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febbraio 2018 torna la grande boxe a Firenze

 febbraio 2018 torna la grande boxe a Firenze
IL MANDELA FORUM A FIRENZE L'educazione è l'arma più potente che si può usare per cambiare il mondo Nelson Mandela Il 13 aprile 2016 l’associazione Palasport Firenze delibera la modifica del nome da “Associazione Palasport Firenze” ad “Associazione Nelson Mandela Forum”. L’atto è la naturale conseguenza della deliberazione di giunta N. 2014/G/00180 con cui si disponeva di assegnare la denominazione Nelson Mandela Forum al palazzo dello sport di Viale Pasquale Paoli e vuole anche esser un ulteriore impegno della associazione a ricordare i valori che caratterizzarono la lunga vita di Nelson Mandela. Nelson Mandela Anno 1950……..Tra gli aspiranti pugili e tra chi ogni sera si allenava per passione al Community Center c’era anche un giovane avvocato, discendente di una famiglia aristocratica del popolo nero sudafricano dell'etnia Xhosa, lo chiamavano Madiba. In realtà aveva già tirato di boxe, da giovanissimo ma senza convinzione, fu a Soweto che si applicò ad apprendere la noble art. Precisiamo non era un campione; quando ricordava quei periodi si definiva un peso massimo senza velocità e neanche la forza per compensarla, ma la passione era tanta, l’accompagnò per tutta la vita. Madiba era affascinato dalla tecnica, dalle movenze del corpo sul ring, studiava le tattiche e strategie per controbattere la forza bruta e trovare il ritmo per contrattaccare. Poi c’era un profondo messaggio nel tirare di boxe; lo considerava uno sport egualitario dove razza, posizione sociale, ricchezza colore della pelle a volte anche età non hanno valore: sul ring si è soli contro l’avversario, lo si studia per sconfiggerlo senza pensare se sia nero o bianco, ricco o povero, animista o cattolico. Per il giovane avvocato fu soprattutto una palestra di vita, era il 1950, dopo qualche incontro giovanile e dopo essere entrato in politica, non combatteva più ma si allenava con costanza; trasmise la passione anche al figlio che lo accompagnava sempre. Il 16 ottobre 1993 a Nelson Mandela viene conferito il Premio Nobel per la pace. Se oggi Nelson Mandela fosse vivo compirebbe 100 anni. FIRENZE E IL PUGILATO, STORIA DI UNA PASSIONE Si deve risalire con i ricordi al dopoguerra per capire quanto grande è la passione del pugilato nei fiorentini, ad un episodio poco noto avvenuto di fronte a ventimila soldati alleati dove fu chiamato per una esibizione il mitico Joe Louis e i fiorentini, sapendolo, assediarono Campo di Marte, dove furono aperti i cancelli dagli organizzatori per evitare incidenti. Nacque in quel periodo la “Sempre avanti Juventus” l’associazione pugilistica che raccolse l’eredità delle Associazioni Ponte di Mezzo e Arno. Ma non solo, Firenze ha avuto Mario D’Agata, categoria gallo, aretino traferito a Firenze, che, malgrado la sua disabilità, divenne campione del mondo nel ’56, e si allenava nella palestra di Via della Chiesa, in San Frediano. Oggi la passione del pugilato è ritornata, il pugilato, la boxe o la noble art, è uno degli sport più antichi del mondo, e riempie le palestre di tutta Italia, infatti sono sempre più numerose le persone di ogni età, impiegati, operai, disoccupati, uomini e donne che indossano i guantoni per tenersi in forma. Chi viene, pieno di curiosità a vedere la boxe in una palestra, se ne innamora e non salta nemmeno una lezione, va registrato anche che lo “sport nobile” è esteso anche alle donne, vedi Irma Testa, 20 anni, nel mondo dello sport ormai è conosciuta perché è la prima pugile italiana ad essersi qualificata per i Giochi Olimpici, ha rappresentato l’Italia per il pugilato femminile alle Olimpiadi 2016 di Rio de Janeiro. LA BOXE NON È VIOLENZA Per capire la grande forza di attrazione del pugilato bisogna dimenticare il luogo comune che riduce questo sport ad un banale atto di violenza. L’avversario sul ring rappresenta l’obiettivo che ognuno di noi deve avere per dare un senso ai propri sacrifici. Finito il combattimento, appena suona la campana dell’ultimo round, i pugili si abbracciano e in questo gesto c’è tutto il senso della boxe, infatti l’abbraccio è il rispetto che bisogna avere per le difficoltà della vita riconoscendo in chi ti sta davanti la tua stessa umanità. C’è un simbolismo nella boxe e negli incontri, la solitudine di chi è al centro del tappeto, gli occhi del mondo rappresentati dal pubblico, i sentimenti nell’angolo, andare alle corde, uscire, finire al tappeto, rialzarsi, reagire per superare il momento negativo….il pugilato è la vita. LA GRANDE BOXE A FIRENZE SI SCALDANO I MOTORI IN PREVISIONE DEL 2 FEBBRAIO Il 2 Febbraio prossimo a Firenze, presso il PalaMandela Forum, avrà luogo l’evento che riporterà in città la grande boxe, con sfide importanti a livello nazionale ed europeo. I 2 eventi clou della serata saranno per la sfida valevole per il Titolo UE Massimi Leggeri tra il Campione Alexandru Jur e Fabio Turchi attuale campione internazionale Silver categoria mediomassimi leggeri in qualità di sfidante e il Titolo Italiano categoria MedioMassimi tra Nicola Pietro Ciriani – attuale campione italiano – e lo sfidante il kosovaro naturalizzato italiano Vigan Mustafà. Assisteremo anche agli incontri internazionali dove combatteranno contro avversari da designare i pugili fiorentini più forti fiorentini di caratura internazionale, Dragan Lepei (SAF), Mohammed Obbadi (Accademia Pugilistica Fiorentina), Sead Mustafà (CSC). Il direttore tecnico dell’evento Mario Loreni, il maggior boxepromoter italiano attuale, ci annuncia una notte stellare, degna della miglior boxe, ora che questo sport, chiamato anche arte nobile, è diventato planetario grazie alla popolarità di Cassius Clay, ed ancora oggi, grazie a questo campione e alle nuove giovani leve, uomini e donne, la fama di questo sport è alle stelle. Firenze, PalaMandela Forum, 2 febbraio 2018

#boxe | #mandelaforum | #fabioturchi | #viganmustafa | #marioloreni |



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