Home > Ambiente e salute > Entra nel vivo il progetto Value Based Healthcare Ecosystem

Entra nel vivo il progetto Value Based Healthcare Ecosystem

scritto da: Pressm4h | segnala un abuso

Per raggiungere gli obiettivi del PNRR Salute, nasce il progetto VBHE volto ad una gestione innovativa ed efficiente dei pazienti cronici a rischio cardiovascolare prima e fuori dall’ospedale


Giornata Mondiale contro l’ictus cerebrale 2021

 

Entra nel vivo il progetto Value Based Healthcare Ecosystem per una gestione innovativa ed efficiente dei pazienti cronici a rischio cardiovascolare. Prima e fuori dall’Ospedale

 

Nel mondo le malattie cardiovascolari provocano circa 17,9 milioni di morti ogni anno, pari al 31% di tutti i decessi, principalmente per infarto e ictus. Una recente ricerca ha stimato che in Italia una più efficiente gestione dell’ipercolesterolemia nei pazienti cronici a rischio cardiovascolare, farebbe risparmiare al SSN più di 1 miliardo di euro all’anno. Per raggiungere gli obiettivi del PNRR Salute che chiede lo sviluppo di una sanità di prossimità anche attraverso l’impiego della Digital Health, è nato il Value Based Healthcare Ecosystem (VBHE) in Cardiovascular Risk Patient Management, un ecosistema che vede coinvolte numerose organizzazioni sanitarie pubbliche e private, con il coordinamento scientifico della Rete Cardiologica degli IRCCS e la main partnership di Daiichi Sankyo.

 

Roma, 27 ottobre 2021 – Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in tutto il mondo nell’uomo e nella donna: si stima infatti che esse provochino circa 17,9 milioni di morti ogni anno, pari al 31% di tutti i decessi, principalmente per infarto e ictus (Ministero della Salute). Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza ipotizza come ambizione centrale della Missione Salute la realizzazione di una “sanità di prossimità” e di una intensificazione della integrazione ospedale-territorio attraverso l’impiego diffuso di digital health, affinché la casa diventi “primo luogo di cura e telemedicina”. Per realizzare questi obiettivi, un Advisory Board, composto da Stakeholder Istituzionali nell’ambito della presa in carico dei pazienti cardiovascolari cronici, ha identificato nuovi percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali e modelli innovativi di presa in carico  e gestione dei pazienti a rischio cardiovascolare, attraverso l’adozione di sistemi cardiologia digitale, promuovendo l’attivazione del Value Based Healthcare Ecosystem (VBHE) in Cardiovascular Risk Patient Management, un ecosistema che realizzi tali percorsi attraverso l’azione integrata, in più fasi,  di diverse organizzazioni sanitarie innovative, con il coordinamento scientifico della Rete Cardiologica degli IRCCS: la Fondazione Innovazione e Sicurezza in Sanità, Fimmg e Federfarma, Gruppo Multimedica,  Allianz Care e ItaliAssistenza; e Daiichi Sankyo Italia come capofila di diverse aziende farmaceutiche e biomedicali.

 

L’emergenza da Covid-19 ha messo a dura prova i sistemi sanitari di tutto il mondo ed evidenziato il bisogno di ripensare i paradigmi alla base della gestione sanitaria. In Italia, da anni si discute dell’insufficiente presa in carico dei malati cronici e vulnerabili come inaccettabile e grave carenza dei sistemi sanitari pubblici nonché uno spreco di risorse economiche, e il PNRR ha ripreso con forza questa tematica concentrandosi sulla una presa in carico in prossimità, al fine rispondere alle esigenze di salute di tutti i cittadini, sul tema della sanità digitale che permette la condivisione dei dati sanitari, con la conseguente stratificazione del rischio e vulnerabilità della popolazione, una valutazione sistemica epidemiologica e un miglioramento continuo. - Spiega Enrico Desideri, Presidente della Fondazione Innovazione e Sicurezza in Sanità, e uno dei coordinatori dell’Advisory Board – E dopo l’esperienza della pandemia è ormai ineludibile la necessità di una Value Based Healthcare, ovvero una Sanità basata sul Valore, in grado di mettere al centro i bisogni di assistenza sanitaria delle persone. Con la collaborazione di diversi partner pubblici e privati ci stiamo impegnando affinché anche nel nostro Paese si faccia questo balzo in avanti, partendo da un progetto pilota strutturato che poi possa essere esteso a tutto il territorio nazionale”.

 

Le ricerche che hanno ispirato il progetto VBHE- Alcuni dati

 

L’Advisory Board ha finalizzato le sue raccomandazioni anche sulla base delle indicazioni emerse da due ricerche. Le analisi mostrano come sia fondamentale il conseguimento di una maggiore integrazione tra medici specialisti, MMG e farmacie, attraverso il ripensamento dei percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali secondo logiche di population health management e con l’impegno e implementazione di sistemi di telemedicina.

