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Legalizzazione o proibizione? Nessuna delle due strategie è una vera soluzione.

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Legalizzazione o proibizione? Nessuna delle due strategie è una vera soluzione.

È del tutto chiaro che la proibizione della droga, di per sé, non risolve il problema. È anche piuttosto evidente, dopo il via libera alla marijuana in Colorado, che neppure la legalizzazione lo risolve (anzi, statistiche di incidenti e crimine alla mano, lo peggiora).

Ecco che cosa pensava il giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia ovvero dai più potenti trafficanti di droga del nostro paese: «La legalizzazione degli stupefacenti non può rappresentare uno strumento per combattere la mafia, Intanto come mi sembra di aver chiarito non bisogna stabilire un’equazione assoluta tra la mafia e il traffico di sostanze stupefacenti. La mafia esisteva ancora prima del traffico di stupefacenti e probabilmente se per miracolo il traffico di stupefacenti scomparirà, la mafia esisterà ancora perché l’essenza della mafia non è il traffico delle sostanze stupefacenti (…) Oggi è vero che il business più importante della mafia è il traffico delle sostanze stupefacenti e qualcuno ha sostenuto: “se noi eliminiamo il traffico clandestino e legalizziamo il consumo di droga abbiamo contemporaneamente levato dalle mani alla mafia la possibilità di ottenere tutti questi guadagni illeciti ed essere così potente”. Tuttavia forse non si riflette che la legalizzazione del consumo di droga non elimina affatto il mercato clandestino, anzi avviene che le categorie più deboli e meno protette saranno le prime ad essere investite dal mercato clandestino (…) Resisterebbe poi un ulteriori traffico clandestino che è quello delle droghe micidiali, che per le stesse ragioni lo Stato non potrebbe mai liberalizzare (…) Ci sarà un ulteriore parte del mercato clandestino dovuto a tutti coloro che per qualsiasi ragione non vorranno ricorrere al mercato ufficiale: per non essere schedati, per non essere individuati, per ragioni sociali, eccetera».

L’associazione internazionale “Un Mondo Libero dalla Droga”, pensa che esista una terza via: la prevenzione. Formare delle nuove generazioni che comprendano la verità sulla droga, farà in modo che possano decidere con la loro testa di non farne uso. La maggior parte degli ex tossicodipendenti afferma che “se avessero saputo le conseguenze” non avrebbero iniziato ad assumere stupefacenti.

La Chiesa di Scientology sostiene la campagna di “Un Mondo libero dalla Droga” fin dalla sua fondazione. L’associazione organizza eventi pubblici e lezioni nelle scuole, per informare sugli effetti dannosi degli stupefacenti. A partire dal 2015 i volontari della campagna hanno tenuto lezioni a migliaia di ragazzi toscani delle scuole medie inferiori e superiori.

“L'arma più efficace nella guerra contro la droga è l'educazione.” L. Ron Hubbard

Scientology | Droga | Un mondo libero dalla droga | L Ron Hubbard | Legalizzazione | Paolo Borsellino |



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