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Primo trimestre di gravidanza e test di screening prenatale

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Primo trimestre di gravidanza e test di screening prenatale

 A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

 

Quando si scopre di aspettare un bambino, è molto importante che la futura mamma si occupi sia del proprio benessere sia di quello del bimbo che porta in grembo. Intraprendere uno stile di vita sano ed equilibrato, nutrirsi in modo bilanciato, ma soprattutto farsi visitare regolarmente dal proprio medico e sottoporsi ad almeno uno fra i tanti test di screening prenatale.

 La gravidanza è un momento molto delicato nella vita di una donna, sotto tutti gli aspetti, e i primi tre mesi in particolare sono quelli in cui è necessario prestare più attenzione e più cure. In questo periodo, infatti, è opportuno pianificare tutti i controlli e le visite necessarie per valutare lo stato di salute di mamma e bimbo.

 L'assistenza in gravidanza può essere organizzata, per il primo trimestre, fissando subito un primo appuntamento con ostetrica o ginecologo [1]. La gestante deve attenersi scrupolosamente a tutte le indicazioni che riceverà dal proprio medico di fiducia.

 Dal punto di vista della prevenzione prenatale, la prima visita della gestante è la più importante. Questa visita consente di avere una panoramica generale delle condizioni della donna e permette al medico di prescrivere visite e controlli utili al monitoraggio, come:

·         prelievo di sangue per scoprire gruppo sanguigno, fattore RH e l’eventuale presenza di varie malattie (anemia, HIV, toxoplasmosi, rosolia, sifilide);

·         esame e coltura delle urine, per valutare le condizioni dei reni e per sapere se sono in atto infezioni;

·         pap test (da eseguire almeno una volta ogni tre anni);

·         un'ecografia addominale per conoscere lo stato di avanzamento della gravidanza [1].

 L'ecografia che si esegue nel primo trimestre gravidico si fa per conoscere più aspetti della gravidanza:

·         calcolare di quante settimane è il feto;

·         calcolare se le sue dimensioni sono compatibili con le settimane di gravidanza;

·         scoprire dove si è impiantata la camera gestazionale;

·         a rilevare il battito cardiaco del feto;

·         a rilevare effettivamente la presenza dell'embrione [2].

 La prima visita dal ginecologo serve anche a capire quale percorso di screening far seguire alla futura mamma, per rilevare eventuali anomalie cromosomiche fetali. La prevenzione prenatale comprende sia esami di screening prenatale non invasivi sia esami diagnostici invasivi. Gli esami di screening prenatale non invasivi sono esami probabilistici, che valutano la possibilità in percentuale che il nascituro sia affetto da un'alterazione cromosomica, come la sindrome di Down, o di Pateau, o di Edwards. Gli esami di diagnosi prenatale, invece, danno una diagnosi, tuttavia sono invasivi e presentano quindi un rischio di aborto. Nel caso della villocentesi il rischio connesso all'aborto è dell'1% [3].

 Il test del DNA fetale è un esame di screening di tipo non invasivo, semplice da fare, che richiede solo un prelievo di sangue materno. L'analisi ematica serve a trovare e analizzare i frammenti di DNA del feto in circolo nel sangue materno. Il test si esegue sfruttando macchinari ultramoderni e ha un'affidabilità di circa il 99,9% nella rilevazione delle maggiori anomalie cromosomich.

 

Per maggiori informazioni: www.testprenataleaurora.it

 

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Fonti:

 

1. L'Agenda della Gravidanza – Ministero della Salute

2. La responsabilità professionale del ginecologo e ostetrico – S. Agosti, M. Cucci, M. Rodolfi e A. Steffano

3. Medicina dell'età prenatale: Prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche - Di Antonio L. Borrelli,Domenico Arduini,Antonio Cardone,Valerio Ventrut

 

 

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