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Netcoa incontra il Museo Correale di Terranova.

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Netcoa incontra il Museo Correale di Terranova.

Intervista a Gaetano Mauro, Presidente dello storico Museo Correale di Terranova.


Dopo la sua partecipazione al format innovativo di Netcoa “La Tavola delle Imprese” dedicato al tema “Impresa e Cultura al tempo del Covid: nuovi modelli ed opportunità”, il Presidente del Museo Correale di Sorrento, Gaetano Mauro ci ha concesso una breve intervista, sottolineando il ruolo che deve avere la cultura, fattore non distante, bensì propulsivo di una nuova economia del territorio che catalizza conoscenze, competenze e tradizioni. Netcoa, Associazione per la creazione e lo sviluppo di impresa, attenta al tema, si pone quale acceleratore per le imprese di impatto sociale con le sue azioni e progettualità che concretizza nei processi applicativi dello sviluppo locale, attualizzandoli e sostenendoli anche attraverso i programmi di Invitalia di cui è partner – S.I.S. - Sistema Invitalia Startup.

D: Presidente Mauro, lei è a capo oggi di uno dei maggiori attrattori culturali peninsulare. Il Museo di Correale, negli anni 50, è stato definito dall’archeologo Amedeo Maiuri come “il più bel Museo di provincia italiano”. Ci racconti del Museo, della sua antica storia, e come ha coniugato la sua esperienza personale da imprenditore con un Museo “d’atmosfera” rendendolo, attraverso la sua azione di rilancio, un prestigioso contenitore culturale.

R: Il Museo Correale di Terranova eretto Ente Morale il 18 febbraio 1904 con R.D. del Re Vittorio Emanuele III, è stato istituito con i lasciti testamentari dei fratelli Alfredo e Pompeo Correale. 

Il Palazzo, sede del Museo, ristrutturato nel XVIII secolo, era la dimora estiva della famiglia.

Dopo i lavori di allestimento, il Museo fu inaugurato il 10 maggio 1924 dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile.

Alfredo Correale, Conte di Terranova e Pompeo, si dedicarono a raccogliere quadri, mobili, ceramiche ed altri oggetti di pregio che, insieme a quelli ereditati dai propri antenati, trovarono degna collocazione nelle loro case di Napoli e Sorrento.

In quegli anni il collezionismo si era esteso alle cosiddette arti minori, ed anche a Napoli il fenomeno, come si era verificato altrove, si andava affermando in maniera notevole. Prova di tale passione per l’arte sono le raccolte di due nobili napoletani, oggi conservate nelle sedi che portano il loro nome: il Museo Principe Gaetano Filangieri e il Museo Duca di Martina.

Il dono che la famiglia Correale fece dello storico edificio e delle preziose raccolte a Sorrento, si inseriva nello spirito della profonda tradizione culturale di questa terra, che giustamente si inorgoglisce di aver dato i natali a Torquato Tasso.

Il Museo opera nell’intento di interagire con altre realtà culturali al fine di offrire un servizio sempre più ampio, capace di abbinare la visita del museo ad attività e manifestazioni parimenti coinvolgenti, passando da un concetto puramente “estetico” a una visione più “sociale e “integrata”.

Ed è proprio da questa politica museale che Sorrento e il territorio traggono i maggiori motivi di richiamo nel mondo in tema di Arte e Cultura: componenti di cui la Città e il territorio non possono che beneficiarne e che vanno salvaguardati attraverso una corretta azione di coinvolgimento e informazione. Il museo può e deve avere un ruolo importante nei processi di sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. La comunità alla quale si rivolge deve essere coinvolta attivamente, non solo partecipando alle iniziative che il museo realizza, ma anche offrendo il proprio contributo di idee e di professionalità o altra forma, per renderlo un protagonista importante ed un punto di riferimento costante della vita della propria comunità.

Il legame cultura-arte-territorio è da sempre molto avvertito dai cittadini della Penisola. Un territorio con una storia ricca e nobile che gode di un universo culturale frutto dell’avvicendarsi di più popoli di diversa origine e provenienza che hanno lasciato un patrimonio di piccoli e grandi tesori di civiltà e di arte.


D: Presidente, ci delinei come il Museo attraverso la sua visione imprenditoriale è diventato un volano per lo sviluppo dell’economia del territorio.

R: La cultura organizzativa (intesa come insieme dei valori professionali condivisi) che contraddistingue l’istituzione culturale risente spesso di una matrice umanistico/artistica, distante (se non addirittura contrapposta) dai principi economici necessari per condurre in modo prolungato un’istituzione secondo economicità. Tale cultura, frequentemente elitaria e chiusa al concetto di fruizione e promozione allargata della cultura, può determinare nel tempo una precarietà dell’ente culturale sul piano economico, inibendo la capacità imprenditoriale di promozione e di espansione e anche l’abilità di reperire risorse di privati secondo moderne tecniche di fund- raising.

