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Diabete e test di screening prenatale

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Diabete e test di screening prenatale


 

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

 

È assolutamente normale che durante la gravidanza tutti i pensieri e le preoccupazioni della donna si concentrino verso il bimbo che porta in grembo. Per controllare la salute del nascituro, e rassicurare la futura mamma, è importante eseguire controlli regolari dal medico e sottoporsi anche a un test di screening prenatale. Gli esami prenatali si dividono in test di screening non invasivi, come il Bi test o il test del DNA fetale, ed esami diagnostici invasivi, come l'amniocentesi o la villocentesi. La salute del piccolo va messa sempre al primo posto, ma non si deve trascurare quella della gestante, la quale, nel corso dei nove mesi, può sviluppare alcuni disturbi tra cui l’ipertensione e il diabete.

 

Quando una donna si ammala di diabete durante la gravidanza, per la prima volta, quella forma di diabete si definisce "mellito gestazionale" [1]. Il diabete gestazionale colpisce mediamente 7-8 gestanti ogni 100, e tali gravidanze sono considerate "a rischio" a causa delle maggiori complicanze per mamma e bimbo [1]. Lo stile di vita di ogni donna in dolce attesa, pertanto, deve essere quanto più sano ed equilibrato possibile, e le raccomandazioni dei propri medici devono essere seguite scrupolosamente.

 

Il diabete gestazionale ha conseguenze abbastanza gravi, infatti, si possono verificare le seguenti situazioni:

·         gestosi ipertensiva;

·         distacco della placenta;

·         liquido amniotico in eccesso;

·         parto prematuro;

·         inerzia uterina in fase di travaglio;

·         infezioni urinarie e vaginali;

·         atonia post partum [2].

 

Per capire se sta insorgendo in una gestante una forma di diabete, occorre analizzare e saper riconoscere bene i sintomi caratteristici, come: avere sempre sete, urinare più del solito, comparsa di disturbi visivi, frequenti infezioni (es. cistiti) [1]. È molto importante controllare le condizioni di salute della donna incinta, per poter intervenire in tempo ed evitare eventuali effetti collaterali sul bambino.

 

In gravidanza la placenta ha il compito, tra le altre cose, di produrre ormoni "regolatori" dell'effetto dell'insulina e quindi connessi alla possibile insorgenza del diabete gestazionale. La reazione del corpo umano, in condizioni normali, è la produzione maggiore di insulina grazie all'attività del pancreas. Quando quest'organo non riesce ad aumentare tale produzione, i valori della glicemia nel sangue s'innalzano, favorendo l'insorgenza del diabete [3].

 

Ecco una lista dei fattori di rischio che possono favorire l'insorgenza del diabete mellito gestazionale:

• presenza di casi simili in famiglia;

• aver avuto il diabete gestazionale in gravidanze precedenti;

• aver già partorito in precedenza un bimbo di oltre 4,5 kg;

• sovrappeso;

• presenza di zuccheri nell'urina (glicosuria);

• età superiore ai 35 anni;

etnia, con un rischio maggiore per le donne originarie dell’Asia meridionale (Pakistan, India, Bangladesh), e mediorientale (Libano, Iraq, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Siria, Oman, Kuwait, Egitto) [3].

 

I controlli utili per valutare la presenza del diabete sono: il valore della glicemia a digiuno e due ore dopo aver mangiato, e l’esame dell'emoglobina glicata (la media dei valori glicemici degli ultimi due o tre mesi). Se la gestante è a rischio, deve anche sottoporsi a test da carico con glucosio (o test della curva glicemica) che consiste nel controllo dei valori glicemici nel suo sangue all'inizio, dopo 1 ora, e dopo 2 ore dall'ingestione di una soluzione glucosata [1,3].

 

Se una gestante si ammala di diabete gestazionale, dovrà alimentarsi in maniera adeguata a garantire un apporto nutrizionale corretto per sé e per il bimbo, e dovrà monitorare costantemente i valori della glicemia [4].

 

Ѐ importante curare sia la salute della futura mamma che quella del nascituro in gravidanza. La salute del bimbo può essere valutata anche tramite esami di screening o di diagnosi prenatale. Il test del DNA fetale può essere svolto già dalla decima settimana di gestazione, ed è attendibile fino al 99,9% nella rilevazione delle più note alterazioni cromosomiche (sindrome di Down, la sindrome di Edwards e la sindrome di Patau).

 

Occorre sempre consultare il ginecologo di fiducia, per essere guidate verso il percorso diagnostico più idoneo alle proprie condizioni.

 

Per maggiori informazioni: www.testprenataleaurora.it

 

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Fonti:

 

1. Humanitas Research Hospital

2. Medicina dell'età prenatale: prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche – Antonio L. Borrelli, D. Arduini, A. Cardone e V. Ventruto – p.386

3. FAND – Fondazione Italiana Diabete

4. Associazione Medici Endocrinologi

 

test DNA fetale | test di screening prenatale | gravidanza | anomalie cromosomiche |



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