In Tanzania, nascosto tra vulcani e savane, c’è un lago che sembra uscito da una leggenda: il Lago Natron. Le sue acque rosse e salmastre non ospitano pesci, ma trasformano in “pietra” gli animali che vi si avvicinano troppo. Non è magia, ma chimica estrema, e questo luogo è uno dei più bizzarri del pianeta.
Il Lago Natron è uno specchio d’acqua alcalino, con un pH che può superare 10,5, simile a quello dell’ammoniaca. La sua alta concentrazione di carbonato di sodio e minerali, alimentata da sorgenti vulcaniche vicine, crea un ambiente letale per molti esseri viventi. Quando uccelli o piccoli mammiferi, come fenicotteri, muoiono nelle sue acque, i minerali incrostano i loro corpi, dando l’illusione che si trasformino in statue. Nel 2013, il fotografo Nick Brandt pubblicò immagini di questi animali “pietrificati”, che fecero il giro del mondo, come riportato da National Geographic. Ma non è Medusa: il processo, chiamato calcificazione, è simile a quello che mummifica i corpi in ambienti salati.
Nonostante l’aspetto infernale, il lago è vitale per alcune specie. Milioni di fenicotteri minori lo usano come sito di nidificazione, perché l’acqua tossica tiene lontani i predatori. Secondo uno studio del 2017 su African Journal of Ecology, il Natron è uno dei pochi luoghi al mondo dove questi uccelli si riproducono in massa. La temperatura dell’acqua, che può raggiungere i 60°C, e il colore rosso, dovuto a batteri che prosperano in condizioni estreme, completano il quadro di un luogo alieno.
Visitare il Lago Natron non è una passeggiata: è remoto, e le guide locali sono essenziali. Ma chi lo vede resta a bocca aperta: un lago che sembra dipinto, letale ma pieno di vita. È la prova che la natura sa essere tanto crudele quanto spettacolare.