La fondazione di partecipazione, come forma giuridica innovativa, può indurre l’istituzione culturale a recuperare il giusto valore economico (che non deve mai diventare indipendente rispetto ai valori artistici e culturali, ma nemmeno secondario nella lista di priorità strategiche dell’istituzione), attraverso valori, sensibilità e competenze. E’  decisiva, nella capacità di interiorizzare l’innovazione, la disponibilità a ricevere dall’esterno stimoli propulsivi di partner, spesso cruciali nel contributo di fertilizzazione incrociata. La riuscita integrazione con privati e Enti con il precedente humus pubblico potrà determinare una nuova robusta cultura organizzativa, dove si miscelino la natura assai valoriale e ideale che connota tradizionalmente il settore artistico.

L’iniziativa "Adotta un’Opera d’Arte”, fiore all’occhiello del Museo Correale è, di fatto, una campagna di sensibilizzazione, partita qualche anno fa, che propone a enti, aziende e privati cittadini di adottare opere (anche giacenti nei depositi) che necessitano di interventi conservativi, finanziandone il restauro.

Al termine del restauro di ciascuna opera sarà organizzata, con la partecipazione dello sponsor,  una conferenza nella quale studiosi e restauratori illustreranno il lavoro e l'importanza di ciascun manufatto nella storia artistica della penisola sorrentina.

Negli ultimi anni, sono stati tantissimi gli eventi che hanno visto il coinvolgimento del Museo nella politica culturale del territorio e propositivo per una programmazione strategica per l’individuazione di obiettivi, attività e risorse, finalizzata alla divulgazione del suo patrimonio materiale e immateriale.

Così come la musica inserita nell’allestimento museale e ospitare concerti nell’intento di catturare l’attenzione e attivare la sensibilità dei visitatori, incoraggiandoli a tener conto del rapporto tra oggetti visivi e sonori per sinestesia, per motivi storici, per concetti simili, oppure nel contesto di performance.

Possiamo citare ancora altre attività inserite nel programma del Museo oltre alle mostre: presentazione di libri, conferenze, seminari, convegni, celebrazione di matrimoni civili, sfilate di moda, ecc., e convenzioni/protocolli d’intesa con Enti e Istituzioni.

 

D: Ringraziandola per il suo prezioso contributo, quale attore del Laboratorio Cultura Innovazione Impresa di Netcoa, un’ultima domanda: quali azioni reputa necessarie per sostenere ed incrementare l’imprenditoria locale e come ritiene di poter tutelare cultura e tradizioni, espressione tra l’altro di arte ed impresa in una visione di posizionamento internazionale, tenuto conto dell’elevato flusso turistico che la penisola sorrentina attrae da oltre un secolo?

R: I musei costituiscono un luogo privilegiato di incontro tra l’impresa e la cultura, il luogo dove quest’ultima, nel tracciare il solco della storia e delle tradizioni, favorisce l’innescarsi di un circolo virtuoso in cui il patrimonio museale diviene volano per la crescita della cultura d’impresa stessa. Caratterizzati in origine da sporadicità e casualità il museo diviene una presenza concreta sul territorio con modelli espositivi innovativi, elaborati ad hoc per le differenti tipologie di patrimonio da valorizzare.

L’investimento in sponsorizzazioni ha un ritorno in termini economici.  In generale può ritenersi valida l’asserzione secondo cui sussiste un preciso interesse economico per le imprese che si dedicano alle sponsorizzazioni, poiché una buona conservazione e una efficiente gestione dei beni culturali si riflettono in modo positivo sulla produzione, sull’occupazione e sui flussi turistici locali.

Le sponsorizzazioni colpiscono un target di pubblico ben determinato, e collegato all’evento che si sponsorizza. Con la sponsorizzazione di un dato evento, il museo sfrutta il pubblico ad esso interessato, utilizzando l’occasione per creare un contatto e un avvicinamento a quel particolare pubblico di interesse per il museo. Ciò è tanto più profittevole quanto più il pubblico è difficilmente raggiungibile con altre modalità; d’altra parte là dove non c’è questa sovrapposizione di target sarà difficile per il patrimonio culturale e artistico ottenere finanziamenti. Nel caso dei beni artistici e culturali, l’audience è solitamente di livello molto sofisticato e spesso questo costituisce un valido punto di forza per l’investimento nell’ottica dell’immagine museale.

 

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