato qualche informazione di contestualizzazione storica e artistica, lasciando poi l'animo dell'ascoltatore libero di godere, accompagnato dalle note dell'Orchestra Classica del Veneto, diretta dal Maestro Dino Doni, il poliedrico repertorio musicale proposto Ciò che ha veramente scongiurato il rischio di cadere nel mediocre, sono stati i grandi nomi presenti nel programma. Roberta Canzian, prestigiosa e premiata soprano che, dopo essersi esibita nei teatri di tutta Italia e all'estero, debuttando in ruoli operistici di spicco, è tornata nella sua veneta terra natale per interpretare pregiatissimi pezzi musicali da veri intenditori, come il "Laudate Dominum" di Mozart, ma anche brani più vicini all'ascoltatore medio in quanto tratti da celebri film, come "C'era una volta il West" di Morricone o il brano “Moon River” di Mancini, conosciuto per l'indimenticabile Colazione da Tiffany. In quest'ultima interpretazione, è da sottolineare il contributo del cantante Enrico Nadai. Per lui, anche momenti da solista, come quello dedicato all'"Halleluja" di Cohen o a “Let it be” di McCartney, nella versione arrangiata da Dino Doni, che lo stesso Enrico aveva già interpretato nel 2011, in Mondovisione, nella Basilica della Natività a Betlemme, in occasione del Concerto di Natale per la Vita e la Pace. La collaborazione artistica fra Enrico e il Maestro, attiva con profitto da vari anni, è attualmente sfociata nel singolo “With you love" già presentato in UK, con molto successo, e riproposto durante il Concerto di Fine Anno. A completare la triade di cantanti, una giovane ragazza di nome Elena Lucca, proveniente da Refrontolo (Tv) e che può già vantare qualche interessante soddisfazione artistica. La sua particolarità è una voce finissimanente dolce, come ha dimostrato nell'inno “Amazin Grace” o nel canto natalizio “Astro del Ciel”, il tutto unito ad una nobile presenza scenica, che poco ha a che vedere con la bellezza estetica, che, pure, non le manca. Da menzionare anche i due solisti: il trombettista Graziano Cester, che ha interpretato una suite per tromba e orchestra scritta da Handel, e la pianista Sabrina Comin. A completare il ricco panorama di interpreti, il coro Academia Ars Canendi, diretto da Manuela Meneghello, con le voci soliste di Manuela Meneghello, soprano, Morena Toniato, contralto, Gabriele Rizzotto, tenore e Mauro Adami, basso. L'attentissimo pubblico presente, ha potuto ascoltare il coro nel “Gloria”, tratto dalla Messa dell'Incoronazione di Mozart o nell'esecuzione di un canto che rappresentare il Natale per antonomasia: White Christmas. Uno dei brani che ha riscosso più successo è stato l'”Agnus Dei” di Mozart, cantato da Roberta Canzian, con l'affiancamento del coro: “Dona Nobis Pacem” sono state le parole intonate, ma anche l'augurio che gli organizzatori della serata hanno voluto fare ai presenti. La serata si è anche caratterizzata come un modo per scambiarsi gli auguri e brindare all'arrivo del 2018. E se, in tema di anno nuovo, si parla sempre di “buoni propositi”, impariamo, come dicevamo all'inizio, a lasciare più spazio alle sensazioni. Perché, in fondo, lo diceva anche il grande Luciano Pavarotti che, per ascoltare la musica, non si ha sempre bisogno del cervello. Meglio farlo con il cuore.SOFIA FACCHIN

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