Home > Economia e Finanza > Quale cyber security con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

Quale cyber security con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

scritto da: AIDR | segnala un abuso

Quale cyber security con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

Tra i vari aspetti affrontati nel capitolo digitalizzazione, però, quello della cyber security sconta un’indeterminatezza che, per molti esperti del settore, porta con sé il concreto rischio di lasciare “scoperte” le nuove infrastrutture.


di Francesco Pagano, Consigliere Aidr e Responsabile servizi informatici Ales spa e Scuderie del Quirinale

 Grande attenzione per la digitalizzazione del paese con investimenti per circa 35 miliardi e l’obiettivo dichiarato di imprimere una decisa accelerazione in tema di innovazione sia a livello industriale, sia a livello della Pubblica Amministrazione. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha suscitato grandi aspettative tra i professionisti che operano nel settore digitale e, almeno sulla carta, rappresenta un’occasione unica per ammodernare il paese dotandolo di quegli strumenti digitali che possono portare un elevato livello di efficienza e creare margini di sviluppo in tutti i settori.

Tra i vari aspetti affrontati nel capitolo digitalizzazione, però, quello della cyber security sconta un’indeterminatezza che, per molti esperti del settore, porta con sé il concreto rischio di lasciare “scoperte” le nuove infrastrutture.

L’equivoco della cyber security nel PNRR

Il capitolo dedicato specificatamente alla cyber security all’interno del documento redatto dal governo riguarda un settore limitato della security. Oltre a un budget piuttosto sottodimensionato (solo 623 milioni di euro) il punto si concentra sugli aspetti di sicurezza informatica legati a quelli che si possono definire “gli interessi nazionali”, cioè le infrastrutture critiche, le forze di polizia e i nuovi enti (forse ne sono previsti anche troppi) cui verranno affidati compiti come l’assessment di software e hardware.

Per quanto riguarda il settore pubblico, gli unici riferimenti specifici alla cyber security si trovano nel capitolo dedicato alla Pubblica Amministrazione, mentre per il settore della cultura, si parla soltanto di interventi “facendo leva sulle nuove tecnologie per offrire nuovi servizi e migliorare l’accesso alle risorse turistiche/culturali”. Insomma: per quanto riguarda le strutture legate al settore culturale, la sicurezza non viene indicata come prioritaria.

Una situazione emergenziale

La preoccupazione per il ruolo che occuperà la cyber security in questo processo di evoluzione a livello degli enti culturali affonda e sue radici in uno status quo che ha tratti sconsolanti. Buona parte delle organizzazioni che operano sul territorio del nostro paese ha a disposizione strumenti digitali obsoleti, la cui gestione non poggia su policy definite e non è sottoposta ad alcuna verifica.

 Il risultato è un quadro che lascia esposti gli enti culturali al rischio di subire attacchi informatici che mettono a repentaglio non solo la disponibilità dei servizi, ma anche l’integrità dei dati trattati, con evidenti ripercussioni sulla privacy dei cittadini che sfruttano i servizi erogati. Da un punto di vista logico (e strategico), di conseguenza, colmare questo gap dovrebbe essere considerato prioritario.

I segnali incoraggianti sono tra le righe?

Le speranze legate all’avvio di un processo di irrobustimento a livello di sicurezza anche nel settore pubblico dedicato ai beni culturali risiedono nella considerazione che il PNRR, allo stato, è pur sempre un piano articolato in titoli, i cui dettagli verranno definiti in corso di applicazione.

 Alcuni spunti, in ogni caso, sono rintracciabili anche in questa fase e in particolare, laddove si trovano alcuni riferimenti a obiettivi di più ampio respiro, come quando si indica la volontà di mettere in atto nella Pubblica Amministrazione “interventi di supporto per l’acquisizione e l’arricchimento delle competenze digitali”. Se questo (indispensabile) processo di formazione comprenderà la cyber security, possiamo sperare in qualcosa di buono. 


Fonte notizia: https://www.aidr.it/quale-cyber-security-con-il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/


PNRR | cyber security |



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

QINTESI: GDPR e Cyber Security attraverso metodi, strumenti e framework


Configurare la Fototrappola LKM Security


Tutte le potenzialità dell'integrazione: Acronis rende accessibile la Cyber Protection per tutti i MSP, a costo zero


L'integrazione di Acronis Cyber Protect porta a un nuovo livello la sicurezza di Citrix® Workspace™


Q6 Cyber sceglie Alfa Group per portare l’E-Crime Intelligence in EU e UK


SECURITY TAGS


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Il settore vitivinicolo nel PNRR, approfondimento a Digitale Italia

