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Cavriago Land Art

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Cavriago Land Art

“Cavriago Land Art” torna a Cavriago dal 2 al 31 ottobre. Opere open air di Oscar Accorsi, Federico Bianchi, Brunivo Buttarelli, Fiorenza Fiorini, Mirco Incerti, Antonella De Nisco, Federica Merli, Carlo Moretti, Mirko Frignani e Nicla Ferrari.


Dopo i tanti eventi di avvicinamento, che nel corso dell’estate hanno condotto a “Cavriago Land Art”, sabato 2 ottobre, alle ore 15.00, presso la Sala Civica Cesare Arduini, sede del Consiglio comunale di Cavriago (RE), si terrà la presentazione ufficiale della manifestazione, giunta alla seconda edizione.

Promossa dall’associazione culturale Gommapane Lab, con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia, del Comune di Cavriago e di Multiplo Cavriago, la rassegna è curata da Gaia Bertani e Nicla Ferrari, con la collaborazione di Ivan Cantoni.

Grazie alle installazioni temporanee realizzate dagli artisti Oscar Accorsi, Federico Bianchi, Brunivo Buttarelli, Fiorenza Fiorini, Mirco Incerti, Antonella De Nisco, Federica Merli, Carlo Moretti, Mirko Frignani e Nicla Ferrari, il pubblico è accompagnato alla scoperta dei diversi linguaggi dell’arte contemporanea, lungo un percorso che si snoda nel centro del paese, con punti di interesse in Piazza Lenin, nel parco del Multiplo, sul sagrato di San Terenziano, nel parco del Rio, nel parchetto di Piazza Benderi e in Piazza Benderi.

Positivamente colpita l’assessora alla Cultura del Comune di Cavriago Martina Zecchetti: «Cavriago Land Art è in grado di rendere l’arte viva e parte integrante della nostra quotidianità. “Inciampare” in queste installazioni, che usano linguaggi non convenzionali per condividere la ricchezza della nostra terra, è un piacere per gli occhi e per lo spirito. Questa seconda edizione garantisce continuità al progetto e testimonia la qualità di un’iniziativa che ha trovato piena accoglienza nelle nostre comunità. Un sincero ringraziamento all’associazione Gommapane Lab e a tutte le artiste e gli artisti che hanno aderito all’iniziativa».

«Prendersi cura dei luoghi – spiegano Gaia Bertani e Nicla Ferrari – significa prendersi cura delle persone; accogliere le opere nei luoghi del nostro vivere è un po’ come accogliere un ospite, fare attenzione che si trovi a proprio agio, andare incontro alla comprensione del suo linguaggio ed imparare qualcosa di nuovo. In sostanza, accogliere le opere nei luoghi del nostro vivere, sia naturali che antropizzati, ce li mostra sotto una luce diversa, forse ce ne rivela nuovi potenziali e ci insegna ad amarli di più».

Il tema dell’edizione 2021 è “Aria, Acqua, Terra, Fuoco”, in riferimento al carattere materiale di sculture, dipinti ed installazioni che, diversamente dalle composizioni musicali e dalle poesie, sono destinati a portare i segni del tempo.

