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Druidi, fate e Midsummer

scritto da: Jessica T. | segnala un abuso

Druidi, fate e Midsummer


Un tempo la natura scandiva i ritmi della vita dell'uomo.
A primavera, quando la natura si risvegliava dopo la morte apparente, e soltanto nei giorni in cui la Luna era propizia, si cominciava la semina.
D'estate si batteva il grano nelle aie e le braccia dei contadini andavano a tempo con le antiche canzoni intonate da donne e ragazze, mentre i bambini sgambettavano al sole.
In autunno si raccoglieva la legna per prepararsi alle fredde sere invernali, quando i vecchi, seduti attorno al fuoco che ardeva nei camini, raccontavano storie e leggende per evitare che cadessero nell’oblio, così si tramandavano miti e ricordi del passato, indissolubilmente intrecciati tra loro.
La caratteristica di Litha di essere un "giorno fuori dal tempo" è molto diversa da quella, ad esempio, di Samhain.
Litha ha le qualità al contrario, ossia le cose sono spesso ribaltate o confuse (ad esempio le candele sono messe a galleggiare sull'acqua). Molte persone credono che il 21 Giugno sia l'inizio dell'estate, ma ciò è falso.
A maggio Beltane ne sancisce l'inizio, mentre Litha rappresenta il momento in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare, le energie attribuite al sabbat: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte.
Giorno più lungo dell'anno, nonché il più adatto alla magia d'amore e di guarigione, solitamente le celebrazioni hanno luogo dalla mezzanotte del 20 fino all'incirca al 25 giugno. 
La notte di Litha è il momento in cui i Druidi raccolgono le piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno. Esistono in realtà molte tradizioni magiche legate a questa notte.
Si dice che i bastoncini per divinare siano infallibili, così come i sogni che tendano a concretizzarsi.
La felce, che conferisce invisibilità, si racconta che sbocciasse proprio a Litha e che andasse colta proprio quella notte. Ovviamente, qualsiasi pianta colta la notte di Litha è magicamente più efficace. Una ghirlanda può essere messa sulla porta con piume gialle per la prosperità e piume rosse per la sessualità.
Non solo.
Gli amanti si stringevano le mani sopra un falò, si cospargevano di fiori gli uni con gli altri e saltavano sul fuoco in segno di buon auspicio.
Chi cercava l'amore, invece, divinava.
In Scandinavia le ragazze mettevano sotto il cuscino l'erba di San Giovanni per introdurre nei loro sogni l'amore.
In Inghilterra era diffusa la credenza che, se una donna non sposata a Litha apparecchiava la sua tavola con una tovaglia pulita, del pane, del formaggio, del vino e apriva la porta di casa in attesa dell'uomo che avrebbe sposato o del suo spirito, egli si sarebbe palesato unendosi ai festeggiamenti.
Le tradizioni legate alla notte Litha contano l'accensione del falò che nelle antichità serviva sia per dare luce, sia per allontanare gli spiriti maligni. Le persone erano solite saltare il fuoco, tenere mazzetti da bruciare in segno di buon auspicio e decorare la porta di ingresso della propria abitazione con foglie di betulla, finocchietto selvatico, iperico e lillà bianche.
In particolare, erano considerate magiche cinque erbe: le rose, l'iperico, la verbena, la ruta e il trifoglio.
Non a caso, in Spagna Litha assume il nome di "Notte della verbena".
Litha è il momento di ricelebrare la fiammata della vita anche attraverso la danza.
Solitamente, colui che danza aduna gli spiriti per ottenere chiaroveggenza e conoscenza; comunica e riceve informazioni, onora gli antichi, cura e guida il viaggio mistico della sua anima nella danza della vita.
Tra l'altro Litha porta con sè molti rituali legati alle fate, basti pensare come la tradizione possa influenzare anche la letteratura.
Il Venerabile Beda, nel suo De tempore ratione, narra che le antiche popolazioni anglosassoni chiamavano i mesi di giugno e luglio rispettivamente con i nomi di Ærra Liþa e Æfterra Liþa, ovvero "Mese di Litha" e "Tardo mese di Litha". Si ritiene pertanto che Litha fosse una celebrazione di Mezza Estate a stampo pagano, probabilmente celebrata nella notte di luna nuova, prima del solstizio d’estate. Anche il sommo Tolkien, uno studioso che amava particolarmente l’antichità e che conosceva bene le tradizioni e i calendari in uso presso i popoli anglosassoni, dà il nome di Lithe ai festeggiamenti elfici in onore alla luce e alla bella stagione.
Si tratta di una notte speciale, dove tutto può avvenire, e ben lo sapeva il cantore delle fate di "Sogno di una notte di mezz’estate", il caro Shakespeare, che nel suo componimento porta in scena parte della tradizione legata alle fate e ai sortilegi che avevano a che vedere proprio con questo momento dell'anno.
Si dice infine che il Piccolo Popolo possa essere avvistato con più facilità nella notte del solstizio, perchè il velo tra i mondi risulta più sottile, causando inoltre ai mortali esperienze singolari.
Siamo quindi avvisati: quando camminiamo durante questa notte nelle nebbie dei boschi e lungo oscure valli, potremmo finire nella terra delle fate, perdendoci per molto più tempo di quanto crediamo... 

Litha | solstizio | paganesimo | giorno di Mezza Estate | druidi | De Tempore Ratione | Shakespeare | Tolkien |



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