Home > Arte e restauro > LE ICONE LAICHE DI BRUNO DE MARCO – OPERE DI PROFONDA INTROSPEZIONE PSICOLOGICA PER IMPRIMERE NEI TRATTI DEL VOLTO E NEI LINEAMENTI DEL CORPO I MOTI DELLO SPIRITO E I RIFLESSI DELLA COSCIENZA.

LE ICONE LAICHE DI BRUNO DE MARCO – OPERE DI PROFONDA INTROSPEZIONE PSICOLOGICA PER IMPRIMERE NEI TRATTI DEL VOLTO E NEI LINEAMENTI DEL CORPO I MOTI DELLO SPIRITO E I RIFLESSI DELLA COSCIENZA.

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LE ICONE LAICHE DI BRUNO DE MARCO – OPERE DI PROFONDA INTROSPEZIONE PSICOLOGICA PER IMPRIMERE NEI TRATTI DEL VOLTO E NEI LINEAMENTI DEL CORPO I MOTI DELLO SPIRITO E I RIFLESSI DELLA COSCIENZA.


Bruno De Marco nasce a Vercelli ove tuttora vive e lavora. Dopo gli studi superiori frequenta l’Istituto di Belle Arti e consegue il diploma nel corso di pittura e decorazione sotto la guida del Maestro Renzo Roncarolo, e quello di modellato e scultura tenuto dal Maestro Francesco Vogliazzi. Intensa negli anni a seguire la sua attività espositiva che continua a riscuotere l’apprezzamento del pubblico e l’attenzione della critica più qualificata gratificato dai numerosi premi e riconoscimenti. Attualmente è docente del Corso di Pittura presso l’Università della terza età di Novara. “Per me – afferma De Marco – i quadri sono porte che apro (per quanto mi riesce) su un altro mondo molto vicino e insieme molto distante; un mondo che si contrappone a quello reale”. Artista sensibile ed elegante Bruno De Marco riesce a trasfigurare ogni genere di esperienza mediante una realizzazione pittorica pulita e accurata e grazie ad uno studio approfondito dei rapporti che intercorrono tra forme, idee, luoghi e colori con un linguaggio personale in cui si compendiano l’astratto e il figurativo, il descrittivo e il simbolico, con il risultato di avvolgere l’osservatore in una atmosfera sognante ed evocativa. In questa particolare fase della sua ricerca artistica, grazie alla sintesi espressiva dei soggetti, all’essenzialità delle campiture di colore, alla semplificazione delle forme espressive e all’uso di tonalità mai aggressive e sfacciate, l’artista si accosta alla vita, e soprattutto all’uomo, per coglierne il senso, alla ricerca dell’essenza di verità che si cela dietro gli eventi, i comportamenti, le nevrosi che al giorno d’oggi sembrano rivelare lo smarrimento del genere umano. Per De Marco i volti diventano allora protagonisti, per il taglio ingenuo, per la piattezza priva di profondità delle figure, per il raffinato gioco di citazioni formali e di rielaborazioni estetiche che ne accentuano il senso di mistero, fino a suscitare a volte un malcelato senso di inquietudine. In questo modo i paradigmi della pratica pittorica - superficie, supporto, colore, segno - interagiscono armoniosamente tra loro intensificando il fluire di sentimenti e pulsioni contrastanti per giungere infine a decifrare l’interiorità dell'individuo, trasformando le opere in vere e proprie icone laiche che non sottendono un concetto teologico ma assurgono al ruolo di simboli di un codice universale. Con la leggerezza e la delicatezza del disegno l'Artista focalizza l’attenzione sui volti, colti nell’immediatezza di uno sguardo, nella spontaneità di un’espressione, per delineare figure dotate di una forte caratterizzazione individuale. Le espressioni del viso, i dettagli dell’abbigliamento, corrispondono a determinate condizioni emotive, il colore è protagonista, non modulato dal chiaroscuro, steso in campiture piatte, nelle declinazioni delle tinte pastello. La scena, nell’insieme, evoca un palcoscenico sul quale si svolge una rappresentazione fittizia in cui la realtà si mischia alla finzione e i confini dell’una si confondono con quelli dell’altra. L’opera complessiva nasce dall’aggregazione di tante piccole macchie frammentate di colore: la luminosità deriva dall’accostamento dei complementari e dall’uso dei colori primari. Le figure sono semplificate, statiche e anche quando viene rappresentato un movimento. È affidato al sapiente gioco di cesure cromatiche farle emergere, quasi per magia, dallo sfondo. Gli occhi sono grandi, fissi, malinconici; il naso è allungato, le labbra sottili. Una rilettura grafica e decorativa delle immagini, stilizzate secondo un procedimento che raggiunge effetti di grande efficacia descrittiva ed evocativa. Formule, simboli e significati che l’artista utilizza come strumento privilegiato per catturare sia l’aspetto esteriore che l’essenza più intima del soggetto. Anche la scelta di utilizzare come supporto per le opere moduli di misura standard in policarbonato – leggerissimo e praticamente eterno – riconduce alla volontà dell’Artista di schematizzare e ritmare il corso della narrazione pittorica per fissare nel tempo e nello spazio attimi irripetibili. In sintesi, ciò che colpisce nelle opere di Bruno De Marco, è la ricerca continua dell’armonia, della purezza della forma, della semplicità del linguaggio, ponendo al centro della sua attenzione l’uomo con il suo carico di inquietudine e di contraddizioni: elementi che ispirano il percorso creativo dell’artista e sapientemente amalgamati imprimono alle immagini un'eccezionale forza rappresentativa. Un mondo nuovo e diverso nasce dai suoi quadri, un mondo che non conosce la banalità del quotidiano. M.C. - Agosto 2019

Bruno De Marco | Vercelli | Arte | Pittura | Icone Laiche | Volti |



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