 

La prima è una analisi retrospettiva realizzata da CliCon presso un campione di assistibili corrispondenti al 10% della popolazione nazionale da cui emerge che il 49% dei pazienti in trattamento ipolipemizzante non risulta controllato. Tale percentuale di non controllo sale ad oltre l’80% nei pazienti a rischio alto o molto alto. Il mancato raggiungimento dei target lipidici ha determinato un costo assistenziale annuo complessivo significativamente superiore a quello dei pazienti controllati (€4.200 vs €2.900) e progressivamente maggiore all'aumentare della distanza dal target lipidico (poco oltre €3.000 nei pazienti prossimi al target vs quasi €5.000 nei pazienti oltre il 50% dal target lipidico). La componente prevalente di tale costo assistenziale è quella per le ospedalizzazioni per motivi cardiovascolari (circa il 60%), la cui incidenza appare correlata alla distanza dal target lipidico. Tali evidenze richiamano l'urgenza di aumentare il grado di controllo dell'assetto lipidico che, in funzione della distanza dal target, può essere migliorato mediante una maggiore aderenza al trattamento, una terapia di combinazione tra sostanze ipolipemizzanti o, in ultima istanza, il ricorso alle terapie più recenti.La seconda è un sondaggio condotto da Deloitte, per conto di Daiichi Sankyo Italia, su 350 medici specialisti con l’obiettivo di indagare le principali criticità riscontrate durante la fase di emergenza COVID-19 e le possibili soluzioni da implementare nel futuro, con un focus sul paziente cardio-metabolico complesso.

 

Il 94% dei partecipanti alla survey ha evidenziato la necessità di una riorganizzazione delle attività ospedaliere e territoriali per una più appropriata presa in carico del paziente, focalizzando l’attenzione degli ospedali sulla gestione del caso acuto o dei casi di superiore complessità/gravità e affidando al territorio la gestione dei casi di complessità minore (modalità prioritaria per il 35% del campione). A questo si aggiunge l’implementazione di percorsi clinico assistenziali integrati e condivisi ospedale-territorio che favoriscano una efficace integrazione multiprofessionale tra la medicina generale e la medicina specialistica, da realizzare soprattutto attraverso l’implementazione di sistemi di sanità digitale, teleconsulto e telemedicina (secondo circa l’80% dei rispondenti), e l’adozione di un approccio multidisciplinare nella gestione della cronicità. Nello specifico, il Medico di Medicina Generale dovrà assumere un ruolo sempre più centrale nel monitoraggio dell’aderenza terapeutica del paziente (per l’82% degli intervistati) e nella qualificazione del relativo stato patologico (per il 69% degli intervistati).Tra le opportunità offerte dalle nuove tecnologie (Intelligenza Artificiale, Medicina di connessione, Weareable) e strumenti innovativi (Chatbot, App, piattaforme digitali, etc.) nella pratica clinica quotidiana, circa il 50% dei rispondenti a livello nazionale li considera strumenti validi lungo il percorso di cura del paziente, dalla valutazione terapeutica al follow up, con percentuali variabili dal 41% del Nord al 55% dei rispondenti del Sud. Infine, secondo il 50% degli intervistati, è necessario potenziare i servizi di sanità digitale esistenti, investendo nell’acquisizione delle opportune competenze e risorse per la gestione del paziente da remoto, avviando gli appropriati percorsi di formazione dedicati al personale sanitario.

 

“Il progetto Value Based Healthcare riconosce la necessità impellente di garantire ai pazienti cronici cardiovascolari il controllo e supporto che meritano. Sappiamo che questi pazienti ricavano un beneficio molto tangibile dall’impiego di farmaci specifici come antipertensivi e ipolipemizzanti. Purtroppo, sappiamo anche che metà dei pazienti a cui viene prescritto un antipertensivo, non lo assume più a sei mesi di distanza dalla prescrizione, e ciò determina la perdita della protezione dal rischio di eventi cardiovascolari per i pazienti, e contemporaneamente per il SSN uno spreco ingente di risorse.”- Commenta l’altro coordinatore dell’Advisory Board che ha promosso il VBHE, Gianfranco Gensini,direttore scientifico dell’IRCCS Multimedica di Milano  - Il digitale rappresenta oggi uno strumento importante, ma si deve estendere ad un ripensamento dei meccanismi di gestione del paziente, di relazione tra mmg e paziente, specialista e ospedale, che consenta di avere il massimo di efficienza. Nei grandi IRCCS, in particolare i tre a vocazione cardiovascolare, il Monzino, il Multimedica e il San Donato Milanese, l’uso del digitale è già avanzato Questi IRCCS attraverso le loro competenze cliniche daranno il via all’innovazione»

 

L’ambizione del Value Based Healthcare Ecosystem (VBHE): creare valore

Fine del Value Based Healthcare Ecosystem in Cardiovascular Risk Patient Management è di identificare, sperimentare e attivare modelli innovativi di presa in carico e  gestione dei pazienti a rischio cardiovascolare che, attraverso un impiego diffuso della Digital Health e una maggiore integrazione ospedale-territorio-domicilio, porti a conseguire una drastica riduzione del rischio cardiovascolare e degli eventi avversi, perseguendo una maggiore appropriatezza nel trattamento, maggiore aderenza alla terapia e una più efficace prevenzione primaria.

