Home > Altro > Sednit: individuati nuovi componenti della famiglia di malware Zebrocy

Sednit: individuati nuovi componenti della famiglia di malware Zebrocy

scritto da: Elygiuliano | segnala un abuso

Sednit: individuati nuovi componenti della famiglia di malware Zebrocy


I ricercatori di ESET hanno individuato nuovi componenti di Zebrocy, la famiglia di malware utilizzata dal famigerato gruppo Sednit, noto anche come APT28, Fancy Bear, Sofacy o STRONTIUM. Operativo almeno dal 2004, negli ultimi anni questo gruppo è spesso salito alla ribalta con attacchi di alto profilo come ad esempio nel 2016, quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha accusato il gruppo di essere responsabile della violazione al Democratic National Committee (DNC) poco prima delle elezioni degli Stati Uniti. Si presume inoltre che il gruppo sia dietro l’hacking della rete televisiva globale TV5Monde, la perdita di e-mail dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA) e a molti altri attacchi.

A fine agosto, il gruppo ha lanciato una nuova campagna destinata ai loro classici obiettivi - ovvero ambasciate e ministeri degli affari esteri nei paesi dell’Europa orientale e dell’Asia centrale – attraverso nuovi componenti della famiglia di malware Zebrocy.

Un complicato sistema di infezione

Quando un dispositivo viene preso di mira dai componenti di Zebrocy, il processo è di solito piuttosto evidente, poiché la vittima ha almeno sei componenti dannosi rilasciati sul computer prima dell’esecuzione del payload finale. Tali attività possono facilmente innescare diversi campanelli di allarme per un prodotto di sicurezza.

Il documento allegato all’email di phishing è vuoto ma fa riferimento a un modello remoto, wordData.dotm, ospitato su Dropbox. L’apertura di questo documento in Word comporta il download di wordData.dotm e la sua integrazione nell’ambiente di lavoro del documento associato, incluso qualsiasi contenuto attivo presente nel modello.

I downloader

Gli operatori di Sednit hanno utilizzato in passato numerosi downloader scritti in diverse linguaggi. Questa campagna ne impiega la versione più recente, il Nim. SI tratta di un semplice binario predisposto per scaricare ed eseguire altri componenti, a cui però sono stati aggiunti due piccoli dettagli. Il primo è probabilmente usato come trucco anti-sandbox e verifica che la prima lettera del file eseguito (lettera l qui o 0x6C in esadecimale) non sia stata cambiata. Il secondo è un tipo di offuscamento in cui l’operatore sostituisce le lettere “placeholder” in una stringa con quelle corrette, a offset definiti.

La nuova backdoor

La nuova backdoor di Zebrocy non è scritta come al solito in Delphi, ma in Golang. Si tratta della prima volta che viene rilevata questa backdoor, che risulta comunque molto simile a quella di Delphi. Questa nuova backdoor ha varie funzionalità, tra cui la manipolazione dei file come creazione, modifica ed eliminazione, funzionalità di cattura screenshot e esecuzione di comandi tramite cmd.exe.

Conclusioni

Nuovi downloader, nuova backdoor: il gruppo Sednit è sempre attivo e continua a migliorare i suoi componenti. Si tratta di effettive novità? Non proprio. Osservandolo, sembra che il gruppo Sednit stia eseguendo il porting del codice originale o lo stia implementando in altri linguaggi nella speranza di eludere più efficacemente i sistemi di rilevamento. Il sistema di compromissione iniziale rimane invariato, ma l’utilizzo di un servizio come Dropbox per scaricare un modello remoto è insolito per il gruppo.

ESET consiglia a tutti gli utenti di prestare la massima attenzione prima di aprire gli allegati ad email sospette.


