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Intervista ad Andrea Lupi, cantautore romano

scritto da: EugenioT | segnala un abuso

Intervista ad Andrea Lupi, cantautore romano

Qualche domanda al cantante capitolino


Oggi ho fatto una chiacchierata con Andrea Lupi, cantautore della capitale il quale ha cominciato non da molto un nuovo percorso musicale, ma non voglio spoilerare niente visto che ho trascritto il tutto, buona lettura!

Chi sei? Cosa fai? Cosa vuoi da noi?

Sono Andrea Lupi, un cantautore romano (visto che ce ne sono stati pochi e pochi ce ne sono provenienti dalla capitale, no?). Scrivo canzoni, e al momento me le produco autonomamente nel mio piccolo studio, che è stato veramente essenziale nel mio percorso di rilancio musicale. Da voi? Nulla! Non sono uno che pretende assolutamente niente dagli altri, se volete potete dare un’ascoltata alla mia musica e seguirmi sui social e su Spotify per rimanere aggiornati.

E ti pare poco?

No, ma mica obbligo nessuno!

Ok. Parlavi di “rilancio musicale”. Rilancio rispetto a quando, cosa?

Rispetto al periodo di stallo che c’è stato tra l’arenarsi (purtroppo) della precedente esperienza e questo nuovo progetto. Considerando che c’è stato anche il covid e i lockdown di mezzo, ho dovuto trovare il modo di reinventarmi.

“Precedente esperienza”, parlacene un attimo. 

NoiseBusters, è stato (e spiritualmente è ancora) il mio gruppo per ben otto anni, facevamo le superiori quando abbiamo cominciato. Abbiamo iniziato con le cover (nel nome dei Beatles, dei Queen e dei Deep Purple, amen), i live nei pub, poi nei live club, i due album, tanti concerti, il box, qualche trasferta, la finale del Cantagiro, tante cose fantastiche. Poi i cambi di formazione, un parto per ogni piccola attività, il cambio di genere musicale non a tutti realmente gradito e forse non ancora maturo, gli studi di registrazione problematici, il tempo che scarseggia sempre più, così è la vita. Ma l’altro giorno stavo rivedendo qualche video dei concerti, quanto ci siamo divertiti, davvero tanto. 

Gioie e dolori, insomma.

Ma assolutamente più gioie, senza dubbio, dolori mi sembra anche eccessivo come termine, al massimo c'è stata un po’ di frustrazione per non riuscire a portare avanti un progetto come si vorrebbe. Volevo solo fare un quadro completo e non inutilmente ipocrita, ma ripeto, così è la vita. 

Così è la vita delle band! Tra i “non dolori” parlavi di “cambio di genere musicale non a tutti gradito”, tu eri tra chi non gradiva?

No, anzi ero d’accordo, ma col senno di poi credo non fossimo pronti per approntarlo bene. È difficile passare da un’attitudine “rock” al comporre e scrivere pop, rischia di diventare una manovra forzata, che può portare a far uscire musica senza personalità, cosa che quando non hai un seguito già abbastanza vasto porta ad essere ancor più facilmente ignorati. C’è da dire che in quel periodo non ero neanche troppo produttivo a livello di scrittura (anche per problemi personali), quindi ho contribuito poco, forse è per questo che non le sentivo “mie”, e comunque è servito anche quel periodo per arrivare alle mie canzoni attuali, senza il quale forse non avrei cominciato ad approfondire il pop come si deve.

Bella disanima, spero possa essere utile a qualcuno! Dicevi che ora lavori da solo giusto? Carriera solista!

Esatto, che più solista non si può, visto che dalla scrittura alla produzione faccio tutto io. 

Complimenti, non deve essere facile. Ti chiederei a questo punto di parlarmi delle differenze che stai trovando tra queste due esperienze.

Con un gruppo hai la possibilità di confrontarti su tutto, il che è una cosa bellissima visto che da più cervelli possono uscire più idee e fondendole ancora di più. Il bello di preparare e fare i concerti insieme, o anche le canzoni, si crea davvero una fratellanza. Fantastico. Da solista tutto questo per forza di cose si perde, si guadagna però in libertà, sia di tempo (non dipendendo da nessuno lo gestisci come meglio vuoi), sia soprattutto mentale, puoi provare più volte qualcosa fino ad arrivare al risultato più giusto senza dover rendere conto a terzi, questo ti apre veramente un mondo. Mi manca ancora il lato “musica dal vivo”, vista la pandemia e il fatto che sono ancora all’inizio di questo percorso, di questo non posso parlare.

