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FINALMENTE UNA NEWSLETTER DAVVERO IRRIVERENTE !

scritto da: Franco Bandelli | segnala un abuso

FINALMENTE UNA NEWSLETTER DAVVERO IRRIVERENTE !

Riflessioni sulle strategie di investimento di chi non ha paura delle parole !!


Newsletter 1° Quadrimestre

Cari Amici e Sottoscrittori della Newsletter di Finanza Irriverente,

Innanzitutto, un ringraziamento a chi segue il mio blog e legge quanto scrivo ogni settimana.

Questa è la seconda newsletter che scrivo e cade non a caso alla fine del primo quadrimestre. Come vedete sono molto attento a non inondare le vostre caselle di fuffa, altrimenti corro il rischio di essere più appiccicoso di un chewing gum sotto il tacco di una scarpa.

Come già sapete, da qualche settimana mi faccio aiutare nelle analisi dei mercati dal Mago Do Nascimento, nota star televisiva caduta in disgrazia qualche anno fa che ora cerca riscatto facendo l’analista finanziario per mio conto. In altre parole, se scrivo cazzate, quelle me le ha dette lui, mentre le cose giuste sono farina del mio sacco.

Prima di inoltrarmi in ragionamenti più estesi, ecco qualche considerazione sui portafogli oggetto del mio studio e che ho ironicamente denominato “Zio Peppino”, “Zia Maria” e “Minguccio”. Siamo alla fine di Aprile e durante questi mesi i miei portafogli si sono comportati bene. Sono tutti in territorio positivo e la performance annualizzata potrebbe attestarsi sul + 10% valutando i dati sino ad oggi in chiave prospettica.

Ma non sono soddisfatto per nulla: chi mi conosce personalmente sa bene quanto so essere severo con me stesso. Questi portafogli sono positivi perché non poteva essere altrimenti; le borse sono tutte cresciute sin dall’inizio dell’anno, perciò, essendo questi portafogli long di azioni, hanno ben performato. Voglio dire che comunque sino ad ora NON SI È VISTO alcun valore aggiunto rispetto al mercato. Questi portafogli, se saranno in grado di generare Alpha (valore aggiunto rispetto al benchmark di riferimento) lo faranno quando le borse scenderanno, non ora quando performano bene.

Passiamo ad altro.

Siamo alle porte di Maggio. Mai sentito parlare del “Sell in May and go away ‘”? Si tratta di un detto – confortato da evidenze statistiche – molto in voga tra gli investitori soprattutto americani che invita a Maggio a lasciare l’azionario e dirigere le proprie risorse sul cash o l’obbligazionario. Secondo questa teoria – la monitoro da tanti anni e ve la confermo a titolo personale – supportata da una estesa letteratura, i guadagni in borsa si fanno nel semestre che inizia il 1 Novembre e termina il 30 Aprile mentre in quello successivo – dal 1 Maggio sino al 31 Ottobre – le borse “mediamente” scendono o sotto performano.

Di conseguenza, in una ottica prudenziale, ha senso vendere tutto a fine Aprile e parcheggiare i soldi in conto corrente o su Btp a brevissimo termine.

Chi decide di sposare questo approccio sappia che:

1 – questa anomalia statistica ha un suo fondamento ma non significa che ciò si verifica tutti gli anni, proprio come il sangue di San Gennaro non si liquefa in tutte le stagioni.

2 – Nel momento in cui scrivo il mercato è tuttora in trend rialzista, seppur questo mostra evidenti segni di debolezza. Significa che chi esce ora dall’azionario evita di incassare perdite nei prossimi mesi oppure si priva di nuovi potenziali guadagni. Personalmente preferisco la saggezza del “pochi, maledetti e subito” oppure il sempre attuale “vendi e pentiti !” ..quindi penso che mi andrò ad alleggerire avendo già fatto sufficienti scorpacciate di denaro sino ad ora.

3 – Vi è una terza via da seguire che anch’essa ha una sua ragione d’essere. Si tratta – per chi vuol tenere i piedi in due scarpe – di aprire posizioni NON RIALZISTE sino ad Ottobre. Significa che si lascia aperta la porta alla possibilità di conseguire altri guadagni sull’azionario pur abbracciando la teoria appena descritta che indica di uscire. E come si fa? Per esempio, acquistando Certificates con bonus cap con barriera profonda ed europea oppure, per chi disponesse di un conto derivati, aprendo dei Vertical Spread a credito, sul lato call, con strike Out of the Money e scadenza fine anno.

Solo in questo ultimo caso e in via eccezionale vi do il permesso di contattare il vostro Consulente o Promotore Finanziario di fiducia – se ne avete uno e a patto che non sia un coglione – per aiutarvi a gestire le vostre risorse in questo modo, altrimenti lasciate perdere che è meglio.