Fonte notizia: https://blog.eset.it/2019/09/zebrocy-non-va-in-vacanza/


ESET | Zebrocy | Sednit |



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

Le cifre del malware nel primo semestre 2018: il pericolo si annida sul web


Attacchi UEFI: la nuova frontiera della criminalità informatica è ora realtà


Oltre il 50% dei malware per Android mira a transazioni finanziarie


Android: G DATA rileva oltre 4.500 nuovi malware al giorno


Antivirus “next-gen”: Virustotal non è sempre un buon indicatore del tasso di rilevamento di malware


G DATA: nel 2015 focus sul malware multi-target e sullo spyware. Ecco 6 previsioni


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Al via i convegni online di Future Time sulla cybersecurity: ransomware e inadeguatezza del privacy shield al centro del primo appuntamento

Al via i convegni online di Future Time sulla cybersecurity: ransomware e inadeguatezza del privacy shield al centro del primo appuntamento
L’evento si svolgerà in collaborazione con Stormshield Future Time, azienda romana attiva dal 2001 nella distribuzione di soluzioni per la sicurezza informatica, è lieta di annunciare il primo di una serie di convegni online in collaborazione con Stormshield, leader europeo nella sicurezza delle infrastrutture digitali. Nell'appuntamento del 27 maggio, dal titolo “Dove nascono le rughe del Ciso: ransomware e inadeguatezza del privacy shield sorve (continua)

COME SVILUPPARE UNA MUNICIPALITA’ DIGITALE E RIMANERE AL SICURO: L’ESEMPIO DI TEL AVIV, UNA DELLE CITTA’ PIU’ SMART AL MONDO

COME SVILUPPARE UNA MUNICIPALITA’ DIGITALE E RIMANERE AL SICURO: L’ESEMPIO DI TEL AVIV, UNA DELLE CITTA’ PIU’ SMART AL MONDO
Baciata dal sole del Mar Mediterraneo, Tel Aviv è uno dei migliori esempi di metropoli moderna, grazie ai suoi teatri, scuole d’arte, università, ristoranti che propongono ogni tipo di cucina, eventi sportivi, trasporti pubblici, una frequentatissima spiaggia e il più grande numero di start up per persona al mondo Negli anni Tel Aviv ha ricevuto una serie numerosa di riconoscimenti, tra cui quello di migliore metropoli in crescita, migliore gay city e, cosa più importante, città più smart al mondo. Tel Aviv ha dotato infatti i suoi cittadini di una rete Wi-Fi libera in tutta la città, insieme ad una applicazione che ha raggiunto il 60% dell’utilizzo da parte dei residenti nei primi 5 anni dalla sua in (continua)

Future Time distribuirà WOZON, la scatola nera della cybersecurity

Future Time distribuirà WOZON, la scatola nera della cybersecurity
Future Time, azienda romana attiva dal 2001 nella distribuzione di soluzioni per la sicurezza informatica, annuncia di aver siglato una partnership con WOZON per la distribuzione dell’omonimo software dedicato alla protezione del patrimonio aziendale Il software WOZON, interamente sviluppato in Italia da un team di tecnici specializzati in digital forensics, supporta le aziende nella tutela della proprietà intellettuale e nelle fasi di investigation interna a seguito di incidente informatico o contenzioso di lavoro, fornendo elementi che attestino l'implementazione di adeguate misure di sicurezza. Il sistema è una “scatola nera della cybe (continua)

Ariana Grande, sfruttato l’audio di Positions per rubare le credenziali di Microsoft 365

Ariana Grande, sfruttato l’audio di Positions per rubare le credenziali di Microsoft 365
I consigli degli esperti di Odix per proteggere la posta elettronica da attacchi indesiderati A fine marzo i ricercatori del team di Odix hanno individuato una estesa campagna di phishing che sfruttava un link alla riproduzione di Positions di Ariana Grande per rubare le credenziali di Microsoft 365 dei malcapitati utenti, pubblicandoli poi su un feed RSS. La dinamica del phishing utilizzata in questo caso è comune a molte altre campagne di questo tipo: l’utente riceve una mail (continua)

Sfruttata la funzionalità Link sicuri di Microsoft per una campagna di phishing

Sfruttata la funzionalità Link sicuri di Microsoft per una campagna di phishing
I consigli degli esperti di Odix per proteggere la posta elettronica da attacchi indesiderati Il 24 febbraio i ricercatori del team di Odix hanno individuato una estesa campagna di phishing attuata attraverso un allegato HTML che simulava una pagina di login Microsoft.Nulla di strano fin qui, considerato che Microsoft è la piattaforma maggiormente utilizzata per le campagne di phishing. Analizzando attentamente il link adoperato in questa campagna, gli esperti di Odix si sono però acc (continua)