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TITOLO
L'isola giapponese invasa da 120 gatti e solo 15 abitanti umani
KEYWORD
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DESCRIZIONE
Sull'isola di Aoshima, in Giappone, vivono circa 120 gatti e appena 15 esseri umani, tutti anziani. Niente auto, niente negozi, niente ristoranti. Solo gatti ovunque. La storia dell'isola più felina del mondo.
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ARTICOLO
C'è un'isola in Giappone dove i gatti hanno vinto. Si chiama Aoshima, è lunga circa un chilometro, e ospita circa 120 gatti contro 15 esseri umani. Fate i conti: otto gatti per ogni persona.
Non è uno zoo, non è un'attrazione turistica costruita a tavolino. È semplicemente un'isola dove i gatti si sono moltiplicati e gli umani se ne sono andati, lasciandola praticamente a loro.
La storia inizia negli anni '40. Aoshima era un'isola di pescatori, ci vivevano quasi 900 persone. I pescatori avevano portato qualche gatto per tenere lontani i topi dalle barche e dalle reti. Scelta sensata. Il problema è che nessuno ha pensato di sterilizzarli.
I gatti hanno fatto quello che i gatti fanno meglio quando non vengono sterilizzati: altri gatti. Nel frattempo, la popolazione umana dell'isola ha iniziato a diminuire. I giovani se ne andavano per studiare o lavorare sulla terraferma. Restavano solo gli anziani. Sempre meno umani, sempre più gatti.
Oggi gli abitanti umani di Aoshima hanno tutti più di 65 anni. La persona più giovane ne ha 70 e passa. Non ci sono bambini, non ci sono negozi, non c'è un ospedale, non c'è nemmeno un distributore automatico. C'è un traghetto che passa due volte al giorno dalla terraferma, e basta.
I gatti invece stanno benissimo. Sono ovunque. Sul molo, per le strade, davanti alle case, sui tetti. Dormono dove vogliono, vanno dove gli pare. Hanno praticamente preso possesso dell'isola.
Nel 2015 qualcuno ha pubblicato foto dell'isola online e Aoshima è diventata famosa. Turisti giapponesi hanno iniziato ad arrivare con il traghetto per vedere l'isola dei gatti. Portavano cibo, scattavano foto, accarezzavano i felini. Un'invasione.
Il problema è che l'isola non è attrezzata per il turismo. Non ci sono hotel, ristoranti, bagni pubblici. Niente. Gli abitanti anziani si sono ritrovati invasi da frotte di turisti che venivano a vedere i gatti, lasciavano spazzatura, disturbavano.
Hanno dovuto mettere delle regole. Massimo 40 turisti per traghetto. Vietato dare troppo cibo ai gatti (rischio sovrappopolazione ancora peggiore). Vietato lasciare rifiuti. Rispettare le case private. In pratica: venite, guardate i gatti, e poi tornate sulla terraferma.
Un'organizzazione per la protezione degli animali ha lanciato una campagna di sterilizzazione. Hanno raccolto fondi, sono andati sull'isola, hanno sterilizzato decine di gatti. Altrimenti il numero sarebbe esploso ancora di più e i gatti stessi avrebbero iniziato a stare male per mancanza di cibo.
Gli abitanti anziani convivono con questa situazione in modo zen. Dicono che i gatti sono parte della loro vita quotidiana. Li nutrono, ci parlano, li lasciano entrare in casa quando piove. Ma sanno anche che quando loro non ci saranno più, l'isola resterà completamente ai gatti.
E probabilmente sarà così. Nessun giovane vuole trasferirsi su un'isola senza servizi, senza lavoro, senza niente, invasa da gatti. Tra dieci o vent'anni è probabile che Aoshima sia completamente disabitata da esseri umani.
Diventerà l'isola dei gatti al 100%. Una specie di regno felino autonomo in mezzo al mare. I gatti dovranno arrangiarsi da soli, cacciare, organizzarsi. Chissà, magari tra 50 anni i discendenti di questi gatti avranno sviluppato una società felina evoluta.
Ok, forse esagero. Più probabilmente continueranno a dormire 18 ore al giorno e a ignorare tutti, come fanno i gatti normali.
La cosa interessante è che Aoshima non è l'unica "cat island" del Giappone. Ce ne sono diverse, anche se nessuna con un rapporto gatti-umani così sbilanciato. C'è Tashirojima, c'è Sanagishima, altre isole dove i gatti sono tantissimi e gli umani sempre meno.
È un fenomeno che dice molto sul Giappone moderno: isole che si spopolano, giovani che vanno via, anziani che restano soli. I gatti, in questo scenario, diventano una presenza costante, una compagnia. E piano piano prendono il sopravvento.
Se volete visitare Aoshima, sappiate che il traghetto costa poco, il viaggio dura circa 30 minuti, ma sull'isola non c'è letteralmente niente oltre ai gatti. Portate acqua, cibo, tutto quello che vi serve. E rispettate gli abitanti, sia umani che felini.