Il settore vitivinicolo nel PNRR, approfondimento a Digitale Italia
A Digitale Italia una puntata dedicata al mondo del vino, eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo, che durante la pandemia ha ricevuto una battuta di arresto, e ora guarda al Piano di Ripresa e Resilienza con grandissima attenzione. Ospiti del format web di Aidr, Filippo Moreschi, Responsabile dell’Osservatorio Digital Agrifood di AIDR e Luciano Bulgarelli, Presidente Cantina Sociale Quistello. Il settore vitivinicolo nel PNRR, approfondimento a Digitale Italia Moreschi: grazie alla digitalizzazione ci sarà maggiore sostenibilità OSPITIFILIPPO MORESCHI: Resp. Osservatorio AIDR Digital AgrifoodLUCIANO BULGARELLI: Presidente cantina sociale Quistello Cosa prevede il PNRR per il settore vitivinicolo, quali saranno le linee guida per il futuro del comparto? A Digitale Italia una puntata dedi (continua)

Hey Digitale, hai nostalgia per l’Analogico?

Hey Digitale, hai nostalgia per l’Analogico?
I-digit il nuovo e dinamico cartone digitale incontra per caso A-Nalog, un vecchio cartone che riesce a muoversi solo grazie ai disegni del suo grafico e al sapiente lavoro di composizione in successione dei fotogrammi. I-Digit si muove velocemente e riesce a fare tante cose con facilità: bastano poche impostazioni del suo maestro grafico-programmatore per vivere una nuova avventura. Vito Coviello, Socio AIDR e Responsabile Osservatorio Tecnologie Digitali nel settore dei Trasporti e della Logistica.Nella realtà  virtuale ogni cosa è possibile e, quindi,  può anche verificarsi un incontro tra un  personaggio di un cartone digitale con un vecchio personaggio di un cartone nato da una serie di disegni proposti  in rapida successione temporale  per creare (continua)

Così è (se vi pare)… L’epoca delle mille verità

Così è (se vi pare)… L’epoca delle mille verità
Basti pensare al romanzo 1984 (una sorta di grande fratello contemporaneo: oggi milioni e milioni di telecamere disseminate per la Terra controllano costantemente i nostri spostamenti) oppure alla Rete e ai social network, dove si opera un controllo costante attraverso la cosiddetta “profilazione” o alla Fattoria degli animali, magnifico racconto allegorico che potrebbe rappresentare oggi “la retorica dell’uno vale uno” (tutti gli animali sono uguali) e della “democrazia dal basso, del popolo che combatte l’establishment per poi farsi establishment a sua volta…”. di Giovanbattista Trebisacce, Professore di Pedagogia generale Università degli studi di Catania e Socio AIDRGeorge Orwell…. Se lo scrittore britannico fosse vissuto più a lungo dei suoi quarantasette anni, probabilmente, lo ricorderemmo con ancora più fascino e mistero per via delle sue “profezie”. Non c’è  stata cosa nata dall’immaginazione di Orwell che non si sia avverata… Basti pensare a (continua)

L’Europa rafforza cooperazione e progettualità nel settore difesa

L’Europa rafforza cooperazione e progettualità nel settore difesa
Il Consiglio Europeo ha recentemente adottato una ulteriore decisione che aggiorna l’elenco dei progetti comuni da avviarsi che, uniti a quelli complessivamente sviluppati sin dal dicembre 2017, sommano ormai sessanta progetti collaborativi nei diversi settori delle strutture di formazione, sistemi di formazione terrestre, sistemi marittimi e aerei, cyber difesa e servizi multipli congiunti di sostegno o spazio. L’Europa spinge verso il rafforzamento della PESCO, vale a dire la cooperazione strutturata permanente, nell’ambito della politica di sicurezza e difesa dell’UE, preordinata a favorire lo sviluppo congiunto delle capacità di difesa e di investimento in progetti comuni degli Stati membri, funzionali ad un accrescimento della prontezza operativa delle rispettive forze armate in coerenza con il panor (continua)

Schiavi digitali

Schiavi digitali
La domanda da porsi, per capire meglio il modello di società che stiamo costruendo, è: “A cosa servono le cose, oggi?”. Domanda insidiosa, che si presta a milioni di risposte diverse, a cui proverò a rispondere, tentando di superare i pregiudizi rispetto al consumismo, che mi porterebbero a scrivere di getto “per raggiungere, attraverso il consumo, una felicità illusoria che dura il tempo di un prelievo al bancomat”. di Alessandro Capezzuoli funzionario ISTAT e responsabile osservatorio dati professioni e competenze AidrI grandi cambiamenti, nella storia dell’umanità, hanno causato spesso enormi discriminazioni e hanno creato fratture profonde tra coloro i quali erano pro e colori i quali erano contro. Basti pensare all’invenzione della carta e agli innumerevoli detrattori a favore del papiro, che, pur di (continua)