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Casa dei Cervi Ercolano

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Casa dei Cervi Ercolano

La Casa dei Cervi di Ercolano, è una domus di epoca romana, sepolta durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.


L’antica città di Ercolano subì lo stesso destino delle antiche città di Pompei, Stabia e Oplonti.

Gli scavi archeologici dell’antica città di Ercolano iniziarono in maniera quasi casuale nel 1738. La Casa dei Cervi è cosi chiamata per via del ritrovamento nel giardino, di due statue di cervi assaliti da cani.

L’elegantissima e lussuosa domus, con terrazza vista mare fu costruita nel periodo in cui a Roma regnava l’imperatore Claudio. Proprietario era Q.Granius Verus, uno schiavo liberato poco prima della distruzione per mano del Vesuvio, di Ercolano. Con il resto della città, anche l’abitazione fu sepolta sotto una coltre di fango ed esplorata prima tramite cunicoli nel XVIII secolo e poi riportata alla luce da Amedeo Maiuri agli inizi del XX secolo.

L’ingresso della casa è situato lungo il cardo V. Sono presenti decorazioni in IV stile Pompeiano, ricchi di colore e prospettive. Il piano terra della domus era riservato al proprietario alla sua famiglia ed eventuali ospiti. Mentre il piano superiore, ove ancora oggi è visitabile il ballatoio, era riservato alla servitù.

Il triclinio ha ancora conservate pitture con pannelli neri, incorniciati in rosso e con aggiunte di elementi architettonici, mentre la pavimentazione è in marmo policromi, disposti in figure geometriche.

Desta ancora oggi molto interesse il criptoportico, affrescato e arricchito grazie alla presenza di circa sessanta quadretti. Alcuni di questi quadretti, che rappresentano nature morte, amorini e elementi architettonici, sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il criptoportico aveva una pavimentazione a mosaico bianco e nero. L’ambiente è illuminato da una serie di grandi finestre che affacciano direttamente sul giardino. Nel giardino ritroviamo, come detto prima, oltre alle due statue di cervi assaliti da cani, la statua di un satiro con otre ed una statua di ercole, in evidente stato di ubriachezza, e un tavolino rotondo. Le pareti del criptoportico che si trovano dal lato del giardino sono affrescate di bianco e rosso, e sul lato nord si trova un grande portale con frontone decorato con un mosaico in pasta vitrea raffigurante Oceano, attorniato da numerosi amorini su animali marini.

Ma sicuramente il luogo che desta ancor di più meraviglia, è l’ampia terrazza, che affacciava direttamente sul mare e si godeva il panorama sul golfo di Napoli. costruita a ridosso delle mura cittadine che ormai erano inutilizzate, si trova anche una sorta di piccolo gazebo, con pilastri in tufo stuccati n bianco e rosso.

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