Dopo aver eventualmente riallocato i vostri asset scendendo dal cavallo dell’azionario, dovrete affrontare la questione del riposizionamento delle vostre sostanze. Tipicamente chi esce dalle azioni entra nelle obbligazioni. In realtà esistono molte altre alternative da cercare nelle valute o nelle commodities ma ciò presuppone avere delle conoscenze che generalmente gli italiani non hanno in quanto preferiscono affidarsi ai consigli del barbiere che li ha avuti di straforo dall’amico il cui cugino lavora in banca, cugino la cui mansione è quella di eseguire delle accurate pulizie nei bagni della filiale in cui opera.

Alla luce delle considerazioni appena fatte evito di introdurre argomenti troppo tecnici sulle valute e sulle commodities e ritorniamo all’obbligazionario.

Il tema non è banale in quanto in un mondo di bassa inflazione, tassi di interesse ancora compressi dalle politiche delle banche centrali, spread btp-bund ai minimi, investire nel mercato del debito diventa un grosso problema per via dei rendimenti ridicoli o negativi e comunque uccisi dalle commissioni bancarie. L’unico modo per uscire dalla “trappola della liquidità” – in gergo questo è il nome dato a questo fastidioso fenomeno – comporta aumentare la dose di rischio a fronte degli auspicati maggiori rendimenti.

Ad esempio.

1 – Acquistare azioni ad alti e costanti dividendi a condizione di diventare cassettisti, ossia conservare le azioni ad oltranza per anni e reinvestire i dividendi nella stessa azione. Si possono trovare buone possibilità a Piazza affari tra le “utilities” azioni poco volatili e con un dividendo maggiore del 4% quali Enel, Snam Rete Gas e simili.

2 – Orientarsi sui mercati emergenti con qualche buon Etf con distribuzione periodica a cambio aperto o hedgiato per evitare di esporsi troppo alle perdite  (o ai guadagni !) sulle oscillazioni dei cambi.

3 – Selezionare qualche buona obbligazione “corporate” senza comunque scendere troppo di grado e comunque non oltre la “BBB”.

A mio avviso vanno evitati i Btp a lunga scadenza quali ad esempio il 2.8-BTP-01MZ67 – chiamato Matusalemme dagli amici – che scade del 2067 e rende oggi il 1.7% netto. E’ vero che rende più del Btp decennale ma roba del genere può solo crollare al primo rialzo dei tassi e portarla a scadenza per godersi i rendimenti significa non avere neppure il permesso di morire ed io non voglio certo chiederlo a un Btp.

Le alternative per creare un bel Btp “fatto in casa” a bassa volatilità e che rende molto, ci sono. Ecco un paio di idee da portare avanti solo con un Consulente o Promotore con i contro coglioni, altrimenti anche in questo caso senza dubbio è meglio lasciar perdere. Le righe che seguono sono per i tecnici della materia non per i risparmiatori.

1 – Dopo una attenta selezione basata su criteri di analisi tecnica e/o fondamentale, comprare azioni del Ftsemib40 con buoni dividendi con l’obiettivo di estrarre l’alpha e shortare per pari importo contemporaneamente un Etf o un future sull’indice. Abbiamo ottenuto una splendida strategia long-short che – se ben fatta – in qualsiasi condizione di mercato (negativa o positiva) restituisce i dividendi delle azioni e il maggior valore rispetto all’indice.

2 – Aprire un conto derivati e costruire un Condor ed eventualmente difendere la rottura delle ali, se ciò accade, con future sull’indice o acquisto di call o put.

Mi ripeto, si tratta di avere gli attributi, in questo caso non da parte del risparmiatore ma da parte del Consulente. Oltre a questi, sono necessari competenza e dedizione di tempo e attenzione verso il cliente in quanto con le strategie appena illustrate ci si gioca davvero la reputazione. Pochissimi Consulenti possono e vogliono farlo…ed io lo capisco bene. E’ molto più facile e redditizio piazzare qualche fondo della banca per cui si lavora col 3% di commissioni di entrata e di uscita oppure qualche polizza fintamente “impignorabile” intestata all’amante per fregare la moglie.

Spero di essere stato abbastanza irriverente e di avere offerto qualche riflessione utile a voi e mi scuso con le Signore che mi leggono per via di un paio di parole volgari che mi sono scappate dalla tastiera.

Vi do appuntamento ogni Domenica per il consueto commento settimanale ai mercati e l’aggiornamento delle strategie oggetto di studio sulla front page del sito.

Un cordiale saluto

Franco Bandelli


Fonte notizia: https://finanzairriverente.com/newsletter/


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