Home > Musica > MilleVoci senza Dino? Impossibile!

MilleVoci senza Dino? Impossibile!

scritto da: Giangius | segnala un abuso

MilleVoci senza Dino? Impossibile!

Dino, all'anagrafe è Eugenio Zambelli, dotato di una buona intonazione, partecipava ai primi concorsi quando era ancora bambino. Si trovava spesso a gareggiare con una sua coetanea, Gigliola Cinquetti. La incontrò nel 1959 ad uno spettacolo di operetta per ragazzi. Due anni dopo, il primo Pinocchietto d'oro con il celebre successo di Mina Le mille bolle blu. Proprio durante una di queste esibizioni nel dicembre 1961 viene notato da Ennio Ottofaro, che gli propone di entrare come voce solista nel gruppo musicale de "Kings".


Dotato di una buona intonazione, ancor bambino partecipò ai primi concorsi e spesso si ritrova a gareggiare con una certa  Gigliola Cinquetti, che incontrò per la prima volta nel 1959 durante uno spettacolo di operetta per ragazzi che, due anni dopo, superò arrivando primo al Pinocchietto d'oro col celebre successo di Mina Le mille bolle blu.

Proprio durante una di queste esibizioni nel dicembre 1961 venne notato da Ennio Ottofaro, che gli propone di entrare come voce solista nel gruppo dei Kings.

Nel 1963 i Kings parteciparono alla seconda edizione del Festival degli sconosciuti di Ariccia classificandosi al primo posto.

Teddy Reno rimase colpito dalla voce del cantante, e propose ad Eugenio un contratto con l'ARC col nome d'arte "Dino" che era già il diminutivo adottato in famiglia. I Kings furono scritturati come gruppo d'accompagnamento del cantante.

Il primo 45 giri di Dino, Eravamo amici/Così come sei, venne pubblicato nella primavera del 1964: la canzone sul lato A fu iscritta all'edizione del Cantagiro (quello di una volta che non c'è più), ed  il cantante arrivò primo in alcune tappe, diventando presto un idolo per le ragazzine (anche per il suo bell'aspetto). Ottenne un buon successo di vendita (superiore a quello della canzone vincitrice, La voglia dell'estate di Paolo Mosca).

Venne chiamato come ospite in molte trasmissioni televisive, tra cui La fiera dei sogni, presentata da Mike Bongiorno, e il successo del disco viene superato dal secondo, contenente sul lato A una canzone scritta per lui da Sergio Endrigo e Sergio BardottiTe lo leggo negli occhi, che diventa uno dei brani più noti degli anni '60 (e in seguito verrà reincisa anche da Giorgio Gaber e Franco Battiato), e sul retro una cover di I should have known better dei Beatles, tradotta da Don Backy come Cerca di capire.

Con il terzo disco, Il ballo della bussola, fu rottura con i Kings: la casa discografica scelse infatti l'arrangiamento del maestro Ennio Morricone e non quello, decisamente più rock del gruppo. Dino, posto davanti alla scelta si adeguò, mentre i Kings  rifiutarono di accompagnarlo al Cantagiro abbandonando l'ARC. Furono sostituiti da un altro gruppo veronese, i Misfits, poi Rollicks.

In ogni caso Il ballo della bussola partecipò nuovamente al Cantagiro, questa volta tra i Big, ottenendo molto successo (sul lato B vi è Ma c'è un momento del giorno, cover di You've lost that lovin' feelin' dei Righteous Brothers); pubblicò poi il suo primo album, Dino, e partecipò a vari musicarelli: Fu protagonista ne Le sedicenni di Luigi Petrini e in Altissima pressione di Enzo Trapani (con Gianni MorandiFrançoise HardyLucio DallaNino Taranto e Agnes Spaak), lanciando rispettivamente Sai, sai, sai (arrangiata da Bruno Canfora) e Il ragazzo di ghiaccio (su musica ancora di Morricone). Queste due canzoni diedero vita al suo quarto singolo.

