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Ritratti d'oro e d'argento. Reliquari medievali in Piemonte, Valle d'Aosta, Svizzera e Savoia

scritto da: Jessica T. | segnala un abuso

Ritratti d'oro e d'argento. Reliquari medievali in Piemonte, Valle d'Aosta, Svizzera e Savoia

(5 febbraio 2021 - 12 luglio 2021)


La mostra dossier 𝑅𝑖𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑑’𝑜𝑟𝑜 𝑒 𝑑'𝑎𝑟𝑔𝑒𝑛𝑡𝑜, a cura di Simonetta Castronovo, allestita nella Sala Atelier di Palazzo Madama dal 5 febbraio al 12 luglio 2021, presenta una galleria di busti reliquiario provenienti da tutte le diocesi del Piemonte e raffiguranti santi legati alle devozioni del territorio e alle titolazioni di determinate chiese locali, oltre ad alcuni esemplari dalla Svizzera e dall’Alta Savoia che intendono offrire, grazie a un taglio interdisciplinare, uno sguardo sia sul contesto in cui si è sviluppata la produzione orafa fra Tardogotico e Rinascimento, sia sulle azioni di ricerca, tutela e valorizzazione che musei, diocesi, soprintendenze e università stanno portando avanti con un importante lavoro di sinergia.
In particolare, uno dei temi affrontati è quello dell’uso della policromia sull’argento, a vantaggio di un maggior naturalismo, reso possibile dalla sapiente padronanza di due arti diverse, l’oreficeria e la pittura, affidata alla responsabilità di maestri operanti in collaborazione.
Tale peculiarità è ben evidenziata proprio nell’esposizione aostana, in quanto accomuna i pregiati busti del tesoro della Cattedrale a quelli elvetici.
Per contenere la reliquia del cranio di alcuni santi, già a partire dal XI secolo furono prodotti veri e propri ritratti in oreficeria, impiegando rame o argento dorato e arricchendone la superficie con pietre preziose, smalti e vetri colorati.
Una produzione specificatamente medievale, in cui convivono il gusto per il ritratto di tradizione classica – da qui la presenza di dettagli relativi all’acconciatura o all'abbigliamento – e le pratiche devozionali teorizzate da alcuni ecclesiastici e filosofi del XII secolo, secondo cui la contemplazione dell’immagine di un santo, realizzata con materiali preziosi, poteva condurre il fedele verso l’elevazione spirituale.
I busti e le teste reliquiario si configurano quindi come opere dalla doppia valenza: sia opere d’arte sia ricettacolo delle reliquie dei santi che rappresentano e, in quanto tali, oggetto della venerazione dei fedeli.
Si partirà dal più antico, il busto di Felicola, una santa sorridente che guarda alla scultura delle cattedrali tra Parigi e la Francia settentrionale negli anni di regno di Filippo il Bello, per poi arrivare a quello di santa Margherita, un busto ligneo del 1500 circa esposto a Ginevra e improntato al nuovo realismo di radice fiamminga.
Tra le sale della galleria si potranno anche  ammirare i ritratti di santi piemontesi, come quello di san Teobaldo di Alba, esposto per la prima volta dopo le inverosimili vicende che hanno portato al suo ritrovamento dopo il furto, nonché i patroni di alcune delle principali cattedrali della regione, come san Giovenale di Fossano, sant’Evasio di Casale, san Secondo di Asti e san Venanzio di Sarezzano, accanto a santi più “internazionali”, come san Giorgio e san Maurizio, peraltro centrali nella devozione della dinastia sabauda, o sant’Orsola, con un busto ligneo intagliato e dipinto realizzato a Colonia e arrivato in Piemonte come dono di Manfredi di Montafia, uno dei tanti mercanti “lombardi” attivi nel nord Europa nel Medioevo.
Non dimentichiamo inoltre i pregiati busti in lega di stagno e piombo di fattura lombarda, appunto, raffiguranti san Venanzio e san Ruffino.
Insieme al busto in legno dipinto e arricchito da pietre preziose di san Grato appartenente ufficialmente alla collezione di Palazzo Madama dal 1943 e restaurato, come è valso per San Giocondo e la testa reliquiario di san Giovanni Battista, grazie ai fondi 8×1000 che la Conferenza Episcopale Italiana per la valorizzazione delle opere d’arte dei musei di interesse diocesano.
Ultimo ma non ultimo, merita una citazione il busto in argento di Giove (II-III secolo d.C.), capolavoro del Museo Archeologico Regionale di Aosta e ritrovato in uno scavo archeologico al Piccolo san Bernardo, che introduce il tema dei modelli: furono infatti anche i busti in metallo di età romana, raffiguranti divinità olimpiche o imperatori, i primi modelli cui guardarono gli orafi medievali per realizzare i ritratti dei santi. 

Eventi 2021 | storia arte e cultura | policromia | reliquie medievali | santi e patroni | Palazzo Madama |



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