«Profondamente legati alla terra, al dominio minerale – scrive il critico d’arte Ivan Cantoni – si rivelano i fossili artificiali di Brunivo Buttarelli. Ricavata in negativo nella consistenza tenace del metallo, la figura umana di Fiorenza Fiorini appare, per contrasto, singolarmente affine alla inconsistenza dell’aria. Anche gli intrecci di Antonella De Nisco, sospesi fra gli alberi, evocano una leggerezza aerea, affine al mondo dei suoni a cui rimanda il loro titolo: “AscoltoGuardoParlo”. Eppure sono composti di sottili rami appartenuti in origine a cespugli e alberi scaturiti dalla terra. Sebbene realizzata in metallo, un materiale tipicamente ctonio, l’installazione di Oscar Accorsi, per la prevalenza di vuoti e per la natura sottile e riflettente dei profilati con cui è costruita, viene percepita come qualcosa di leggero e aereo, quasi privo di peso. Con l’erba e gli alberi del Parco del Rio dialoga intensamente la sequenza di terrecotte di Mirco Incerti: scaturite dal connubio di terra e fuoco, esse riescono ad evocare la fibrosità del legno e quindi a richiamare il dominio vegetale, le cui radici penetrano a fondo nella stessa terra con cui le sculture sono plasmate. Alla levità dinamica dell’aria ci riporta la “Casa Respi-Rosa” di Nicla Ferrari dove pareti intrecciate all’uncinetto, composte da centrini riciclati, costituiscono il labile confine fra l’interno e l’esterno di una minuscola dimora fiabesca. Alla terra, attraverso l’impiego del legno, si collegano le opere di Carlo Moretti e Federico Bianchi. Moretti, in un’unica stele, evoca in chiave simbolica attraverso la pratica dell’intaglio combinato all’uso del colore anche l’aria l’acqua e il fuoco. Bianchi, impiegando residui di tronchi e sassi provenienti dal letto del Po, riesce a farci percepire la forza plasmatrice esercitata dalla corrente su qualunque cosa venga trascinata nel suo flusso. Al cielo e ai suoi doni sono dedicate le installazioni di Piazza Benderi, dove l’opera di Mirko Frignani dirige il nostro sguardo verso l’alto, in uno spazio concettuale pensato per mediare, attraverso un processo di straniamento, la nostra percezione dell’alto, di quanto ci sovrasta sia in senso fisico, sia in senso figurato (o forse, addirittura, spirituale). Siamo nel dominio dell’aria. Una pioggia di gocce lavorate sapientemente dall’uncinetto di Federica Merli porta in basso, verso di noi, condensandola in migliaia di nodi, la leggerezza delle nubi, che siamo portati a immaginare come matasse di cotone in attesa di essere lavorato».

L’opera di Oscar Accorsi, purtroppo danneggiata poco dopo la sua installazione, sarà sostituita da un pannello relativo al progetto. La ricerca dell’artista è comunque visibile sul sito www.oscaraccorsi.com.

Per partecipare all’inaugurazione, in programma sabato 2 ottobre alle ore 15.00 presso la Sala Civica Cesare Arduini, sarà necessario prenotare preventivamente il proprio posto all’indirizzo gommapanelab@gmail.com. Sarà richiesta la presentazione del Green pass e l’uso di dispositivi di protezione individuale. Dopo la presentazione del progetto, i visitatori saranno invitati ad una passeggiata individuale alla scoperta delle installazioni che per tutto il pomeriggio saranno animate da “La Compagnia di Allorquando” e da Marina Ligabue. Passeggiando liberamente lungo il percorso espositivo, da Piazza Lenin a Piazza Benderi, si potranno anche incontrare gli artisti. Tutte le opere saranno allestite fino alla fine del mese di ottobre. Hanno collaborato al progetto “Educare, Una Questione di Comunità” e “Un filo che unisce Cavriago”, con il contributo di Allodi Apicoltura, Emilos, Ferramenta Colori Bertani, Studio Coscelli, Ottica Davoli, Carta e Affini, Corradi Eletrodomestici, Ferrari e Novellani, Mazzoni srl, Ghepi. Sabato 2 ottobre, oltre alle installazioni di “Cavriago Land Art” saranno accessibili anche “Progetto Follia, un murales differente” di Katja Benassi nell’area esterna di Allodi Apicoltura (Via Cavour, 4) e “Meduse” di Enrica Borghi negli spazi interni di Multiplo Cavriago, oltre all’installazione permanente di Michele Liparesi in Piazza Lenin.

Per informazioni e prenotazioni: T. +39 346 9428813, gommapanelab@gmail.com, www.gommapanelab.it, www.facebook.com/gommapanelab, www.instagram.com/gommapanelab.

Gommapane Lab è un’associazione culturale fondata nel 2018 da Nicla Ferrari e Gaia Bertani ed è dedicata ai laboratori creativi, alle attività che favoriscono l’apprendimento e il benessere della persona, alle mostre d’arte contemporanea, alle pubblicazioni e tanto altro. Collabora con diverse realtà nella provincia di Reggio Emilia curando esposizioni e laboratori.


Fonte notizia: https://www.gommapanelab.it/


Cavriago | land art | arte | installazione | mostra |



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