Il primo contatto con il cinema avvenne con la proposta del regista Luchino Visconti per un ruolo nel film Vaghe stelle dell'Orsa, poi affidato a Jean Sorel poiché il sedicenne Dino rifiutò per dedicarsi interamente alla carriera di cantante.

Il successo continuò negli anni successivi, con una nuova partecipazione al Cantagiro nel 1966 con Chi più di me (scritto da Paul Anka, con sul retro Comincia l'amore, di Lucio Dalla), a Scala reale dello stesso anno con Piccola mia piccola, e nel 1967 con l'incisione in italiano di una canzone di Stevie WonderA place in the sun, che diventò Il sole è di tutti e che viene cantata anche dallo stesso cantante statunitense.

Nel 1968 partecipò al Festival di Sanremo con Gli occhi miei, che fu poi ripresa anche da Tom Jones e diventando un suo cavallo di battaglia con il titolo di Help Yourself. Pubblicò poi una cover in italiano di The Sound of Silence di Simon and Garfunkel, intitolata La tua immagine.

Segue Simone Simonette, partecipante ad Un disco per l'estate 1969.

Il secondo album, Dino, e il singolo pubblicato nello stesso periodo, Bye bye city, non ottennero successo (nonostante questa sia una buona canzone di Pierre Groscolas, e sul retro vi sia la bella cover di The windmills of your mind di Michel Legrand, tratta dalla colonna sonora di Il caso Thomas Crown, film del 1968 di Norman Jewison).

Dopo una pausa forzata dovuta al servizio militare, con il cambio di casa discografica e il passaggio alla RCA Italiana non ottenne risultati di rilievo, nonostante la partecipazione a Un disco per l'estate 1971 con Notte calda.

Passò poi alla Ariston Records e partecipò ad Un disco per l'estate 1973 con scarsi risultati, nonostante la canzone Parla chiaro Teresa, scritta da Luciano Rossi, sia discreta: decise quindi di abbandonare l'attività musicale e si trasferì a Torino.

Tornò quindi sulle scene sull'onda del revival degli anni '60. Era ancora in attività, si esibiva e incise anche alcuni cd con materiale inedito.

Dal 2010 è ospite fisso nel programma musicale televisivo MilleVoci di Gianni Turco, visibile in tutta Europa sulla piattaforma Sky e sul digitale terrestre in Italia. Oltre che ad esibirsi con brani di suoi successi del passato, Dino presenta, in questo programma, anche canzoni inedite.

Dal 16 novembre 2011 è stato impegnato nella commedia musicale Noi che... Gli anni migliori di Carlo Conti al Teatro Salone Margherita (Roma). Nel 2019 incide per l'etichetta Lavocedelledonne il brano "Angela" di Luigi Tenco incluso nella compilation "Il regno di Luigi"


Fonte notizia: http://www.millevoci.it


dino | te lo leggo negli occhi | festival | millevoci | gi ochi miei | castrocaro |



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

MilleVoci, in preparazione la nuova edizione 2017.


Ci siamo! MilleVoci al nastro di partenza.


MilleVoci, presto in onda.


MilleVoci 2021, in preparazione la 17.ma edizione.


Arteam Cup 2020


MileVoci, sempre in alto!


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Tra "revival", tradizione e modernità: la 17ª edizione di "Millevoci", il fortunato "format" tv di Gianni Turco visibile in tutta Europa

