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NAPOLI 1465: LA VENDETTA DEL CONDOTTIERO

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NAPOLI 1465: LA VENDETTA DEL CONDOTTIERO
Napoli 1465:
la vendetta del condottiero
 
 
Un odio insanabile tra due famiglie di condottieri; una feroce corsa al potere nell’Italia del secondo Quattrocento; una congiura ordita per eliminare un personaggio scomodo, una minaccia a un intero sistema politico.
 
Un complotto del Rinascimento italiano è infatti il tema dello spettacolo Napoli 1465: la vendetta del condottiero, in programma sabato sera 31 agosto 2019 a Pizzighettone: cittadina lombarda situata sulle rive del fiume Adda, nel territorio della Bassa padana compreso fra Bergamo, Brescia, Crema, Cremona, Fidenza, Lodi, Milano, Parma, Pavia e Piacenza.
 
Per l’evento è stata scelta la formula della narrazione storica con visita guidata: un racconto brioso e coinvolgente, ispirato al teatro di narrazione e articolato lungo un percorso a tappe attraverso le sale delle antiche mura del borgo riverasco, illuminate con torce e fiaccole.
 
Servendosi di questo suggestivo scenario lo spettacolo Napoli 1465: la vendetta del condottiero rievoca le vicende che negli Anni Sessanta del XV secolo coinvolsero diversi antichi stati italiani: il Ducato di Milano, il Ducato di Modena e Reggio, il Marchesato di Mantova, il Regno di Napoli, la Repubblica Fiorentina, quelle di Genova e di Venezia, gli Stati della Chiesa.
 
Il contesto in cui si sviluppa la trama della congiura è l’Italia della seconda metà del XV secolo, retta da un complesso equilibrio politico conseguito grazie alla Pace di Lodi e alla Lega Italica (1454).
 
Fautore e regista di questo sistema è stato il duca di Milano, Francesco Sforza Visconti (1401-1466). Figlio illegittimo di un condottiero romagnolo ed egli stesso capitano di ventura, nel corso degli anni Francesco ha costruito una fitta rete di rapporti politici e militari con cui ha potuto diventare signore di Milano (1450) e di Genova (1464).
 
Al potere degli sforzeschi si oppongono i bracceschi, capeggiati da una dinastia umbra di condottieri: i Piccinino. Le due stirpi sono separate da una rivalità insanabile, che si trascina fin dall’inizio del Quattrocento.
 
Nonostante i livori, i due clans hanno spesso militato sotto le stesse bandiere. In particolare, quelle del Ducato di Milano di Filippo Maria Visconti. Per questo sovrano i Piccinino hanno prestato servizio in modo stabile fra gli Anni Venti e Quaranta del XV secolo; invece, Francesco è diventato il genero del duca, sposandone la figlia Bianca Maria (1441).
 
Negli Anni Sessanta del Quattrocento il capo dei bracceschi Jacopo Piccinino (1423-1465) è uno dei principali oppositori di Francesco Sforza Visconti e dei suoi alleati.
 
Un pericolo che il duca non può sottovalutare: oltre all’odio ereditario contro gli Sforza, il condottiero umbro porta con sé molti seguaci, ma non ha uno stato proprio; Francesco, invece, deve difendere il proprio dominio e anche preservare l’equilibrio politico che ha costruito.
 
Jacopo deve essere eliminato: in questo proposito Francesco trova l’appoggio del re di Napoli Ferdinando I d’Aragona (1424-1494), contro cui Jacopo conduce una campagna militare terminata in una disastrosa sconfitta per il capitano braccesco (1462).
 
Costretto dalle circostanze, Jacopo cerca di pacificarsi con il duca milanese, anche sfruttando il fatto di essere fidanzato sin dal 1449 con una figlia del sovrano, Drusiana (1437-1474). Il sovrano accetta di buon grado la conciliazione: per suggellarla, concede la mano di Drusiana al condottiero braccesco (1464).
 
