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Scientology mette in piazza i suoi volontari a Cagliari

Scientology mette in piazza i suoi volontari a Cagliari

 


 

         Nella serata di venerdì 8 marzo, è passata per Cagliari la “Cavalcata dei Ministri Volontari di Scientology”. Nella centralissima via Alghero, proprio all'angolo con Via Garibaldi, il gruppo locale dei Ministri Volontari ha dato la possibilità a tanti cittadini di avere risposte riguardo la tecnologia spirituale sviluppata da L. Ron Hubbard.

 

         Con il classico motto di questi volontari “Si può fare qualcosa a riguardo” e sotto la tenda gialla, i volontari hanno avuto modo di rispondere alle domande delle persone riguardo questa religione che continua a crescere e della quale ancora ci sono molti aspetti che non sono del tutto noti a tutti. Il primo e più importante aspetto che ha suscitato interesse nelle persone che hanno conversato con i volontari, è il fatto che in ogni sua parte Scientology porta il messaggio di essere d'aiuto per il prossimo. Non a caso i materiali che nella serata sono stati mostrati sono tutti relativi a informazioni che la persona può acquisire per avere maggior padronanza della propria vita e nel contempo che possono utilizzare per dare supporto ai loro cari. Dai problemi del lavoro, al creare migliori rapporti con gli altri, da una soluzione al problema droga alla tecnologia di studio, spaziando per tutti i principali aspetti della vita che tutte le persone comuni vivono.

 

         Il successo per i volontari è dimostrato dal fatto che di questi tempi, in cui si cerca sempre di dare più importanza al denaro rispetto a ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta, tutti coloro che si sono fermati hanno dimostrato di avere sete di conoscenza e di voler andare oltre ai pregiudizi per non precludersi la possibilità di ricevere informazioni applicabili alla quotidianità, senza l'imposizione che qualcosa debba essere cambiato come condizione senza la quale si possa sperimentare la funzionalità di quanto scoperto da L. Ron Hubbard.

 

È stato rilevante come le persone si siano dimostrate vogliose di tornare a parlare di psiche in termini ciò che la parola significa veramente, ossia “anima” e che si cessi una volta per tutte di proporre soluzioni chimiche, bisturi e violenze fisiche per “prendersi cura” di chi sperimenta disagi sotto il profilo della psiche. Insomma, l'auspicio che è emerso è che ci si possa rivolgere alle faccende della vita con un punto di vista amichevole, tramite l'affetto, proprio con un punto di vista religioso così che si possa trovare un vero equilibrio tra la vita meramente legata all'universo fisico e la spiritualità, d'altra parte gioie e dolori sono vissute nell'intimità, nell'anima.



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