Tra
Quale altra trasmissione televisiva potrebbe oggi riuscire nell'impresa di riunire in sé contemporaneamente (nell'alveo di un congruo numero di puntate destinate ad essere trasmesse, con cadenza settimanale, per una durata di cinque mesi consecutivi) protagonisti di spicco - solisti o gruppi - della musica italiana negli anni '60/'70 (da Don Backy a "I Cugini di Campagna", dai "Santo California" a "Il Giardino dei Semplici", da Michele a "I Romans"), un grande autore come Franco Fasano, gli eredi musicali di Little Tony ed artisti forse un po' meno noti - di qualsiasi generazione - desiderosi di una maggiore visibilità? Giunto quest'anno alla sua 17ma edizione - grazie alla tenacia e determinazione del suo ideatore, produttore e regista Gianni Turco - il "format" artistico "MilleVoci" (il più famoso e popolare tra i programmi a contenuto musicale trasmessi in Italia sulle frequenze di emittenti televisive private) è in onda dal 21 novembre - ogni Domenica a partire dalle ore 21.30 - sul Canale nazionale "Bom Chan (continua)

MilleVoci 2021 è allo start!

MilleVoci 2021 è allo start!
Ci siamo, tutto è pronto all'avvio della diciassettesima edizione del programma musicale più famoso d'Italia (e non solo) trasmesso dalle emittenti tv private. E' tutto pronto. Qualche ritoccatina quà e là alle scalette degli artisti ed a qualche loro conferma alla partecipazione (il Covid colpisce ancora) e le puntate di "MilleVoci" edizione2021, 15 da un'ora, saranno servite su di un piatto d'argento al publico televisivo Italiano e quello che segue il formmat da altri Paesi del mondo, grazie alle tante emiìtteti televisive regionali, nazionali, della (continua)

MilleVoci si registrerà ad ottobre.

MilleVoci si registrerà ad ottobre.
Il programma MilleVoci, nato nel 2005 è considerato il format ideale per promozioni musicali, ambito da personaggi noti del panorama canoro italiano e d’oltre oceano ma anche da artisti emergenti in cerca di visibilità. Incontriamo l’ideatore, produttore e direttore artistico del programma: Gianni Turco.D: “Cosa c’è dietro un programma musicale di successo?”R: “MilleVoci è un programma unico nel suo genere, una kermesse musicale che va avanti da ben 16 edizioni. In scena troviamo artisti affermati, vip, assieme a cantanti e gruppi emergenti che hanno la possibilità di farsi conoscere. Negli (continua)

Gianni Nazzaro, breve biografia.

Gianni Nazzaro, breve biografia.
Erminio Nazzaro, napoletano doc, artista del varietà, rumorista di successo, era il padre di Gianni Nazzaro, secondo di quattro figli, due sorelle ed un fratello: Esmeralda, Maurizio ed Anna Maria. Maurizio, cantautore di successo, passò purtroppo a miglior vita a giugno del 2020 per un male simile, aveva 60 anni. A Gianni piacevano tanto le sue canzoni, tanto da interpretarne alcune nel programma MilleVoci. Anna Maria Nazzaro è tutt’ora impegnata nel campo musicale come insegnante di canto. GLI INIZIIl debutto artistico di Gianni Nazzaro avvenne nel 1965 quando aveva scelto come pseudonimo "Buddy". Imitava con successo le voci di cantanti che allora erano già in voga come Bobby Solo, Adriano Celentano, Gianni Morandi e altri, in alcune incisioni per la casa discografica "KappaO" di Napoli.Nel 1967 partecipò ai Festival di quella città con il brano “Sulo pé mmé e pé tte”, non acc (continua)

Gianni Nazzaro, l'addio ad un vero artista.

Gianni Nazzaro, l'addio ad un vero artista.
Un artista a tutto tondo. Cantante, attore, intrattenitore. Il pregio personale: non raccomandato. Molti lo hanno dimenticato, Rai in testa, quella che dovrebbe essere un servizio pubblico ed invece, a quanto si assiste ogni giorno, è sempre pù un servizio privato in mano a pochi... e paghiamo noi. Il mondo dello spettacolo lo aveva emarginato ma non noi amici che in qualche modo la televisione la facciamo ugualmente. Lui non era un lecchino. A Gianni non interessava la politica, non si prostr (continua)