Speriamo di vederti presto anche in concerto allora. Inizio di percorso, cosa è uscito fino ad ora?

Oltre alle due cover uscite durante il 2020, i miei primi due singoli da solista, “Frequentazioni Migliori” a marzo e “L’influenza” a maggio.

Cover?

La prima è “Eleanor Rigby” dei Beatles, una rivisitazione personale fatta durante il primo lockdown, quando ancora non avevo realizzato lo studio e quindi prodotta con mezzi di fortuna. Una versione piano-strings-voce, dal tocco molto umano, con veramente poco di editato. La seconda è “Stupendo” di Vasco, una versione più elettronica, composta soprattutto da synth e pad, un mio omaggio ad un grande artista italiano. La cosa sorprendente è che nell’insieme (e senza un minimo di promozione) hanno raggiunto più di 200.000 stream su Spotify.

Complimenti! Gli inediti? Parlacene.

“Frequentazioni Migliori” è un pezzo indie-pop che costruisce intorno al basso un sound fatto di pad e sintetizzatori che lo fa risultare, unito al testo, ironicamente dark. Racconta da un punto di vista esterno il circolo vizioso delle scalate sociali di una persona che cerca di sfruttare tutti il più possibile per arrivare sempre più in alto, ma che inevitabilmente finirà intrappolata in questo meccanismo, diventando così la parte sfruttata e buttata via quando non più utile. “L’influenza” prende vita dal ritmo del piano, al quale si uniscono pad, organo e synth, creando nell’insieme un sound improntato ancora una volta sull’indie-pop, più leggero in questo caso, come tutto il mood del pezzo d’altronde. Parla dell’influenza che hanno i social, e di come chi li usa come riferimento principale condizioni chi gli sta vicino, diventando e facendo diventare gli altri parte attiva degli stessi e creando così una reazione a catena.

Ho visto che anche queste stanno facendo numeri importanti su Spotify. Ho guardato anche il video de “L’influenza”, mi è piaciuto molto. Parlacene un attimo, con chi l’hai fatto, l’idea?

Ahimè, anche questo l’ho fatto da solo. Ho cercato di montare delle riprese che facessero scorrere il senso della canzone e farlo arrivare forte e chiaro.

C’è qualcosa che non hai fatto da solo?  

Il lyric video di “Frequentazioni Migliori”, l’ho commissionato, non avrei avuto tempo di occuparmene in quel momento.

Meno male, mi stavo preoccupando! Prossimi passi, hai altre canzoni pronte? 

In realtà si, e ne sto scrivendo e preparando altre. Voglio arrivare alla nuova stagione con più materiale possibile, in modo da non perdere colpi e crescere sempre di più.

I primi due singoli parlano di tematiche sociali. Anche i prossimi?

No, o quantomeno non come questi. Saranno incentrati più sul lato umano delle vicende, sulle sensazioni delle persone, su ciò che si vive nel proprio intimo.

Bene. A proposito, andrai avanti a singoli, o è previsto un album? 

Per il momento no, non credo avrebbe molto senso, bisogna anche adattarsi al contesto che ci circonda, almeno per il metodo di distribuzione insomma. Sarebbe bello, ma il prossimo sarà sicuramente ancora un singolo. 

Puoi anticiparci qualcosa su come sarà, o sulla data di uscita?

No, ma non per cattiveria, perché non ne ho idea! Dovrò capire un attimo quale sarà, potrebbe essere anche uno che ora non esiste. Sulla data neanche, sicuramente dopo l’estate, durante non avrebbe senso secondo me, e poi avrò più tempo per lavorare su nuove canzoni e studiare una strategia.

Ok, ultima domanda, cos’è l’indie-pop di cui parlavi? O meglio, cos’è l’indie nel 2021 per te? 

In effetti può essere tutto e può essere niente. Nel mio caso è il fatto di essere del tutto indipendente e quindi di tirare fuori un sound che si ispira un po’ a ciò che viene ritenuto “indie”, synth e pad inclusi, ma che alla fine ha sempre un tocco di personale, o almeno è quello che provo a fare.

Allora ci salutiamo, ti ringrazio ed alla prossima!

Grazie a te per il tempo dedicatomi, alla prossima!

Questo era Andrea Lupi da Roma, che scrive e interpreta canzoni, producendole autonomamente nel suo angolo di lavoro capitolino. Se vi ha convinto, andate ad ascoltarlo e iscrivetivi su Spotify e Youtube, seguitelo su Instagram per rimanere aggiornati e date un occhio al suo sito.

Ciao a tutti!

E.T.

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