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ENRICO NADAI-ORA SIAMO CONGIUNTI DAL PENSIERO

ENRICO NADAI-ORA SIAMO CONGIUNTI DAL PENSIERO
Si era da poco conclusa la discordia mortale tra l’oca e il falcone, consumatasi di fronte agli occhi inquieti di Parceval. Egli aveva visto cadere sopra il manto di neve immacolata tre gocce di sangue scaturite dal collo mozzato dell’oca. Per un’intera mattinata venne meno l’amore per il ferro, già sfoderato troppe volte, facendo spazio alla rievocazione del viso della sua bella: quel volto compariva e scompariva nella sua mente, fintanto che l’immagine disegnata dal sangue fu finalmente chiara. L’ala del sogno lo portava da Biancofiore, la sua damigella, al castello di Beaurepaire. Era infinito il peso di quel loro commiato, ed il suo rammarico lo faceva sentire un martire consegnato al silenzio della tomba. «Nulla era a noi più caro che baciarci, abbracciarci e intrattenerci con cortesia», labbreggiava a sé medesimo: «Ora siamo congiunti dal pensiero. È il resto a recidere i nostri cuori». E prima di riprendere il suo galoppo senza tregua farneticava: «Errando…Rimani…Mia…IO…Noi…E…nient’altro».

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