Qualora tale modello si riveli efficace secondo le attese, sulla base di quanto emergerà dal progetto pilota, potrà poi divenire un riferimento organizzativo e operativo più ampio: estendendolo ad altri IRCCS e altri ospedali, nonchè a diversi ambiti territoriali, sviluppando contemporaneamente la professionalità di tutti i clinici coinvolti certificandone le competenze in cardiologia digitale, conseguendo un più forte presidio della continuità terapeutica dei pazienti, attraverso il rafforzamento dell’ integrazione multiprofessionale e tecnologica tra ospedale, medici di medicina generale e farmacie, ridefinendo i carichi di lavoro tra gli stessi in funzione della stratificazione del rischio dei pazienti, sviluppando così la loro capacità di creare valore, accedendo più facilmente ai sistemi di remunerazione previsti da payor pubblici e privati. Tutto ciò si tradurrebbe non solo in maggiore salute e qualità di vita per le persone, ma anche in una riduzione dei costi sanitari per il SSN.

 

“L’Italia è il secondo Paese più longevo al mondo dopo il Giappone, ma registra purtroppo anche un alto impatto delle patologie cardiologie vascolari. Finalmente è ormai evidente a tutti che per i pazienti cronici a rischio cardiovascolare non è più sufficiente lo sviluppo di terapie e la somministrazione del trattamento, ma occorre impegnarsi nell’aderenza alla terapia, nella prevenzione primaria e secondaria e nel monitoraggio dei pazienti affinché non si arrivi alla loro ospedalizzazione o ad eventi fatali. La pandemia ci ha anche indicato chiaramente la strada della digital health e della sanità di prossimità, - commenta Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – percorrerla è possibile ma occorre lo sforzo e l’impegno di tutto il sistema, la sinergia tra istituzioni e industria, e unire le forze, i know how e le risorse finanziare per fare realmente la differenza e arrivare ad un cambio di paradigma. Per questa ragione Daiichi Sankyo è felice di contribuire attivamente alla creazione di questo nuovo ecosistema VBH e si impegnrà a lungo termine per far sì che funzioni e dia i frutti sperati, perché per noi il paziente è e resterà sempre il centro di tutto.” 

 

FONTE: https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/giornata-mondiale-contro-lictus-cerebrale-2021-entra-nel-vivo-il-progetto-value-based-healthcare-ecosystem-per-una-gestione-innovativa-ed-efficiente-dei-pazienti-cronici-a-rischio-cardiovascolare-prima-e-fuori-dallospedale/

 

--------------------------------------

Contatti

 

Daiichi Sankyo                                                                                                                                    

Elisa Porchetti                                                                                                      

Tel. +39 0685255-202                                                          

elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it            

 

Daiichi Sankyo

Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di “contribuire all’arricchimento della qualità della vita in tutto il mondo”, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Oltre a mantenere il suo attuale portafoglio di farmaci per il trattamento del tumore e delle malattie cardiovascolari, Daiichi Sankyo si dedica principalmente allo sviluppo di nuove terapie per le persone affette da cancro o da altre malattie con elevati bisogni medici non ancora soddisfatti.  Con oltre 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 16.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione per realizzare la Vision del Gruppo al 2030 di diventare una “Global Healthcare Company Innovativa che contribuisce allo Sviluppo Sostenibile della Società”. Per maggiori informazioni visita il sito www.daiichi-sankyo.it


Fonte notizia: https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/giornata-mondiale-contro-lictus-cerebrale-2021-entra-nel-vivo-il-progetto-value-based-healthcare-ecosystem-per-una-gestione-innovativa-ed-efficiente-dei-pazienti-cronici-a-rischio-cardiova


Daiichi Sankyo Italia | Giornata Mondiale contro l’ictus cerebrale 2021 | Value Based Healthcare Ecosystem | Cardiovascular Risk Patient Management | progetto VBHE | VBHE | pazienti cronici a rischio cardiovascolare | malattie cardiovascolari | ictus cerebra |



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

Valute digitali, si fa sentire il contraccolpo dal Giappone


Vasetti per conserve: la storia delle conserve


Spray al peperoncino per la difesa personale, quali scegliere?


