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Conservazione cellule staminali cordone ombelicale: perché è importante

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Conservazione cellule staminali cordone ombelicale: perché è importante

 

A cura di: Ufficio stampa Sorgente

Quando si aspetta un figlio, sono tante le decisioni che la famiglia deve prendere, e tanti sono gli aspetti da considerare. Uno di quelli più importanti, e su cui questo articolo intende fare chiarezza in modo che le coppie possano compiere una scelta consapevole, è la conservazione cellule staminali cordone ombelicale.

Le cellule staminali cordonali sono dotate di un enorme potenziale terapeutico, come affermato anche dal Ministero della Salute [1]. Decidere di conservarle, vuol dire possedere uno strumento potenzialmente utilizzabile al momento del bisogno per il trattamento di alcune patologie.

Ma quali sono le effettive probabilità di utilizzo di queste cellule? Uno studio statunitense ha calcolato che, per una persona di 70 anni, sono di 1 su 217 [1]. Sono stati considerati diversi aspetti, come il tipo di trapianto, autologo o allogenico: nel primo caso il donatore e il ricevente sono la stessa persona, nel secondo caso il donatore è compatibile con il ricevente (può essere anche un familiare). Oltre questo, sono stati considerati altri fattori come l’età, l’etnia e il sesso. Il risultato si discosta di molto da quelli ottenuti n precedenti studi simili, che avevano calcolato percentuali più basse (1 su 2.700, o anche 1 ogni 200.000) [2]. L’aumento delle possibilità di utilizzo, per il gruppo di ricercatori statunitensi, è dovuto fondamentalmente alle tecniche e alle procedure utilizzate per la conservazione, che migliorano sempre più. Sono del parere che anche i campioni di cellule staminali crioconservati aumenteranno, e di pari passo anche i loro campi di applicazione, grazie al progredire delle tecnologie delle banche del cordone, al miglioramento dei registri di conservazione nazionali, e alle agevolazioni da parte delle compagnie assicurative.

Il trapianto di cellule staminali viene effettuato per trattare alcuni tipi di malattie molto gravi come i linfomi, le leucemie, le mielodisplasie, le neoplasie mieloproliferative, e anche alcune patologie neurologiche e genetiche. Ad oggi sono stati effettuati più di 45.000 trapianti con le cellule staminali cordonali, sia autologhi, sia allogenici [3].

Negli ultimi 10 anni sono stati condotti più di 200 studi clinici, in tutto il mondo, sull’utilizzo delle staminali cordonali per il trattamento di malattie autoimmuni, neurologiche, e per la rigenerazione di organi e tessuti [4].

Attualmente, nonostante si senta spesso parlare di cellule staminali, le famiglie italiane non hanno a disposizione informazioni complete ed esaustive che gli permettano di compiere una scelta consapevole sulla conservazione. Questo è il principale motivo per cui, ad oggi, il 95% dei cordoni ombelicali viene scartato, impedendo che questo prezioso patrimonio biologico possa essere utilizzato nel trattamento di più di 80 malattie, il cui utilizzo è stato approvato dal Ministero della Salute [5].

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

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Fonti:

1. Nietfeld JJ, Pasquini MC, Logan BR, et al. Lifetime probabilities of hematopoietic stem cell transplantation in the U.S. Biol Blood Marrow Transplant. 2008;14(3):316-322.

2. Kline, R.M. Whose blood is it, anyway? Sci Am. 2001; 284: 42–49

3. Ballen K. Update on umbilical cord blood transplantation. F1000Res. 2017;6:1556. doi: 10.12688/f1000research.11952.1.

4. Clinicaltrials.gov

5. Decreto ministeriale 18 novembre 2009

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