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Riparte in presenza il laboratorio di audiovisivi dell' Università Orientale di Napoli

scritto da: Valentina.soria | segnala un abuso

Riparte in presenza il laboratorio di audiovisivi dell' Università Orientale di Napoli



Da qualche anno a questa parte appuntamento fisso nel calendario accademico della Facoltà di Scienze Politiche  dell’Università “L’Orientale” di Napoli, ritorna il 9 marzo prossimo, e ogni mercoledì, dalle ore 16.30 alle ore 18.30, fino al 1° giugno, il Laboratorio di Produzione audiovisive, cinematografiche e teatrali ideato e diretto dal Prof. Francesco Giordano. E dopo gli ultimi due anni in didattica a distanza, in cui comunque il Prof. Giordano ha saputo cogliere nel limite della lontananza fisica un’opportunità per sperimentare nuove metodologie didattiche così come la leopardiana siepe “che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il sguardo esclude” dischiudeva al Genio di Recanati “interminati spazi”, finalmente il Laboratorio ritorna in presenza nella sua sede naturale, un’aula dell’Ateneo fondato da Matteo  Ripa, in  un formato idrido a turnazione, con studenti in aula o in collegamento da remoto. Dalla casa del Prof. Giordano, riconvertita in aula laboratoriale, alla “casa” del Laboratorio, si chiude dunque un ideale cerchio  nell’auspicio che tanto  bramato ritorno a “casa” del Laboratorio di Produzioni audiovisive possa fare da simbolico “apripista” a quello dei cittadini ucraini in fuga dalla loro Patria, messa a ferro e fuoco dalle forze armate russe dopo la sconsiderata  e scellerata decisione dello zar Vladimir Vladimirovic Putin di scatenare il primo conflitto sul suolo europeo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Anche alla luce degli attuali tempestosi tempi assume un significato che esula da quello eminentemente artistico, oltre a ribadire la vocazione di un  Laboratorio che è sempre connesso con la realtà, anche quella più cruda, l’incontro, promosso dal  coordinamento del “Festival del Cinema dei Diritti Umani”,  con Veysi Altay, fotografo e regista curdo perseguitato dal regime di Erdogan, l’uomo forte che schiaccia sotto il proprio  tallone di ferro la Turchia, dove Altay vive, per la sua filmografia che cerca di accendere un faro sulle discriminazioni e gli abusi di cui il suo popolo, sparpagliato tra quattro Stati (Iraq, Turchia, Siria, Iran) dando così sostanza alla più drammatica diaspora dei nostri giorni, è vittima: nell’occasione verrà proiettato la sua ultima fatica, il film “Nujin, La nuova vita", un capolavoro di umanità che gli è costato una condanna per terrorismo. Per il resto, nutrito e di assoluto spessore, come ormai da tradizione del Laboratorio, il parterre degli ospiti, tutti professionisti del comparto audiovisivo  che danno lustro alla Campania e all’Italia, che animeranno i seminari, le masterclass, i workshop, i reading e i meeting, con successivi dibattiti moderati dai giornalisti Valentina Soria e Renato Aiello, in cui si articola il programma delle attività laboratoriali: gli habitué Demetrio Salvi, docente, sceneggiatore e regista,  Giuliana Del Pozzo,  esperta di scrittura creativa e docente di lettere, Vanessa Lepre, sceneggiatrice e regista, Giuseppe Borrone, critico e storico del cinema  nonché autore del “Dizionario del Nuovo Cinema Napoletano”, Maurizio Gemma, Direttore della Film Commission della Regione Campania, e Maurizio Giordano, regista cinematografico di cui verrà proiettato il suo ultimo lavoro, il docufilm “Mathema” dedicato alla galassia remota dei CPIA, i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, a conferma della attenzione alle tematiche sociali del Prof. Giordano; ai quali si aggiungonno le gradite e prestigiose new entry  Fabio Massa, regista, attore, sceneggiatore, montatore e produttore,  Luca Lardieri,  produttore, distributore, regista e docente, e Pietro Pizzimento, Direttore artistico di Festival cinematografici. Insomma, un mix perfetto di studiosi e professionisti che “fanno cinema” che conferma la mission del Laboratorio: coniugare teoria e pratica per offrire agli studenti un approccio concreto al mondo dell’audiovisivo quasi facendo loro “respirare” l’atmosfera di un vero set; del resto, non bastano l’amore e frequentare le sale cinematografiche per comprendere appieno il funzionamento della macchina produttiva del comparto dell’audiovisivo ma occorre, come ne è pienamente consapevole il Prof. Francesco Giordano,  mettere piede, anche virtualmente, in un set per rendersi conto dell’estrema complessità della moderna “fabbrica dei sogni”.

Università | cultura | formazione | laboratorio | Francesco Giordano |



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