Vincenzo Pompeo Bava: Corte Ue a Spagna, "Liberi Junqueras, come eurodeputato gode di immunità"


Azionario, il settore dell'healthcare potrebbe essere ancora tra i vincitori


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Daiichi Sankyo Italia si tinge di “rosa”: da PinkPositive a PartecipareXPrevenire

Prosegue l’impegno in oncologia di Daiichi Sankyo Italia, inaugurato con l’e-book PinkPositive e che si intensifica con i digital talks per i dipendenti, grazie al supporto del Movimento Europa Donna Italia. Roma, 20 ottobre 2021 – Il cancro al seno è la patologia oncologica più diffusa al mondo nelle donne, ma grazie alla crescente attenzione globale, insieme ai miglioramenti nella diagnosi e nelle cure, un numero sempre crescente di donne riesce ad affrancarsi dalla malattia.  Negli ultimi anni grande rilievo hanno assunto i temi della prevenzione primaria su fattori di rischio quali dieta e st (continua)

Trastuzumab deruxtecan: Breakthrough Therapy per il tumore al seno

L’FDA ha concesso a trastuzumab deruxtecan la Breakthrough Therapy Designation per le pazienti con carcinoma mammario HER2+ precedentemente trattate con uno o più anti-HER2 Tokyo, Monaco e Basking Ridge, 4 ottobre 2021 - La Food and Drug Administration (FDA) negli USA ha concesso a trastuzumab deruxtecan la BTD - Breakthrough Therapy Designation (“Designazione di Terapia rivoluzionaria”) per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2- positivo non resecabile o metastatico precedentemente trattate con uno o più regimi terapeutici a base di anti-HER2 (continua)

Cancro al polmone: nuovi dati positivi su l’ADC Datopotamab Deruxtecan

Al Congresso ESMO presentati i dati incoraggianti di una sub-analisi dello studio di fase 1 TROPION PanTumor01 con datopotamab deruxtecan, l’anticorpo monoclonale farmaco-coniugato (ADC) anti-TROP2 sviluppato da Daiichi Sankyo e Astrazeneca per il trattamento di vari tipi di tumori solidi. Lo studio di fase 2 TROPION-Lung05 sta arruolando pazienti per valutare ulteriormente la sicurezza e l'efficacia di datopotamab deruxtecan in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con alterazioni genomiche sensibili alla terapia mirata Tokyo, Monaco e Basking Ridge, NJ - (19 settembre 2021) - Datopotamab deruxtecan (Dato-DXd), l’anticorpo monoclonale farmaco-coniugato (ADC) anti-TROP2 sviluppato da Daiichi Sankyo e AstraZeneca, mostra una risposta tumorale incoraggiante nei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato con alterazioni genomiche sensibili alla terapia mirata.  Una sotto-anali (continua)

Cancro al polmone: trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una risposta tumorale robusta e duratura nel 54,9% dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico con mutazione HER2

L’anticorpo monoclonale farmaco-coniugato trastuzumab deruxtecan è la prima terapia anti-HER2 a mostrare una forte risposta del tumore in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico con mutazione HER2. A dimostrarlo i dati di questa specifica coorte dello studio di fase 2 DESTINY-Lung01, pubblicati sul The New England Journal of Medicine e presentati da Daiichi Sankyo e Astrazeneca al Congresso ESMO 2021. Tokyo, Monaco e Basking Ridge, NJ - (18 settembre 2021) - trastuzumab deruxtecan  l’anticorpo monoclonale farmaco-coniugato (ADC) anti-HER2 di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, ottiene una risposta tumorale robusta e durevole in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso non resecabile e/o metastatico con mutazione dell’HER2, precedentemente trattati. I ris (continua)

Carcinoma Gastrico avanzato HER2+: Trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una risposta clinicamente significativa e duratura nei pazienti dello studio di fase 2 DESTINY-Gastric02

Presentati all’ESMO i risultati di efficacia e sicurezza dell’anticorpo monoclonale coniugato Trastuzumab deruxtecan nei pazienti occidentali affetti da carcinoma gastrico avanzato HER2 positivo. I dati provengono dal trial a braccio singolo di fase 2 DESTINY-Gastric02, il primo studio dell’ADC di Daiichi Sankyo e AstraZeneca in questa specifica popolazione di pazienti. La risposta clinicamente significativa e duratura e il profilo di sicurezza sono coerenti con quelli osservati nello studio registrativo DESTINY-Gastric01 che aveva coinvolto popolazioni di etnia asiatica. Tokyo, Monaco e Basking Ridge - 17 settembre 2021 - Trastuzumab deruxtecan, ottiene una risposta tumorale clinicamente significativa e duratura nei pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (GEJ) metastatico e/o non resecabile HER2-positivo, precedentemente trattato con un regime terapeutico contenente trastuzumab. I risultati dettagliati dello studio di fase 2 DESTINY- (continua)