Ma le intenzioni di Francesco Sforza sono altre. Affidandosi al suo più abile consigliere, Cicco Simonetta (1410-1480), il duca ordisce una congiura in combutta con re Ferdinando. Proponendosi come paciere fra questi e Jacopo, Francesco convince il genero delle buone intenzioni del sovrano aragonese e lo spinge a recarsi a Napoli (primavera 1465).
 
Nel capoluogo partenopeo Jacopo è ben accolto da Ferdinando. Il meccanismo della cospirazione è così accurato che il capo dei bracceschi non si accorge di nulla.
 
Fino al 24 giugno, quando il capitano umbro è improvvisamente arrestato e rinchiuso nel Castelnuovo. Re Ferdinando fa diffondere la falsa notizia del decesso del condottiero causata da una caduta accidentale. Jacopo, invece, muore il 12 luglio successivo tra le mura della fortezza napoletana: forse, a seguito di torture.
 
Dopo due settimane Drusiana partorisce il figlio del defunto marito, Giacomo (1465-?). Pur protetto dalla duchessa Bianca Maria, lo sfortunato bambino non è benvoluto alla corte milanese: simbolo vivente della feroce ostilità tra Sforza e Piccinino.
 
Narratore di queste vicende è Davide Tansini, che ha anche ideato l’evento.
 
Porta Cremona, il Rivellino, la cerchia muraria, le Casematte, la Torre del Guado: il rievocativo percorso dello spettacolo non è soltanto lo sfondo per il racconto della congiura, ma anche lo scenario in cui si svolse la vita di innumerevoli persone che fecero la storia (soldati, contadini, castellani, mercanti, spie).
 
L’evento proposto da Davide non si esaurisce alla cronistoria e alla biografia: include arte, cucina, cultura, curiosità, economia, politica, società, territorio. Inoltre, la conduzione dello storico ha uno stile coinvolgente, vivace e ironico.
 
 
Lo spettacolo di narrazione storica con percorso guidato Napoli 1465: la vendetta del condottiero si svolge sabato 31 agosto 2019 a Pizzighettone (Cremona, Lombardia) presso la cerchia muraria (Piazza d’Armi). L’inizio è alle ore 21:30. Il ritrovo e la partenza sono presso l’Ufficio Informazioni del «Gruppo Volontari Mura» (Piazza d’Armi – lato mura). Il contributo richiesto per la partecipazione allo spettacolo è di 5 (riscosso dal «Gruppo Volontari Mura»). Non è richiesta la prenotazione. L’evento si tiene anche in caso di maltempo (il percorso si svolge in parte entro ambienti coperti). L’itinerario non è consigliabile per persone con disabilità motorie. L’evento non è una rievocazione storica con personaggi in costume e/o animali.
 
 
La manifestazione Napoli 1465: la vendetta del condottiero è ideata e condotta da Davide Tansini ed è organizzata dal «Gruppo Volontari Mura» di Pizzighettone. Lo spettacolo fa parte della serie itinerante «Racconti d’estate 2019». L’evento non ha scopo di lucro: i contributi raccolti dal «Gruppo Volontari Mura» in occasione dello spettacolo saranno devoluti esclusivamente al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di Pizzighettone. La paternità creativa dell’evento appartiene a Davide Tansini, che detiene ogni diritto su Napoli 1465: la vendetta del condottiero. La spiegazione fornita al pubblico durante lo spettacolo riguarda esclusivamente le ricerche condotte da Davide Tansini stesso in ambito storico ed è presentata sotto forma di narrazione a tema. Per la preparazione e la conduzione dell’evento Davide Tansini opera gratuitamente in qualità di collaboratore esterno volontario del «Gruppo Volontari Mura». La data, l’orario e il luogo indicati possono subire variazioni e/o cancellazioni senza necessità né responsabilità di preavviso da parte del «Gruppo Volontari Mura» e/o di Davide Tansini. Per informazioni: telefono 349 2203693; Facebook www.facebook.com/napoli1465; email eventi @ tansini.it; Web www.tansini.it/it/napoli-1465-la-vendetta-del-condottiero.html.

 

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