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DOMENICO SARRI DA INDICATORE LANCIA AREZZO COME CAPITALE DELL'INDUSTRIA TESSILE ITALIANA

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DOMENICO SARRI DA INDICATORE LANCIA AREZZO COME CAPITALE DELL'INDUSTRIA TESSILE ITALIANA

 

DOMENICO SARRI, DA INDICATORE DI AREZZO, STA FACENDO UN LIBRO CHE ESALTA IL RUOLO DEL CAPOLUOGO TOSCANO COME CAPITALE DELLA MODA E DELL’INDUSTRIA TESSILE E NON SOLO DELL’ORO. AREZZO NON è SOLO IL CUORE D’ORO D’ITALIA MA ANCHE LA CAPITALE DEL FASHION E DELL’ABBIGLIAMENTO QUOTIDIANO MA DI STILE. IN PRECEDENZA AVEVA SCRITTO UN LIBRO DOVE RIPERCORREVA LA SUA STORIA FAMILIARE E PROFESSIONALE. NON è UN LIBRO IN VENDITA NELLE EDICOLE E NELLE LIBRERIE, MA è LO STESSO UN LIBRO PREZIOSISSIMO, EDITO IN SOLO 15 COPIE, PER PARENTI E CONOSCENTI STRETTI. PER QUESTO MOTIVO NE FACCIAMO LA RECENSIONE, PER INCORAGGIARE GIOVANI LEVE AD INTRAPRENDERE UNA START UP.

Domenico Sarri AD UN PASSO DAL CIELO. DALLE STALLE ALLE STELLE. Questo libro può essere di stimolo e di esempio a giovani volenterosi che si trovino a creare una start up in questi tempi di trista crisi economica globale. “Ad un passo dal cielo. Dalle stalle alle stelle”, 2013, è questo il titolo del primo libro scritto da Domenico Sarri, aretino, una vita di lavoro nel settore tessile, di cui questo testo racconta le vicende assieme a quelle familiari, è stato infatti edito in occasione del 50° anniversario di matrimonio con la moglie Elena, quasi ad indicare che senza una famiglia unita alle spalle è difficile intraprendere una carriera importante.

Perché questo titolo? Il cielo è rappresentato da Talzano dove si trova la villa della dinastia tessile dei Lebole per cui pure Sarri ha lavorato e la sua bella casa è subito lì sotto, tra gli ulivi, ad Indicatore di Arezzo. Dalle stalle alle stelle, è questo il percorso dell’economia di Arezzo che dalla crisi del dopoguerra cresce continuamente e non solo nel settore orafo ed agroalimentare di qualità ma anche nel tessile con le sue industrie che conservano il saper fare artigianale degli antichi sarti. Qui si colloca la vicenda umana e imprenditoriale del Nostro Aretino, il quale si sposa ed inizia a lavorare come rappresentante nei Ruggenti 60’s fino alla creazione dell’”Indicatore Stock Centre” nel 2010, iniziando con Eurotex nel 1982. Ma torniamo alla Ricostruzione. Col passaggio del fronte di guerra, nel corso dell’estate 1944, l’”estate di fuoco”, si era toccato il punto più basso, economicamente parlando, non si era nemmeno mietuto il grano nei campi.

Ma la Ripresa procede alla grande e, anche se nel 1949 sono immatricolate solo meno di 1000 automobili in tutta la vasta provincia; ecco che però nel 1947 la produzione industriale torna a tirare ritornando agli stessi livelli anteguerra del 1938. I 6 Big dell’industria che avviano la ripartenza sono: Sacfem, Buitoni, i 2 cappellifici Rossi e La Familiare di Montevarchi, la Società Mineraria Valdarnese e l’Ilva. Poi arriva la LEBOLE. I dati della Camera di Commercio, illustrati da Salvini, parlano chiaro: dal 1948 al 2001 si va dalle stalle alle stelle, cioè dall’agricoltura come settore principale, alla lavorazione dell’oro quando Arezzo diventa “Il cuore d’oro d’Italia”.E RIVESTE L’ITALIA TUTTA CON LA LEBOLE che produce per la gente con una nuova eleganza. Nel Ventennio ’50 – ’70, fanno da volano le aziende medio – grandi, spinte dalle infrastrutture di Stato: nel 1955 nasce la Lebole, nel 1964 apre il tratto della A1 che va dal casello di Valdarno a quello di Chiusi, che segue il cosiddetto “percorso Jelmoni” o “delle valli”, volgarmente detto Curva Fanfani. Nel ’63 parte il progetto “2 Mari”, inizialmente previsto da Livorno ad Ancona, passando per Arezzo. I Mitici 80’s, poi, sono quelli della maturità industriale, con le piccole imprese generate per gemmazione di know how, dalle più grandi, quando nasce BancaEtruria. I 90’s sono quelli del sorpasso del settore terziario sul secondario, mentre gli Anni Zero vedono il top dell’oro e della microimpresa diffusa, tanto che il 95 per cento delle industrie conta meno di 5 addetti, come appunto Indicatore Stock Center.

Sarà il 2020 l’anno dell’uscita del secondo libro di Sarri (nella foto con la famiglia è quello seduto) che mira a ricostruire il ruolo di Arezzo come capitale dell’industria tessile italiana a partire dalle filande a vapore dei Fratelli Puletti a fine Settecento per arrivare oggi all’azienda globale “Monnalisa” di Iacomoni ??? Questo edito nel 2013, a tiratura limitata, merita comunque di essere stampato in una edizione più vasta perché può essere di stimolo e di esempio a giovani volenterosi che si trovino a creare una start up in questi tempi di trista crisi economica globale.

Domenico Sarri |



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